28 luglio 2016

Ti da fastidio il rumore che le persone fanno quando masticano? Forse sei un genio creativo

Charlie Chaplin

Alcune persone sono più sensibili di altre, e sono molto infastidite da alcuni stimoli ambientali che agli altri spesso passano inosservati. Per le persone altamente sensibili, la luce brillante, il disordine, un odore più forte del solito o alcuni suoni, possono essere una vera e propria tortura.

Esiste una sensibilità speciale chiamata misofonia che coinvolge una certa avversione per i suoni di tutti i giorni prodotti da altre persone, come la masticazione, la tosse o la deglutizione. Infatti, queste persone non tollerano il suono che fanno gli altri quando masticano, un problema che colpisce circa il 20% della popolazione.

Misofonia: Il disagio viscerale che non può essere spiegato


I suoni che disturbano la persona che soffre di misofonia di solito hanno una bassissima intensità dell'ordine di 40-50 decibel, il che significa che sono ben al di sotto della normale conversazione, così che in molti casi sono appena udibili al resto delle persone.

Ma per coloro che soffrono di misofonia questi suoni possono diventare una tortura. Ascoltare qualcuno masticando può generare stress, irritazione, e in casi estremi anche una rabbia violenta. Per questo motivo a volte nascono delle discussioni a tavola.

La persona con misofonia può chiedere all'altro commensale di masticare più lentamente e senza fare rumore, ma la persona può sentirsi attaccata e non capisce come un suono così basso può causare tanto disagio. Di conseguenza, conclude che quella persona ha qualcosa contro di lei, che è arrabbiata senza ragione o amareggiata per altri motivi e se la prende con lei.

Per evitare discussioni, la persona con misofonia a volte preferisce rimanere in silenzio e magari si alza e lascia il tavolo. Ma questo gesto genera anche l'irritazione degli altri commensali che non capiscono il suo atteggiamento.

È interessante notare che, la sensazione di disagio si amplifica ancor di più quando i suoni provengono da persone vicine. Questa ipersensibilità crea spesso problemi nei rapporti interpersonali perché le altre persone si sentono respinte.


Quali sono le cause della misofonia?


Alla base c’è un problema di tolleranza ai suoni. Una ipotesi è che si tratti di una malattia neurologica, probabilmente nelle strutture del sistema nervoso centrale superiore. Potrebbe essere causata da un danno alla corteccia prefrontale mediale, o un problema simile al tinnito, un suono inesistente che di solito è causato da danni alle cellule ciliate della coclea.

Un'altra ipotesi indica una correlazione tra la misofonia e i disturbi ossessivo-compulsivi, sottolineando l'esistenza di esperienze negative legate a tali suoni. In pratica, questa repulsione potrebbe venire da un piccolo trauma che ha innescato una risposta eccessiva dell’amigdala, senza che intervenga il controllo dei lobi prefrontali. Pertanto, la persona subirebbe una reazione viscerale che è molto difficile da controllare.

Infatti, anche se la persona ci prova, non riesce a smettere di sentire quel suono. A questo proposito, è rivelatore uno studio condotto presso l’Università della California. Questi neuroscienziati hanno deciso di verificare se l'avversione per quei suoni era reale. Per farlo, hanno chiesto alle persone con misofonia di ascoltare una serie di segnali acustici e valutare il livello di disagio che gli provocava. Un altro gruppo di persone che non soffriva di questo problema ha ascoltato gli stessi suoni e hanno dovuto indicare quanto si sentivano disturbate.

Mentre venivano esposti ai suoni, alcuni elettrodi misuravano la conducibilità elettrica della pelle per rilevare il livello di attivazione fisiologica. I risultati hanno mostrato che le persone con misofonia sudavano di più e mostravano un livello più alto di eccitazione fisiologica di fronte a suoni come per esempio masticare una gomma. Tuttavia, quando sentivano dei suoni più rilassanti, come il rumore della pioggia, non mostravano questa reazione.

Imparare a concentrarsi su ciò che è positivo


Ci sono diverse strategie per trattare la misofonia. Prima di raggiungere il punto di non ritorno, quando la rabbia assume il controllo, è possibile ridurre il rumore. Ad esempio, il ronzio di un ventilatore in funzione, il suono della musica rilassante o di un dispositivo che emette un rumore bianco, possono essere tutte soluzioni che soddisfino tutti.

Sarebbe anche conveniente spiegare alle persone per te importanti cosa ti accade, così almeno capiscono che non si tratta di un semplice rifiuto o cattivo umore, ma un vero e proprio problema che devi combattere ogni giorno.

Inoltre, tieni presente che ogni situazione, per quanto negativa possa sembrare, può sempre avere un lato positivo. Uno studio condotto da psicologi della Northwestern University ha rivelato che quanto più si è influenzati da tali rumori, tanto più è probabile essere un genio creativo.

Infatti, la creatività è stata collegata con un livello di attenzione superiore alla norma. Tutti noi abbiamo un sistema di input sensoriali che ha una base neurologica e ci permette di eliminare tutti quegli stimoli innecessari in modo tale che il cervello non finisce congestionato. Tuttavia, questi psicologi hanno lavorato con 84 persone e hanno scoperto che coloro che non erano in grado di filtrare gli stimoli irrilevanti, come i suoni ambientali a bassa intensità, erano anche più creativi.

Secondo questa ricerca, disporre di un sistema di input sensoriali “che fa acqua” ci consente di integrare idee e concetti che sfuggono all’attenzione, dando luogo a soluzioni più creative nel mondo reale. Pertanto, se è vero che la misofonia può causare mal di testa, può anche rappresentare un vantaggio. Devi solo imparare a controllarla.


Fonti:
Zabelina, D. L. et. Al. (2015) Creativity and sensory gating indexed by the P50: Selective versus leaky sensory gating in divergent thinkers and creative achievers. Neuropsychologia; 69: 77-84.
Schröder, A. et. Al. (2013) Misophonia: Diagnostic Criteria for a New Psychiatric Disorder. PLoS One; 8(1).
Edelstein, M. et. Al. (2013) Misophonia: physiological investigations and case descriptions. Frontiers in Human Neuroscience; 7: 296.

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