23 settembre 2016

Perché per alcuni è un problema distinguere la destra dalla sinistra?

disturbi

Per alcuni, indicare una direzione è una sfida. Il senso dell’orientamento non è decisamente il loro punto di forza, e trovano automaticamente difficile anche distinguere tra la sinistra e la destra. Sono le classiche persone che quando viene data loro un'indicazione e cercano di seguirla, devono sempre sentirsi dire: “non a destra di qua: a destra di là!”.

Se succede anche a te, devi sapere che non sei solo. Si stima che il 20% della popolazione mondiale abbia difficoltà ad orientarsi nello spazio e distinguere la destra dalla sinistra. È anche risaputo che questo problema è più comune nei mancini, nelle donne e nelle persone con un alto quoziente intellettivo.

Imparare a distinguere la destra dalla sinistra è più complesso di quanto sembri


Durante lo sviluppo, il senso dell’orientamento destra/sinistra attraversa due fasi differenti. In primo luogo, si verifica un processo intrapersonale, cioè, impariamo a distinguere tra destra e sinistra all'interno della nostra immagine corporale. Più tardi abbandoniamo questo approccio “egocentrico” ​​ed entriamo in un processo superpersonale che ci permetterà di discriminare entrambe le parti dal punto di vista di un'altra persona o di fronte allo specchio.

La fase intrapersonale si verifica circa all’età di 5 anni, ed è associata con l’apprendimento della lettura e della scrittura. Infatti, a questa età è comune che i bambini invertano l'ortografia di alcune lettere e numeri. La fase interpersonale si sviluppa intorno ai 9 anni, ma si stima che a 11 anni di età solo il 50% dei bambini hanno acquisito questa abilità.

In realtà non si tratta di un apprendimento semplice perché coinvolge diverse funzioni cognitive, dalla memoria alla capacità di elaborare e integrare informazioni visive così come la consapevolezza spaziale. A questo si aggiunge che si tratta di un sistema di coordinate che cambiano, dato che sinistra e destra variano a seconda del punto di riferimento.

Una questione di simmetria cerebrale e intelligenza spaziale


Ci sono diverse patologie, come l’agnosia spaziale, che causano difficoltà di orientamento e sono causate da danni cerebrali. Quindi, i neuroscienziati ritengono che la spiegazione a questo problema potrebbe trovarsi nel cervello.

Infatti, si ritiene che la capacità di distinguere la destra dalla sinistra dipenda principalmente dall'emisfero sinistro, in particolare dal lobo parietale. Ma vi è una teoria che collega la difficoltà a distinguere tra destra e sinistra con la simmetria cerebrale. La maggior parte delle persone hanno una certa asimmetria cerebrale, il che significa che un emisfero è leggermente più grande rispetto all’altro e ha un ruolo dominante nelle funzioni e attività che vengono svolte.

È interessante notare che, quanto maggiore è la simmetria dei due emisferi, tanto più è difficile per la persona distinguere la destra dalla sinistra. Questa teoria spiegherebbe perché le donne tendono a confondere entrambe le parti, dal momento che di solito hanno una maggiore simmetria cerebrale rispetto agli uomini. Si stima infatti che l’8,8% degli uomini confondono spesso tra destra e sinistra, mentre la percentuale sale al 17,5% nelle donne.

Fortunatamente non è un problema, significa solo che quella persona non ha sviluppato sufficientemente l’intelligenza spaziale, la capacità di orientarsi nello spazio. Infatti, ogni persona è unica, fatta secondo una “formula” speciale in cui le intelligenze si mescolano in diversa misura. Quindi, chi ha difficoltà ad orientarsi nello spazio, di solito mostra un'intelligenza brillante in altri settori della vita.

Che ruolo ha la concentrazione?


La verità è che anche le persone che hanno automatizzato questa capacità potrebbero comunque non riuscire a distinguere la sinistra dalla destra. A questo proposito, alcuni ricercatori del Royal Victoria Hospital hanno realizzato uno studio con 234 studenti di medicina e hanno scoperto che quando questi erano distratti, gli era più difficile distinguere la destra dalla sinistra e aumentavano significativamente le probabilità che commettessero errori nel loro lavoro.

Ovviamente, questa non è una buona notizia per i pazienti, soprattutto se si considera che le persone che lavorano negli ospedali sono spesso sottoposte a grande stress. Infatti, le statistiche indicano che una ogni 112.994 operazioni chirurgiche sono eseguite sul lato sbagliato del paziente, con la conseguente eliminazione di organi sani. In medicina questo fenomeno è noto come “chirurgia del lato sbagliato”.

C'è una soluzione?


La maggior parte delle persone che hanno questo piccolo problema ricorrono spesso a diverse strategie per ricordare rapidamente qual è la destra e quale la sinistra. Ad alcuni basta solo ricordare la mano con cui scrivono, altri ricordano dove si trova il cuore.

In ogni caso, occorre chiarire che non si tratta di un déficit, ma solo di una difficoltà. Infatti, si tratta piuttosto di un problema di automazione dal momento che queste persone sono in grado di riconoscere la destra e la sinistra, ma necessitano di più tempo rispetto al resto delle persone, perché il processo di base non è automatizzato e, prima di decidere, devono pensare.


Fonti:
McKinley, J. et. Al. (2015) ‘Sorry, I meant the patient's left side’: impact of distraction on left–right discrimination. TOC; 49(4): 427–435.
Hirnstein, M. et. Al. (2009) Sex differences in left–right confusion depend on hemispheric asymmetry. Cortex; 45; 891–899.
Mulloy, D. F. et. Al. (2008) Wrong-Site Surgery: A Preventable Medical Error. Patient Safety and Quality: An Evidence-Based Handbook for Nurses. Rockville: Hughes RG.
Hausmann, M. et. Al. (1999) Sex differences in functional cerebral asymmetries in a repeated measures design. Brain and Cognition; 41: 263–275.
Hannay, H. J. et. Al. (1990) Self-report of right-left confusion in college men and women. Percept Mot Skills; 70(2): 451-257.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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