19 maggio 2017

I bambini che mettono in discussione tutto saranno adulti sicuri e di successo

psicologia infantile

Ci sono bambini che mettono in discussione tutto e non sono soddisfatti da qualsiasi risposta. Questi piccoli sfidano spesso le regole perché a loro piace andare oltre il prestabilito, discutono le risposte degli adulti e più di una volta li mettono in una situazione imbarazzante, facendogli percepire le loro incongruenze o assurdità.

Questo atteggiamento può esasperare alcuni genitori facendogli perdere la pazienza. Tuttavia, questo comportamento è seguito da una buona notizia: I bambini che mettono sempre in discussione le cose diventano spesso adulti più sicuri e di successo.

Questi bambini sviluppano un pensiero critico


Il fatto che i bambini non si diano per soddisfatti con la prima risposta che ricevono e vogliono continuare ad approfondire non è un male, anzi. Né è male che i bambini riflettano sulle risposte degli adulti e non le accettino senza discutere, come se si trattasse di verità assolute.

Questo atteggiamento denota che il bambino pensa per sé ed è interessato ad approfondire i fatti. Non accontentarsi di una risposta fino a quando non si ha inteso il punto è sinonimo d’intelligenza e fiducia in se stessi. Sarebbe molto peggio che il bambino accettasse una risposta che non capisce, solo perché ha paura che gli adulti credano che non è abbastanza intelligente per capire immediatamente.

Quando un bambino discute qualcosa è un segnale che sta mettendo in moto il suo pensiero critico, e questo è sempre una cosa buona. Questi bambini hanno semplicemente bisogno di ulteriori spiegazioni per convincersi.

Questo atteggiamento rappresenta anche, in un certo senso, una sfida alle regole e all'autorità. Il bambino toglie per qualche istante il "controllo" all'adulto contrastando i suoi argomenti. Anche questo non è negativo perché lo aiuta a consolidare la propria identità e praticare questa abilità in modo tale che da adulto sarà meno propenso a credere a qualcosa senza analizzare approfonditamente il tema, solo per il potere del referente o perché lo ha detto qualcuno o un mezzo di comunicazione "importante".

Ciò è confermato dagli psicologi dell'Università del Lussemburgo, che hanno analizzato i tratti della personalità di 700 bambini per alcuni decenni, da quando avevano 9 anni fino ai 40. È interessante notare che le persone che avevano i migliori posti di lavoro e guadagnavano di più erano quelli che erano stati bambini più impegnativi, sempre pronti alla sfida e talvolta ignoravano le regole dei genitori. Non erano solo bambini più competitivi, ma pretendevano anche di più dal mondo, crescendo non si davano per vinti e lottavano per i loro interessi.

Questi risultati sono legati a un precedente studio sulla relazione padre-figlio di tedeschi che durante la guerra la Seconda Guerra Mondiale protessero gli ebrei. I ricercatori scoprirono che quei genitori avevano incoraggiato il libero pensiero dei loro figli e li avevano educati nel rispetto della diversità. Pertanto, rispettare le opinioni diverse dei bambini aumenta le probabilità che questi pensino autonomamente da adulti, adottino un atteggiamento critico e non si lascino condizionare troppo facilmente dagli altri.

Il modo in cui i genitori reagiscono marca i bambini


Gli psicologi della Università della Virginia analizzarono 157 adolescenti di 13 anni d’età, realizzando dei video nei quali raccontavano quali erano state le situazioni in cui avevano dissentito energicamente dai loro genitori mettendo in discussione le loro decisioni, comportamenti e/o regole.

Quando i genitori videro le immagini dei loro figli che raccontavano la storia, reagirono in modo diverso. Alcuni sorrisero mentre altri si sentirono a disagio e si arrabbiarono.

Questi psicologi tornarono sul tema due anni dopo. Intervistarono di nuovo i ragazzi, questa volta i giovani avevano 15 o 16 anni d’età. Scoprirono così che gli adolescenti figli di genitori che adottarono un atteggiamento più calmo e persuasivo quando questi li contraddicevano erano meno propensi a fare uso di droghe e alcol. Questi ragazzi avevano imparato a non essere d'accordo in modo pacato ma deciso. Infatti, avevano il 40% in più di probabilità di dire "no" ai loro amici quando non erano interessati alla proposta.

Al contrario, quando i genitori imponevano la loro opinione, gli adolescenti assumevano comportamenti più passivi che li avvicinavano ai gruppi a rischio. Pertanto, questi psicologi sono convinti che l'atteggiamento dei genitori, quando i loro figli li sfidano, è fondamentale perché più tardi questi bambini imparino a non essere d'accordo con gli altri e sviluppino una forte autostima. Quando i bambini si sentono a loro agio ad esprimere il loro disaccordo con i genitori, si sentiranno così anche con gli amici, il partner o sul lavoro.

Come gestire correttamente il rapporto con un bambino che mette in discussione tutto?


Quando i bambini mettono in discussione tutto, i genitori possono cogliere l'occasione per dare loro una piccola lezione di vita insegnandogli a dissentire in modo assertivo.

- Ascolta. Quando i genitori ascoltano i loro figli, anche i bambini imparano ad ascoltare. Non si deve sempre essere d'accordo, ma se qualcuno introduce un buon argomento è giusto riconoscerlo. Non sitratta di vincere o perdere, ma di comunicare.

- Mantieni la calma. Crescendo i bambini sfidano l’autorità ei limiti imposti dai genitori. È normale. Il compito dei genitori è quello di mantenere la calma e rispondere in modo assertivo, perchè i bambini imparino ad interagire in modo appropriato. Se perdi il controllo gli starai insegnando che anche questo è un comportamento valido. Se gridi, è probabile che in futuro tuo figlio avrà paura di esprimere le sue idee e disssentire. Se gli presti attenzione, percepirà che le sue idee sono valide e degne di essere prese in considerazione.

- Smetti di afferrarti all’idea del controllo. Mentre i bambini crescono, i genitori dovrebbero lasciargli gradualmente una maggiore autonomia consentendogli di decidere per conto proprio. Purtroppo, in molti casi rispondiamo male alle loro provocazioni perché ci sentiamo insicuri e pensiamo che dovremmo mantenere l'autorità, in parte, perché questo è il modello con il quale siamo cresciuti.

- Negozia.
La vita è una trattativa continua, chi non ha questa abilità parte svantaggiato a livello sociale. Pertanto, se tuo figlio ti sfida, è meglio che non entri in una lotta per il potere che ti allontanerà da lui, negozia e cerca un accordo in cui tutti ne escano vincitori. Mentre tuo figlio cresce deve sentire che acquista progressivamente controllo ed è in grado di prendere le proprie decisioni.

- Ricorda che stai educando un bambino che diventerà un adulto. I tuoi figli, ad un certo punto della loro vita dovranno seguire la propria strada. Non importa che abbiano 3, 5, 10 o 15 anni, ogni volta che sono in d'accordo con te ti inviano un messaggio forte e chiaro: siamo persone indipendenti, che hanno le proprie idee, sentimenti e desideri. Il tuo compito è quello di aiutarli a svilupparsi e trasformarsi in persone autonome e sicure di sé.


Quando la sfida si trasforma in un problema comportamentale?


Ci sono casi in cui i comportamenti oppositivi e provocatori sono un problema comportamentale che affetta profondamente le dinamiche familiari. La differenza sta nel fatto che questi bambini non vogliono dialogare, non offrono argomenti o desiderano approfondire, ma vogliono semplicemente fare ciò che desiderano. Inoltre, questi bambini sembrano essere continuamente arrabbiati e godono molestando deliberatamente gli altri.



Fonti:
Spengler, M. et. Al. (2015) Student characteristics and behaviors at age 12 predict occupational success 40 years later over and above childhood IQ and parental socioeconomic status. Developmental Psychology; 51(9): 1329-1340.
Allen, J. P. et. Al. (2012) Predictors of Susceptibility to Peer Influence Regarding Substance Use in Adolescence. Child Development; 83(1): 337–350.
Oliner, S. P. (1992) Altruistic Personality: Rescuers Of Jews In Nazi Europe. New York: The Free Press.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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