11 gennaio 2017

Non rinunciare troppo presto, ma non insistere neppure troppo a lungo

crescita personale

La vita non è una corsa veloce, ma una maratona, e per arrivare lontano nella forma migliore si deve imparare a mantenere l'equilibrio, sapendo quando è il momento di affrettare il passo, rallentare o addirittura fermarsi per recuperare le forze. E comunque, mantenere il delicato equilibrio è difficile, è più facile farsi prendere la mano dalle emozioni e cadere negli estremi, soprattutto in una società in cui tutto si iperbolizza.

Lotta, ma mantieni la prospettiva


La società ci manda un messaggio molto chiaro: persevera e avrai successo. L’abbandono è sinonimo di fallimento, di mancanza di fermezza e temperanza, di pigrizia, ma la verità è che a volte abbandonare è indice d’intelligenza, buon senso e anche di semplice spirito di sopravvivenza.

In questo senso, uno studio molto interessante condotto presso l'Università di Concordia e del quale pochi parlano, immersi come siamo nella "dittatura della psicologia positiva", indica che rinunciare agli obiettivi irraggiungibili o troppo ambiziosi è molto più vantaggioso di quanto si potrebbe pensare, soprattutto per la nostra salute.

Secondo questi psicologi, perseguire tali obiettivi a tutti i costi potrebbe risultare controproducente. Per arrivare a queste conclusioni furono coinvolte 204 persone, le quali vennero invitate a ricordare i loro obiettivi più importanti degli ultimi cinque anni ei risultati ottenuti. Inoltre, venne valutata la loro condizione psicologica e sanitaria, iniziando dallo stress e il livello di cortisolo nel sangue, fino alla comparsa di problemi di salute.

Allo stesso tempo, vennero seguiti per un intero semestre 81 studenti universitari, per analizzare come affrontavano i loro obiettivi scolastici e come questi potevano influenzare la loro salute e il benessere psicologico.

Così hanno apprezzato che la capacità di ridimensionare gli obiettivi era un indicatore importante di salute fisica e benessere emotivo. Le persone che si rendevano conto che i loro obiettivi non erano realistici e li adattavano alle nuove circostanze, erano meno stressate e soffrivano meno di problemi di salute. Infatti, i loro livelli di cortisolo nel sangue erano più bassi. Al contrario, coloro che insistevano nel realizzare i loro obiettivi, nonostante i ripetuti fallimenti, mostravano livelli più elevati di stress, senso di colpa, disturbi del sonno, depressione, ansia, erano più inclini a soffrire di malattie di origine virale e di disturbi gastrointestinali, dolori di testa ed eruzioni cutanee.

Dov'è il limite? Il Paradosso di Stockdale


È vero che nella vita molte delle cose più preziose richiedono sforzo, pazienza e sacrificio. Arrendersi troppo presto porterà ad una vita segnata dall’abbandono dei sogni e dei progetti, e ciò produrrà insoddisfazione e alimenterà la sensazione di fallimento. Tuttavia, anche l'eccessivo ottimismo può giocare brutti scherzi, come dimostra il Paradosso di Stockdale, un termine coniato da Jim Collins e ispirato all'esperienza personale dell’ammiraglio James Stockdale, il prigioniero americano di maggior rango durante la guerra del Vietnam.

Stockdale rimase prigioniero nel "Hanoi Hilton" e venne torturato ripetutamente durante 8 anni. In seguito raccontò che i prigionieri più ottimisti, quelli che continuavano a credere che sarebbero stati rilasciati il prossimo Natale, erano più propensi a morire. Il problema è che quando le loro speranze non si avveravano tendevano a deprimersi, così finivano per gettare la spugna molto prima di quelli che erano più obiettivi, ma comunque non abbandonavano speranza e ottimismo.

Ciò indica che, anche se l'ottimismo è importante, ci sono momenti in cui può rivoltarsi contro di noi, generando sentimenti molto negativi. Per questo motivo, altrettanto importante come perseverare nei nostri obiettivi, è l’essere in grado di rilevare i segnali che indicano che è arrivato il momento di modificare o addirittura cambiare completamente rotta.

3 segnali che indicano che è giunto il momento di cambiare


1. Non raggiungi i risultati previsti. Se stai dando il meglio di te, se da molto tempo ti stai sforzando duramente e non hai raggiunto dei risultati che ti incoraggino ad andare avanti e indichino che il tuo obiettivo è realizzabile e che ti stai muovendo nella giusta direzione, è il momento di fermarti e rivedere i tuoi obiettivi.

2. Sei sfinito, fisicamente e/o emotivamente.
Ci sono momenti in cui, anche se stai ottenendo dei risultati, questi ti costano un sacrificio enorme, sia in termini di salute, benessere emotivo o relazioni interpersonali. In questo caso dovresti chiederti se questo obiettivo merita davvero tanto sacrificio, forse puoi prendere in considerazione degli obiettivi più modesti che richiedano uno sforzo minore.

3. Le circostanze sono profondamente cambiate.
A volte si può essere così ossessionati con i nostri obiettivi da non renderci conto che le condizioni sono cambiate e sono diventate ostili. Forse non conti più con lo stesso appoggio da parte degli altri, il mondo intorno a te è cambiato, e questo progetto è diventato obsoleto o forse tu stesso non hai più le stesse capacità, disposizione o abilità che avevi prima. In tal caso, la cosa più intelligente da fare è rivedere i tuoi obiettivi.


Fonte:
Wrosch, C. et. Al. (2007) Giving up on unattainable goals: benefits for health? Pers Soc Psychol Bull; 33(2): 251-265.

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Jennifer Delgado Suárez

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