22 dicembre 2015

Come le persone ti trattano è un loro problema, come reagisci è il tuo

ragazza bolle di sapone

Viktor Frankl, uno psichiatra austriaco che è stato imprigionato nei campi di concentramento nazisti, ha detto che "all’uomo si può togliere tutto tranne una cosa, l'ultima delle libertà umane: la scelta del suo atteggiamento personale davanti ad una serie di circostanze".

Durante tutta la vita siamo esposti a situazioni dissimili, ci troviamo di fronte numerosi ostacoli e soffriamo diverse battute d'arresto. Incontriamo anche persone che non sono troppo gradevoli e possono causarci grandi danni. Nella maggior parte dei casi non possiamo farci niente. Ma possiamo scegliere come reagire. Dopo tutto, dentro di noi, in profondità, possiamo venire daneggiati solo da coloro ai quali l’abbiamo permesso.

Ognuno è responsabile delle proprie azioni


Ci sono persone che vivono come se fossero dei “camion della spazzatura”. Portano sulle loro spalle una enorme quantità di risentimento, rabbia, tristezza o paura e cercano di scaricarla in qualsiasi posto. Sono le tipiche persone che reagiscono in modo eccessivo al minimo stimolo e che, consapevolmente o meno, fanno ogni sforzo per rovinarci la giornata o addirittura la vita.

Si tratta di persone che reagiscono attaccando, scaricando una serie di lamentele o manipolandoci per farci sentire in colpa. Li possiamo incontrare ovunque, in un ufficio pubblico o in banca, possono essere alcuni nostri amici, il nostro collega di lavoro, nostra madre o il nostro partner.

Queste persone si comportano in questo modo perché non hanno imparato ad essere assertive nei rapporti interpersonali, non hanno gli strumenti psicologici necessari per affrontare le avversità e i problemi, quindi terminano per perdere il controllo delle proprie emozioni e comportamenti. Queste persone sono come bombe emotive ad orologeria pronte a esplodere da un momento all'altro.

Ovviamente, i danni che causano sono di loro responsabilità. La nostra è quella di non farci coinvolgere nella loro rete.

Riceverai ciò che dai


In questo senso, la legge del karma è molto illuminante. Questo principio buddista fa riferimento alla legge di causa-effetto e indica che le nostre esperienze sono il risultato delle nostre azioni, parole e pensieri. In pratica, tutte le nostre azioni lasciano delle tracce e, nel tempo, producono dei risultati.

Le nostre menti e le nostre vite sono come un campo, raccogliamo ciò che seminiamo. Azioni, parole e pensieri virtuosi sono semi positivi dai quali raccoglieremo felicità, mentre la violenza, l'odio, l'ignoranza, l'egoismo e il risentimento produrrano solo sofferenza. A volte questi semi restano nascosti nella nostra mente, fino a quando si verificano le condizioni necessarie per la germinazione.

Pertanto, ogni persona ha il proprio karma che dipende unicamente sulle sue azioni, parole e pensieri. Da questo punto di vista, il karma non è una punizione imposta dal destino, è solo il risultato delle nostre decisioni, anche le più piccole e apparentemente insignificanti.

Se ogni volta che qualcuno ci dà fastidio ci arrabbiamo, alimenteremo sempre di più la rabbia fino al punto che questa emozione si appropria di noi. Se ogni volta che qualcuno si lamenta seguiamo il suo gioco e ci lamentiamo a nostra volta, finiremo per trasformarci in lamentatori cronici. Ovviamente, in questo modo non possiamo trovare l'equilibrio emotivo di cui abbiamo bisogno per essere felici.

Come reagire perchè non ti tolgano il tuo equilibrio emotivo?


L'obiettivo principale è quello di convincere le persone a non giocare con le tue emozioni, perché in questo modo gli starai dando letteralmente il controllo della tua vita. Infatti, si è riscontrato che i piccoli disaccordi nelle relazioni interpersonali causano il cosiddetto "caos cardiaco". In pratica, lo stress, l’ansia, la depressione o la rabbia fanno in modo che la frequenza cardiaca sia irregolare o "caotica". E quella irregolare è stata spesso associata a problemi di salute come l’ipertensione, l’insufficienza cardiaca, l’ictus e la morte improvvisa.

Pertanto, le tue reazioni non determineranno solo il tuo stato emotivo, ma nel lungo periodo avranno anche un impatto sulla tua salute fisica. Tuttavia, non devi neppure permettere che le persone violino i tuoi diritti soffrendo in silenzio mentre ti rovinano la vita. La chiave sta nel trovare l’equilibrio, vedere tutto nella giusta prospettiva e non permettere che gli altri influenzino eccessivamente i nostri stati emotivi, soprattutto se questi possono farci del male.

1. Non ti mettere sulla difensiva. Quando percepiamo che qualcuno ci sta attacando la nostra prima reazione è quella di metterci sulla difensiva. In questo caso il cervello emozionale assume il controllo e dichiara lo stato di allerta. Quando ciò accade è sufficiente che aspetti solo un minuto, fai un respiro profondo e non reagisci immediatamente. Così darai tempo alle aree corticali di riprendere il controllo e potrai pensare più chiaramente come affrontare la situazione senza che questa ti sfugga di mano.

2. Accetta la situazione. Alcune persone non possono cambiare, provare a farlo sarebbe come nuotare controcorrente. Assumi questa realtà e non ti aspettare troppo da essa. Ricorda che, spesso, il tuo peggior nemico sono le tue aspettative e l’incapacità di riorganizzare il tuo campo d’azione davanti ad una situazione inaspettata. Non si tratta di darti per vinto ma aggiustare le tue aspettative e chiederti: cosa posso otttenere effettivamente da questa situazione? Se assumi che il mondo non sempre è come te lo aspetti, eviterai di combattere delle battaglie perdute in anticipo.

3. Difendi i tuoi diritti. Senza irritarti, fai vedere all'altra persona che sei consapevole dei tuoi diritti e che non sei disposto a permettere che vengano violati. In questi casi, la tecnica del “disco rotto” diventerà il tuo migliore alleato. Ripeti la tua opinione all’infinito, tutte le volte che sia necessario, ma con calma, in modo tale che l'altra persona capisca che sei determinato a ottenere ciò che è tuo di diritto.

4. Cambia la prospettiva. Se non è un problema per il quale vale la pena discutere, è meglio cambiare argomento. Al contrario, se si tratta di qualcosa importante, puoi introdurre alla controparte una domanda che gli faccia pensare alle conseguenze delle sue azioni. Infatti, molte persone non sono pienamente consapevoli del significato delle loro parole e delle decisioni che prendono, in questo modo verranno incoraggiate a vedere la situazione da un'altra prospettiva. Puoi anche chiedere il perché di tante polemiche, rabbia o resistenza. In molti casi, dare un nome a ciò che sta provando il ​​nostro interlocutore implica disarmarlo, e questo ti permetterà di parlare in modo più ragionevole.

5. Reagisci con l'emozione opposta. Si tratta di assumere un atteggiamento più tollerante, gentile e umile, anche se questo richiede un grande sforzo da parte tua. Ricorda che reagire con rabbia aumenta solo la violenza. Al contrario, se la persona si rende conto che non seguiamo il suo gioco, probabilmente si fermerà a riflettere sul suo comportamento. Devi considerare che a tutti noi ci affetta ciò che fanno le persone intorno a noi, quindi reagire in modo calmo e paziente può contribuire a eliminare la rabbia e l’intolleranza.

6. Mettiti al suo posto. Non si tratta di giustificare il suo comportamento, ma di comprendere che tutti facciamo degli errori e che proprio in questi momenti è quando abbiamo bisogno di qualcuno comprensivo vicino a noi. Ricorda che abbiamo bisogno di più amore e comprensione proprio quando meno me lo meritiamo, perché allora è quando stiamo attraversando le situazioni più difficili. Pensa che anche tu fai degli errori e perdi la pazienza, e di conseguenza cerca di reagire come vorresti che gli altri facessero con te. Forse quella persona che ti da tanto fastidio non cambierà mai, ma almeno imparerà a rispettarti.

7. Proteggi la tua autostima. Trattare continuamente con persone difficili può essere molto debilitante e può minare la tua autostima. Pertanto, è importante che ti assicuri di proteggerla. Ricorda che quello che gli altri pensano di te non è verità assoluta e non ti definisce come persona. Infatti, faresti bene pensare che i loro attacchi potrebbero anche essere un disperato tentativo di alimentare la loro autostima. Concentrati sulle persone che ti valorizzano e favorisci le qualità che ti aiutano a crescere. Dimentica tutto il resto.


Fonti:
La Rovere, M. et Al. (1998) Baroreflex sensitivity and heart-rate variability in prediction of total cardiac mortality after myocardial infraction. The Lancet; 351: 478−484.
Dekker, J. et Al. (1997) Heart rate variability from short term electrocardiographic recordings predicts mortality from all causes in middle-aged and elderly men. The Zutphen Study. American Journal of Epidemiology; 145 (10): 899−908.

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Jennifer Delgado Suárez

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1 commmenti

Gran bell'articolo. Ho trovato un sacco di buoni consigli. Sia in una direzione che nell'altra.

Saluti

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