29 giugno 2016

Piangi, cuore, ma non ti rompere mai


“Ogni giorno ci alziamo leggermente diversi, la persona che eravamo ieri è morta”, disse lo scrittore americano John Updike. “Perché avere paura della morte se questa ci visita continuamente?” si chiedeva.

Anche il presidente Charles de Gaulle tentò di sdrammatizzare la morte affermando: “Ciò che pensiamo della morte ha importanza solo per ciò che la morte ci fa pensare della vita”.

Ma nonostante queste belle parole, la morte continua a terrorizzarci. Non solo la nostra, ma anche e soprattutto quella dei nostri cari. Temiamo la prospettiva di perdere le persone che amiamo. E se un adulto non riesce a gestire bene l'idea della morte di una persona cara, come può un bambino affrontare una tale perdita?

In questo senso, il libro “Piangi, cuore, ma non ti rompere mai”, è un vero gioiello che servirà per aiutare i bambini a comprendere la morte. È dello scrittore danese Glenn Ringtved, specializzato in racconti per bambini, e contiene dei magnifici disegni di Charlotte Pardi.

Chi conosce questo scrittore sa che è famoso per le sue storie contorte, ma questo racconto è molto particolare perché nasce dalla sua esperienza personale. Infatti, è il tentativo dello scrittore di spiegare ai suoi bambini la morte inevitabile e imminente della loro nonna a causa di un cancro inoperabile. Lo scrittore ricorda che in un dato momento, l’anziana donna ha detto ai bambini che il cuore piange, ma non si rompe mai, questo era il modo che scelse per assicurare che dopo la profonda tristezza per la perdita, la vita sarebbe continuata.

Una visita inaspettata


La storia inizia in una casa piccola e accogliente, dove quattro bambini vivono con la nonna. Un giorno ricevono una visita inaspettata, è la Morte che bussa alla loro porta. Ma non volendo spaventare i bambini, lasciò fuori la sua falce. E questo gesto inaspettato da parte di un personaggio che di solito consideriamo macabro rivela improvvisamente una tenerezza imprevista.


Quando la Morte entra, si siede al tavolo della cucina. Tutti sanno chi è, e sono anche consapevoli del fatto che non possono fare nulla. Solo il più piccolo dei figli, Leah, osa guardarla direttamente negli occhi.


Senza dubbio, ciò che rende questo libro particolarmente toccante sono le immagini, che mostrano una Morte scoraggiata, come se portare a termine il suo compito costasse fatica e pena. Così, a poco a poco, lo scrittore si sforza di farci cambiare l’immagine della perdita. In questo modo tenta anche di fare in modo che i bambini considerino questo “ospite” in modo più naturale.


“Nel silenzio, i bambini potevano sentire il respiro della nonna, gli stessi sospiri della persona che era accanto a loro a tavola. Sapevano che la Morte era venuta per lei e non c'era molto tempo”.

Per fermare l'inevitabile, i bambini escogitano un piano. Dal momento che pensano che la Morte lavori solo di notte, decidono di riempire continuamente la sua tazza di caffè fino all'alba, a quel punto, pensano, avrebbe dovuto ripartire senza la nonna. A questo punto lo scrittore fa un’altro miracolo e rivela il lato umano e persino normale della Morte e in qualche modo ci suggerisce che, in un certo senso, è anche un inno alla vita. Il suo obiettivo, ancora una volta, è quello di sdrammatizzare il momento e trasmettere ai bambini l'idea che si tratta di un processo naturale.


Ma la morte infine copre la tazza con la mano ossuta per indicare che è arrivato il momento. Allora Leah la prende per mano e la prega di non portare via la sua amata nonna.

“Perché deve morire la nonna?” chiede.


È allora quando si rivela il volto più comprensivo della Morte, che decide di rispondere a Leah raccontandogli una storia, sperando che capisca perchè la sua missione è naturale e necessaria.


Gli parla di due fratelli che si chiamavano Dolore e Pena, vivevano in una valle oscura e le loro giornate trascorrevano “lentamente e pesantemente” perché non avevano mai il coraggio di guardare oltre le ombre sulla cima delle colline.


Tuttavia, al di là di quelle ombre, spiega la Morte, vivevano due sorelle che si chiamavano Gioia e Piacere. Entrambe vivevano felici, ma avevano la sensazione che gli mancava qualcosa e non erano in grado di godere pienamente la loro felicità.


Improvvisamente, Leah immagina la fine della storia: i due ragazzi hanno incontrato le due ragazze e si sono innamorati. Così si formarono due coppie perfettamente equilibrate: Pena e Gioia, Dolore e Piacere.

La morte spiega che lei fa la stessa cosa con la vita. Come sarebbe la vita se non ci fosse la morte? Chi godrebbe del sole se non piovesse mai? Chi aspetterebbe con ansia la luce del giorno se non ci fosse la notte?

Quando la morte finalmente si alza dal tavolo, il figlio più giovane cerca di fermarla, ma suo fratello maggiore lo scoraggia.

Pochi minuti dopo, i bambini sentono al piano superiore il rumore di una finestra aperta e una voce che sussurra: “Vola anima, vola, vola lontano”.


Salgono le scale e scoprono che la nonna è morta. Nelle illustrazioni si percepisce come un momento di grande tristezza, ma anche di grande tranquillità. Una leggera brezza entra dalle finestre e muove le tende.

Quindi la Morte dice: “Piangi, cuore, ma non ti rompere mai. Lascia che le lacrime e il dolore ti aiutino ad iniziare una nuova vita”. Poi scompare.


Ora, ogni volta che i bambini aprono una finestra, pensano alla nonna. E quando la brezza gli accarezza la faccia possono quasi sentirne il tocco. Perché la morte non ci priva dei nostri cari, ma li immortala nella nostra memoria.



Preso da: Brain Pickings

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Piangi, cuore, ma non ti rompere mai
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Jennifer Delgado Suárez

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