23 maggio 2018

Alcuni finali sono felici, altri necessari



La vita è un susseguirsi di punti, alcuni permettono di iniziare un nuovo paragrafo in relazione con il precedente e altri chiudono un capitolo. Ci sono anche punti finali che terminano libri. A volte queste storie ci lasciano un buon sapore in bocca, altre volte sono amare. Sfortunatamente, non tutti i finali sono felici, ci sono anche finali necessari.

Ci sono momenti nella vita, sia nel campo personale che professionale, in cui la realtà ci impone di armarci di coraggio e mettere il punto finale. Se non lo facciamo, resteremo immersi in una situazione distruttiva che può solo peggiorare.

Finali difficili, ma necessari


Ci sono molte situazioni in cui dobbiamo mettere il punto finale e girare pagina:

- Un rapporto di coppia che si è arenato da troppo tempo

- Un sogno che ha poche possibilità di materializzarsi

- Un lavoro che genera profonda insoddisfazione

- Una persona tossica che non è disposta a cambiare

- Legami familiari che ci soffocano

- Legami sociali che sono troppo stretti

Tuttavia, a volte, anche se la realtà è dolorosa e ovviamente dannosa, troviamo difficile mettere questo punto finale. Perché?

Le scuse sono varie, ma la causa è sempre una: la paura.

- Paura di come la persona reagirà e dello scontro

- Paura di ciò che gli altri potrebbero pensare di noi per aver preso quella decisione

- Paura dell'ignoto, di lasciare la zona di comfort che abbiamo creato

- Paura di abbandonare vecchie abitudini che, sebbene dannose, ci trasmettono un illusorio senso di sicurezza

- Paura di sbagliare, di prendere una decisione errata che in seguito rimpiangeremo

- Paura di soffrire, di non essere in grado di affrontare il cambiamento e crollare

- Paura del futuro e di dover costruire un nuovo inizio

Indipendentemente da quale sia la tua più grande paura, prima o poi dovrai assumere che alcuni finali sono necessari, per il tuo equilibrio emotivo. I finali fanno parte della vita, sono una fase, come le stagioni dell'anno. Pertanto, dobbiamo essere in grado di riconoscere quando qualcosa è finito e dobbiamo passare alla stagione successiva.

Immaginare che la nostra vita sia come un albero ci aiuterà a capire meglio i finali necessari. I giardinieri potano un roseto per tre motivi:

1. L’arbusto genera più germogli di quanti ne possa contenere, quindi è necessario eliminarne alcuni così che gli altri abbiano più possibilità di fiorire

2. Alcuni rami e gemme sono malati e non si riprenderanno, quindi è essenziale eliminarli per salvare il roseto

3. Alcuni rami e rose sono già morti, ma continuano ad assorbire energia dall’arbusto limitandone la crescita

Se applichiamo questa idea alla nostra vita, ci renderemo conto che con il passare del tempo possiamo accumulare troppe relazioni, interessi, attività, impegni... che consumano tutto il nostro tempo e le nostre energie. Dobbiamo accettare che, a volte, semplicemente non possiamo fare tutto e dobbiamo chiudere alcuni capitoli per goderci le cose e le persone che contano davvero per noi. A volte dobbiamo fare una potatura preventiva, scegliendo di avere meno per godere di più.

Altre volte dobbiamo fare una "potatura curativa". Si tratta di quelle relazioni, luoghi e cose che sono morti da molto tempo, nel senso metaforico del termine, quindi dobbiamo lasciarli andare.

C'è un punto in cui dobbiamo semplicemente accettare di aver tentato di tutto con quella persona perché cambi, ma senza risultati. O abbiamo tentato di tutto sul lavoro e le cose non sono cambiate. Dobbiamo capire che c'è un momento per perseverare e un altro per desistere, che alcuni finali sono felici e altri semplicemente necessari.

Una tecnica infallibile per sapere se è necessario mettere un punto finale


Se da molto tempo stai pensando che devi terminare qualcosa ma non hai il coraggio di fare l'ultimo passo, una tecnica che ti aiuterà a decidere è immaginare quale sarà la tua vita tra due o cinque anni se tutto continua come prima o peggiora. Immagina come ti sentirai e quali sarebbero i risultati di non mettere un punto finale in questo preciso momento.

Se ti aggrappi ancora alla speranza, chiediti se ha una solida base o è costruita sulle sabbie mobili. Questa speranza è razionale o è un meccanismo di difesa che ti impedisce di affrontare il problema?

Se non ti piace lo scenario che si apre davanti a te, prendi la matita più grande che trovi e disegna il punto finale. Davanti a te si apriranno altri capitoli che devi ancora scrivere.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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