5 maggio 2017

Le 3 differenze tra tristezza e depressione che tutti dovrebbero conoscere

depressione

La tristezza è un sentimento dal quale tendiamo a fuggire, anche se non ci riusciamo, perché per tutta la vita abbiamo a che fare con molte situazioni che creano una profonda tristezza, come la perdita di qualcuno che abbiamo amato.

In realtà, la tristezza è un'emozione, una reazione normale ad eventi che ci riguardano. Essere tristi non significa essere depressi, ma spesso le persone usano i due termini come sinonimi. Ad ogni modo, una profonda tristezza mantenuta nel tempo può cedere il passo alla depressione.

Infatti, anche se la depressione di solito ha un condizionamento genetico, situazioni come la perdita di una persona cara o un pesante fallimento sono in grado di generare un enorme tristezza che potrebbe portare alla depressione. Ciò significa che, in misura maggiore o minore, abbiamo tutti la probabilità di cadere nelle grinfie della depressione, quindi è importante sapere come questa si differenzia dalla tristezza.


Cosa differenzia la tristezza della depressione?


1. La tristezza è un'emozione, la depressione è un disturbo


La tristezza è un'emozione e come tale, ha un valore adattativo. Gli psicologi dell'Università dell'Indiana hanno scoperto che la tristezza provoca un maggior grado di attivazione fisiologica per aiutarci ad affrontare la perdita. In effetti, se ci pensate bene, ci sentiamo più motivati ad agire quando siamo tristi piuttosto che quando ci sentiamo felici e soddisfatti.

Inoltre, la depressione è un disturbo psicologico e la tristezza è solo uno dei suoi sintomi. I sintomi depressivi sono accompagnati da sentimenti d’ansia, impotenza, disperazione e profonda apatia. La persona tende spesso a sentirsi in colpa, gli risulta difficile prendere delle decisioni e concentrarsi. In molti casi appaiono anche dei pensieri suicidi.

2. La tristezza è fugace, la depressione è durevole

Una ricerca portata a termine dagli psicologi dell'Università di Lovanio, in Belgio, ha dimostrato che la tristezza è l'emozione più duratura, tarda 240 volte di più a scomparire rispetto alle altre. Ciò nonostante, la tristezza continua ad essere un'emozione "passeggera", perché di solito dura un paio di giorni o al massimo un paio di settimane.

Invece, la depressione è una condizione cronica che viene diagnosticata dopo che una persona ha mostrato gli stessi sintomi per almeno sei mesi. In alcuni casi ci sono stati dei periodi di miglioramento, ma non sono stati molto lunghi.

3. La depressione non viene mai da sola, è accompagnata da apatia e anedonia

Quando ci sentiamo tristi è normale che non abbiamo alcun desiderio di festeggiare e possiamo anche sperimentare stanchezza e mancanza d’energia. Eppure, siamo in grado di continuare la nostra routine e possiamo anche godere dei piccoli piaceri quotidiani che ci aiutano a migliorare l’umore.

Nella depressione si soffre di apatia e anedonia, l'indifferenza e il pessimismo possono protrarsi per settimane o addirittura mesi. La persona sente che le attività quotidiane più banali, come fare shopping, lavarsi i denti o mangiare, sono terribilmente faticose e non hanno alcun senso. La persona depressa perde l'iniziativa e non trova niente che la motivi e la renda felice.

Cosa succede quando la tristezza non va via?


Per tutta la vita attraversiamo diverse situazioni che generano tristezza e riusciamo ad uscirne. Infatti, molte di queste situazioni servono a rafforzarci e ci permettono di arricchire il nostro arsenale di strumenti psicologici che ci servono per affrontare la vita.

Tuttavia, quando la tristezza si prolunga e credi che non hai fatto nessun miglioramento, ma ogni volta ti senti peggio, è consigliabile che tu chieda aiuto psicologico. La tristezza prolungata può portare alla depressione. Se non riesci a riscoprire la gioia di vivere, ti isoli dagli altri e ti rinchiudi nei tuoi pensieri negativi, puoi correre il rischio di sviluppare un quadro depressivo.

Non c'è bisogno di aspettare che la depressione metta le radici, uno psicologo potrà aiutarti a superare la tristezza e riprendere la vita di tutti i giorni. In realtà, devi considerare che più aspetti prima di chiedere aiuto, tanto più aumentano le probabilità che appaiano altri disturbi associati che peggiorano la progonsi.

Uno studio condotto presso l'Università di San Diego ha rivelato alcuni segnali che potrebbero avvertirti che la depressione è in corso. Secondo questi ricercatori, il 74% delle persone con diagnosi di depressione ha cominciato ad avere problemi ad addormentarsi sin dalle prime fasi della malattia, il 38% ha avuto anche problemi di memoria e difficoltà di concentrazione e il 50% ha dichiarato di sentirsi affaticato da molto tempo.

Trattamento della depressione


Esistono diversi approcci psicoterapeutici per la depressione, uno dei più solidi e conosciuti sono le Terapie Cognitivo-Comportamentali di Terza Generazione. Chi impiega queste terapie spiega che a differenza delle precedenti, questo insieme di metodi e tecniche si concentra su pensieri, sentimenti ed emozioni così che, invece di cambiare il contenuto dei pensieri, un processo piuttosto difficile e non esente da frustrazione per la persona, si concentra nel cambiare la percezione e il rapporto con gli stessi, facendo in modo che smettano di essere un problema.

A differenza di altri approcci psicoterapeutici, queste terapie si concentrano nel potenziare una serie di competenze che la persona può applicare in situazioni diverse, dal momento che non si tratta semplicemente di eliminare i sintomi ma di migliorare il benessere e la crescita personale.

Nell'ambito di queste terapie si trovano anche tecniche come la meditazione Mindfulness e l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), che si sono dimostrate efficaci nell'alleviare i sintomi della depressione e nel ridurre il carico emotivo degli eventi traumatici. In effetti, uno studio condotto presso l'Università di Oxford ha dimostrato che la meditazione Mindfulness è efficace nel trattamento della depressione e per prevenire le ricadute tanto quanto gli antidepressivi.


Fonti:
Verduyn, P. & Lavrijsen, S. (2015) Which emotions last longest and why: The role of event importance and rumination. Motivation and Emotion; 39(1): 119–127.
Hasse, M. et. Al. (2015) Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) therapy in the treatment of depression: a matched pairs study in an inpatient setting. Brain Behav; 5(6): e00342.
Kuyken, W. et. Al. (2015) Effectiveness and cost-effectiveness of mindfulness-based cognitive therapy compared with maintenance antidepressant treatment in the prevention of depressive relapse or recurrence (PREVENT): a randomised controlled trial. The Lancet; 386(9988): 63-73.
Jakobsen, J. C. et. Al. (2014) Third-wave cognitive therapy versus mentalisation-based treatment for major depressive disorder: a randomised clinical trial.BMJ; 4(8): e004903.
Seungio, L. (2007) Discrete emotion and motivation: Relative activation in appetitive and aversive motivational system as a function of anger, sadness, fear, and joy embedded in the content of televised information campaigns. Media Psychology; 12(2):148-170.

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Jennifer Delgado Suárez

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La tristezza,come tutte le emozioni,non può essere permanente,per questo si chiamano emozioni:il termine deriva da "moto",movimento. Si muovono,dunque sono emozioni;passi continuamente da una all'altra,un momento sei triste,il prossimo sei felice,adesso sei arrabbiato,dopo sei tranquillo. Un momento sei amorenìvole,un altro sei carico d'odio,la mattina era tutto bello,la sera è uno strazio.E va avanti così.Non può essere questa la nostra natura,altrimenti saremmo andati in pezzi molto tempo fa,invece si va avanti in quanto entità,c'è in noi qualcosa che permane.

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