27 giugno 2016

L’analgesico più usato al mondo allevia il dolore ma soffoca l’empatia

paracetamolo

Esiste un farmaco che è diventato il nostro migliore alleato per combattere il dolore e la febbre grazie alle sue proprietà analgesiche e antipiretiche: il paracetamolo. Infatti, è uno dei farmaci più consumati al mondo e il secondo farmaco più venduto in Spagna. Negli Stati Uniti, una persona su quattro consuma paracetamolo ogni settimana.

Anche se è un farmaco abbastanza sicuro e la maggior parte delle persone lo tollera bene, può causare alcuni effetti negativi, quali ipotensione e aumento dei livelli delle transaminasi nel sangue. Ma il problema principale si presenta quando si utilizza in dosi elevate e per un periodo prolungato perché può danneggiare il fegato.

Tuttavia, solo ultimamente si è iniziato a studiarne gli effetti psicologici. Infatti, appena un anno fa uno studio rivelava che il paracetamolo riduce la nostra capacità di provare emozioni positive e ora una ricerca condotta presso l'Università Statale dell’Ohio ha rivelato che il paracetamolo non elimina solo il dolore, ma anche la nostra empatia.

Sentendo meno dolore sottovalutiamo la sofferenza degli altri


Lo studio in questione è stato condotto su 80 studenti universitari. Metà di loro ha ricevuto una dose di 1000 mg di paracetamolo e l'altra metà un placebo. In seguito vennero lette loro una serie di storie di persone che si erano ferite e gli venne chiesto di valutare il dolore che potevano sperimentare. I risultati hanno rivelato che coloro che avevano assunto paracetamolo indicavano un dolore minore, mostrando meno empatia.

I ricercatori, non soddisfatti di questi risultati, replicarono l'esperimento introducendo altre varianti. Questa volta reclutarono 114 studenti e li esposero a forti rumori. In seguito li invitarono a indicare quanto l'esperienza fosse stata dolorosa e quanto sgradevole poteva essere per altre persone. È interessante notare che coloro che avevano assunto paracetamolo indicavano che l'esperienza non era così sgradevole e che non lo sarebbe stata neppure per altre persone.

A questo punto i ricercatori hanno fatto un passo ulteriore e hanno deciso di stabilire il livello di empatia non solo con il dolore fisico ma anche con lo stress emotivo. Così i partecipanti avevano la possibilità di identificarsi con la sofferenza di una persona che stava attraversando una situazione difficile.

In questa occasione, i partecipanti si sono riuniti e hanno socializzato brevemente. In un secondo tempo sono andati in una stanza dove erano soli ma potevano vedere tre persone che avevano appena incontrato. In questo “gioco”, due delle persone escludevano una terza dall'attività. I ricercatori hanno così chiesto ai partecipanti di valutare quanto venivano danneggiati i sentimenti della persona esclusa.

I risultati hanno mostrato che coloro che avevano assunto paracetamolo pensavano che escludere la persona non avrebbe ferito i suoi sentimenti. Tutto indicava che i partecipanti non erano molto preoccupati di ferire i sentimenti della persona rifiutata.

Il paracetamolo anestetizza il cervello e le emozioni


Studi precedenti avevano dimostrato che l'empatia attiva nel nostro cervello le stesse aree che si attivano nel cervello della persona che sperimenta dolore. Ma dal momento che il paracetamolo agisce direttamente su nervi e recettori nel cervello, interrompendo il segnale di dolore, è comprensibile che il suo consumo possa diminuire la nostra capacità di metterci nei panni degli altri.

In ogni caso, non ci si dovrebbe far prendere dal panico, perché probabilmente si tratta di un effetto transitorio di cui prendere atto, perché se avete consumato paracetamolo è probabile che il vostro livello d’empatia sia ridotto e non siate in grado di controllare la portata delle vostre parole o azioni.

Tuttavia, sarebbe opportuno che valuti attentamente se hai realmente bisogno di assumere paracetamolo dato che, secondo la Società Spagnola di Farmacia Comunitaria, circa il 30% del consumo di paracetamolo è inutile. Inoltre, recentemente è venuto alla luce anche una meta-analisi che ha incluso i dati di 666.000 pazienti e in cui è stato svelato che l'uso sistematico di questo farmaco aumenta del 63% le probabilità di morire inaspettatamente, del 68% il rischio di soffrire un attacco di cuore o ictus ed esiste il 50% di probabilità di sviluppare ulcere o sanguinamento dello stomaco.

Pertanto, la cosa più ragionevole, come sempre, è quella di farne uso moderato solo quando è strettamente necessario.


Fonti:
Mischkowski, D. et. Al. (2016) From Painkiller to Empathy Killer: Acetaminophen (Paracetamol) Reduces Empathy for Pain. Social Cognitive and Affective Neuroscience; 11(5).
Robert, M. et. Al. (2016) Paracetamol: not as safe as we thought? A systematic literature review of observational studies. Ann Rheum Dis;75: 552-559.

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Jennifer Delgado Suárez

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