10 agosto 2016

Le persone spontanee, sicure di se e rilassate, non mandano messaggi

messaggi di testo

Il cellulare ha cambiato il nostro modo di comunicare, soprattutto nelle nuove generazioni. Infatti, molti giovani credono che una telefonata sia troppo invasiva, come presentarsi a casa di qualcuno senza preavviso. Così, si inviano sempre più messaggi. Ma la tendenza ad inviare messaggi invece di chiamare, può rivelare molto della nostra personalità.

Messaggiamo di più e parliamo di meno


Le statistiche indicano che gli utenti di smartphone inviano e ricevono cinque volte più messaggi di testo che chiamate. Infatti, si stima che un utente medio trascorra 26 minuti al giorno inviando messaggi, ma solo sei minuti parlando al telefono.

Certamente, in alcuni casi i messaggi sono molto efficaci, ma nascondono anche qualcosa di antisociale e robotico. In realtà, è molto difficile sapere esattamente cosa prova una persona attraverso un messaggio di testo. Ma sentire la sua voce può rivelare rapidamente il suo stato emotivo.


Le persone che inviano messaggi di testo hanno bisogno di mantenere il controllo


Uno studio condotto dal Pew Research Center ha rivelato che i messaggi sono uno dei mezzi preferiti dall’80% degli adolescenti per comunicare con i loro amici. Ma i messaggi di testo non sono solo efficaci e pratici, ma offrono anche una maggiore sensazione di controllo.

Inviare messaggi riduce la complessità delle relazioni umane. Infatti, molti di questi giovani ha confessato che a loro non piace parlare al telefono perché in questo modo non possono controllare ciò che vogliono dire e non possono sapere quanto durerà la chiamata. Parlare al telefono li fa sentire insicuri.

Curiosamente, la sensazione di controllo che generano i messaggi di testo è legata alla mancanza di sicurezza e fiducia in se stessi. Uno studio condotto presso l'Università di Windsor ha scoperto che usare i messaggi piuttosto che le chiamate, causa ciò che è già stato definito “effetto della superficialità”. Questo effetto suggerisce che le persone si compromettono meno con ciò che scrivono.

Infatti, i ricercatori dell’Università di Winnipeg hanno analizzato più di 2.300 studenti universitari e hanno scoperto che coloro che inviavano più di 100 messaggi di testo al giorno, riferivano di sentirsi meno sicuri dei loro principi etici nella vita.

Questo suggerisce che inviare messaggi invece di chiamare, può essere l'alternativa scelta dalle persone che soffrono di ansia nelle relazioni sociali e che hanno la necessità di mantenere il controllo. Al contrario, coloro che preferiscono chiamare possono essere più spontanei, estroversi e con una maggiore capacità di affrontare gli imprevisti.

I messaggi di testo permettono di stabilire una distanza emotiva


In una società sempre più alienata e alienante, molte persone hanno paura di coinvolgersi emotivamente. I messaggi di testo sono lo strumento ideale per creare una distanza tra mittente e destinatario. Questa distanza allontana le persone dalla realtà, riduce la loro ansia e permette loro di dire cose che non avrebbero mai avuto il coraggio di dire faccia a faccia.

Infatti, sono sempre di più le coppie o gli amici che rompono le relazioni attraverso messaggi di testo. Questa forma di comunicazione permette loro di liberarsi rapidamente delle loro responsabilità senza coinvolgimento emotivo, senza dover sopportare le conseguenze che le loro decisioni avranno sull’altro.

In questo senso, uno studio molto interessante condotto presso l'Università del North Carolina, ha analizzato l'uso del telefono cellulare e la qualità delle relazioni di coppia per valutare il tipo di legame che le persone avevano sviluppato. Questi psicologi hanno scoperto che esistevano coppie che si scambiavano fino a 500 messaggi al giorno, pari al 90% della loro comunicazione.

Hanno anche scoperto una relazione tra il numero di messaggi di testo e il vincolo emotivo:

- Tipo di legame insicuro. Queste persone non hanno sviluppato un'immagine positiva di se stesse, sono insicure e hanno costantemente bisogno dell'approvazione degli altri. Per questo inviano molti messaggi di testo ai loro partner e amici, perché questo è un modo per trovare la sicurezza di cui hanno bisogno.

- Tipo di legame evitante. Queste persone hanno imparato che esprimere i loro sentimenti è controproducente, così si slegano da questi e stabiliscono una distanza emotiva dagli altri. In questo modo evitano di essere respinti o abbandonati. Per queste persone, i messaggi di testo, che sono sempre molti, si trasformano in una strategia per controllare gli altri, oltre ad essere un metodo più facile per mantenere quella distanza emotiva che permette loro di sentirsi al sicuro.

- Tipo di legame sicuro. Queste persone sono sicure di sé, non hanno bisogno della costante approvazione degli altri e sono in grado di stabilire relazioni mature, dove non c'è spazio per la dipendenza emotiva. È interessante notare che queste persone inviano un minor numero di messaggi di testo e preferiscono comunicare attraverso le chiamate.

Recuperare la comunicazione diretta


Alcuni psicologi dicono che l'abuso di messaggi impedisce alle nuove generazioni di sviluppare le necessarie competenze sociali per affrontare la vita con meno stress e ansia. Senza dubbio, la conversazione è un'abilità che deve essere coltivata, perché ci apporta benefici straordinari e ci aiuta a costruire una forte rete di sostegno sociale.

Per quanti emoticon possiamo usare, è molto più facile stimolare una risata con una chiamata che con un messaggio di testo. È anche più facile rilevare il sarcasmo o la rabbia ascoltando la voce. Pertanto, cerchiamo di parlare il più possibile evitando ogni volta che possiamo i messaggi di testo.


Fonti:
Annisette, L. E. & Lafreniere, K. D. (2016) Social media, texting, and personality: A test of the shallowing hypothesis. Personality and Individual Differences.
Smith, A. (2015) U.S. Smartphone Use in 2015. In: Pew Research Center.
Luo, S. (2014) Effects of texting on satisfaction in romantic relationships: The role of attachment. Computers in Human Behavior; 33: 145–152.
Trapnell, P. & Sinclair, L. (2013) Texting Frequency and The Moral Shallowing Hypothesis. In: Universidad de Winnipeg.

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Jennifer Delgado Suárez

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