7 luglio 2016

Quando ti poni le domande giuste le risposte non importano

perché?

Ad un certo punto nella vita la maggior parte delle persone smette di porsi delle domande. Quella curiosità che avevano quando erano bambini scompare. Avviene un cambiamento molto importante in loro: smettono di mettere in discussione le cose e iniziano ad accettarle passivamente. Proprio in quel momento si spegne il pensiero critico ed entra in funzione il pilota automatico. Così si condannano alla stagnazione e all'insoddisfazione perché è impossibile crescere se si conoscono le risposte prima di porsi le domande.

Ogni domanda è un mondo di nuove possibilità da scoprire


Le certezze ti mantengono dove sei, i dubbi aprono nuove strade. Ogni domanda è una porta aperta o un muro che crolla, ti permette di vedere oltre, andare oltre.

Porti domande significa che sei riuscito ad uscire dai limiti stabiliti e stai cercando di vedere le cose da un'altra prospettiva. Così ogni domanda racchiude sempre il seme della crescita. E, sempre per questo motivo, a volte non sono così importanti le risposte che trovi, la cosa importante è che hai aperto un po’ di più la mente e hai trovato una nuova possibilità che prima non riuscivi a intravedere.

E curiosamente, quando inizi a porti nuove domande non puoi più tornare indietro. Quando ti rendi conto di quanto possa espandere la tua mente una semplice domanda inizi a mettere in discussione tutto. A quel punto le possibilità, che in precedenza erano molto limitate, sono praticamente infinite. Diventi una persona più libera e creativa, perché finalmente ti rendi conto che il fatto che le cose sono sempre state fatte in un certo modo non vuol dire che quello è l'unico modo possibile. Ti liberi dai condizionamenti che la società ti ha imposto e che hai accettato per anni.

Quando si verifica questo salto di qualità ritrovi anche la passione per la vita, perché torni ad avere l'atteggiamento di un bambino che ha tutto un mondo davanti a lui da scoprire. Quando ti rendi conto che le risposte che ti hanno sempre dato non sono sufficienti e hai il coraggio di porti le tue proprie domande è come se tornassi a nascere di nuovo, ma questa volta stabilendo le tue proprie regole. E questo è un dono inestimabile che fai a te stesso.

Recuperare i “perché” dell’infanzia


Tutti i bambini passano attraverso la fase dei “perché”. Questa fase si presenta tra 2 e 4 anni di età e indica che il piccolo sta cercando di conoscere attivamente il suo ambiente. Attraverso queste domande i bambini cercano di capire il mondo e darvi un senso logico. Infatti, le loro domande riflettono lo sviluppo del pensiero e dell’intelligenza. Il bambino vuole sapere, al di là di ciò che vede, di cosa sono fatte le cose, perchè sono fatte così e a cosa servono.

Il lato prezioso di questa fase è che i bambini non hanno alcun tabù. Possono chiedere qualsiasi cosa, cose che spesso agli adulti sembrano assurde. Tuttavia, sta di fatto che spesso gli adulti si trovano in difficoltà a soddisfare la curiosità dei bambini, perché non conoscono le risposte.

In quel momento succede qualcosa nella mente dell’adulto: si rende conto che una volta anche lui era così, e probabilmente ha fatto le stesse domande, ma non ha ottenuto risposte. Si rende anche conto che crescendo non si è preoccupato di trovare quelle risposte, probabilmente perché qualcuno gli ha detto che quelle domande erano prive di significato. Riconoscere questa realtà è troppo doloroso, così l'adulto si limita a ripetere il modello appreso e dice al bambino che la sua domanda non ha senso. Infatti, il filosofo Fernando Savater disse una volta che: “il problema non sono le domande che fanno i bambini, ma piuttosto quelle che noi dobbiamo porci dopo”.

Tuttavia, crescendo dobbiamo recuperare questa curiosità, perché solo in questo modo riusciremo a vedere il mondo in modo diverso. E il modo migliore di farlo è quello di tornare ai “perché”.

Chiedersi il perché delle cose è un'ottima strategia per stimolare il pensiero e la creatività, per andare oltre le regole, sfidare lo status quo e pensare fuori dagli schemi.

Inizia a porti delle domande, senza timore che possano sembrare ridicole o inadeguate. Metti in discussione tutto, anche quelle cose che hai sempre dato per scontato o che consideri verità assolute.

La cosa più interessante di questo processo è che non è nemmeno necessario trovare delle risposte. Infatti, non è questo l'obiettivo, l'idea è semplicemente quella di attivare il pensiero e guidarlo verso una direzione completamente nuova. All’inizio scoprirai cose interessantissime sul tuo ambiente e la società, quindi incontrerai cose interessanti su di te. A quel punto non tornerai più indietro perché avrai intrapreso il percorso dell’autodeterminazione.

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Jennifer Delgado Suárez

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