6 novembre 2015

Vittimismo patologico: Persone che funzionano in modalità “lamento”


Tutti, prima o poi, abbiamo assunto il ruolo della vittima. Ma ci sono persone che si trasformano in vittime permanenti arrivando a soffrire di ciò che si potrebbe definire "vittimismo cronico". Queste persone si travestono da false vittime, consapevolmente o inconsapevolmente, per simulare un’aggressione inesistente e, allo stesso tempo, scaricare la colpa sugli altri, liberandosi così da ogni responsabilità.

Infatti, il vittimismo cronico non è una malattia, ma potrebbe portare con il tempo a sviluppare un disturbo paranoico quando la persona insiste continuamente a incolpare gli altri di tutti i mali di cui soffre. Inoltre, questo modo di affrontare il mondo genera una visione pessimistica della realtà, terminando per causare malessere tanto in chi si lamenta come in chi riceve la colpa.

In molti casi, la persona che cade nel vittimismo cronico finisce per alimentare sentimenti molto negativi, come rancore e rabbia, che sfociano in un vittimismo aggressivo. È il tipico caso di chi non si limita a lamentarsi ma attacca e accusa gli altri, mostrandosi intollerante e violando in continuazione i loro diritti.



Radiografia di una vittima cronica


- Distorce la realtà. Si tratta di persone che credono fortemente che la colpa di ciò che accade loro sia sempre degli altri. In realtà, il problema è che hanno una visione distorta della realtà, hanno un locus of control esterno, e credono che tanto le cose positive come quelle negative che accadono loro non dipendano direttamente dalla loro volontà, ma da circostanze esterne. Inoltre, esagerano gli aspetti negativi, sviluppando un pessimismo esacerbato che le porta a concentrarsi solo sulle cose negative che accadono, ignorando quelle positive.

- Si consola lamentandosi. Queste persone credono di essere vittime degli altri e delle circostanze, così non si sentono colpevoli o responsabili per nulla di ciò che accade loro. Di conseguenza, l'unica cosa che gli rimane da fare è “lamentarsi”. Infatti, questi individui provano spesso piacere nell'atto di lamentarsi perché permette loro di assumere meglio il ruolo di "povere vittime" riuscendo così ad attirare l'attenzione degli altri. Queste persone non cercano aiuto per risolvere i loro problemi, si limitano esclusivamente a lamentarsi alla ricerca di compassione e protagonismo.

- Cerca continuamente dei colpevoli. Le persone che assumono il ruolo di eterne vittime sviluppano un atteggiamento sospettoso, credono che gli altri agiscano sempre in mala fede. A questo proposito, spesso si affannano a scoprire piccole mancanze solo per sentirsi discriminati o maltrattati, e questo solo per riaffermare il loro ruolo di vittime. Così, finiscono per sviluppare ipersensibilità e diventano specialisti a scatenare una tempesta in un bicchiere d'acqua.

- Non è in grado di fare una autocritica onesta. Queste persone sono convinte di non avere nessuna colpa, che non ci sia niente da criticare nei loro comportamenti. Dal momento che la responsabilità è degli altri, non accettano le critiche costruttive e tanto meno fanno un esame di coscienza approfondito che potrebbe portarle a cambiare il loro atteggiamento. Per queste persone, gli errori e le colpe degli altri sono intollerabili, mentre le loro sono sottigliezze. Dopo tutto, sono loro le vittime.

Perché una persona assuma il ruolo della vittima ci deve essere un colpevole. Di conseguenza, è necessario sviluppare una serie di strategie allo scopo di far sì che l’altro assuma la colpa. Se non siamo consapevoli di queste strategie è probabile che cadiamo nella loro rete e prendiamo tutta la colpa su di noi.

1. Retorica vittimista

In sostanza, la retorica di questa persona ha come obiettivo delegittimare gli argomenti del suo avversario. Ma non smentendo le sue affermazioni con argomenti più validi, piuttosto facendo in modo che l'altra persona assuma, inconsapevolmente, il ruolo di aggressore.

Come lo fanno? Semplicemente assumendo il ruolo di vittima nella discussione, in modo tale che l'altra persona sembri autoritaria, poco empatica o addirittura aggressiva. Questa strategia si conosce come "retorica centrista", dato che la persona cerca di mostrare il suo avversario come un estremista, invece di preoccuparsi di confutarne le affermazioni. Pertanto, qualsiasi argomentazione che avanzi il suo avversario sarà solo una dimostrazione di malafede.

Ad esempio, se una persona osa contrastare una lamentela con prove indiscutibili o statistiche provenienti da fonti attendibili, la vittima non risponderà con dei fatti, ma dirà qualcosa del tipo: "Mi aggredisci continuamente, ora dici che sto mentendo" o "Stai cercando di imporre le tue opinioni, fammi il favore di chiedermi scusa".

2. Ritirata vittimista

In alcuni casi, l'argomento della vittima ha lo scopo di permettergli di sottrarsi alle sue responsabilità ed evitare di dover chiedere scusa o riconoscere il suo errore. Pertanto, cercherà di divincolarsi dalla situazione. Per raggiungere questo obiettivo la strategia è quella di screditare l'argomento del vincitore, ma senza ammettere che si era sbagliato.

Come lo fa? Anche in questo caso, assume il ruolo della vittima, gioca con i dati a suo piacimento e li manipola come gli conviene per seminare confusione. Fondamentalmente, questa persona proietterà i suoi errori sull'altro.

Ad esempio, se una persona risponde con un dato verificato che nega quanto già affermato, la vittima non riconoscerà il suo errore. In ogni caso, cercherà di ritirarsi in modo dignitoso dicendo qualcosa del tipo: "Questo fatto non nega ciò che ho detto. Per favore, non creare più confusione e caos" o "Mi stai incolpando di confondere gli altri, sei un maleducato, è chiaro che è inutile discutere con te perché non vuoi sentire ragioni", quando in realtà a creare confusione è lei stessa.

3. Manipolazione emotiva

Una delle strategie preferite dalle vittime croniche è la manipolazione emotiva. Quando questa persona conosce abbastanza bene l'altra parte, non esiterà a giocare con le sue emozioni per portare il gioco a suo favore e assumere il ruolo della vittima. Infatti, queste persone sono molto abili nel riconoscere le emozioni, così approfittano di qualsiasi piccolo dubbio o errore per usarli a loro favore.

Come lo fanno? Scoprendo il punto debole del loro avversario e sfruttando l’empatia che può provare. Così, finiscono per farlo cadere nella loro rete, facendogli assumere la piena responsabilità e il ruolo di carnefice, mentre loro restano tranquilli e comodi nel loro ruolo di vittime continuando a lamentarsi.

Ad esempio, una madre che non vuole ammettere i propri errori, può dare la colpa al figlio dicendo qualcosa del tipo: "Con tutto quello che ho fatto per te, è così che mi ripaghi?" Ma questo tipo di manipolazione è piuttosto comune anche nelle relazioni, tra amici e sul posto di lavoro.

Come trattare con queste persone?


Il primo passo è rendersi conto che si tratta di una persona che assume il ruolo di vittima. Quindi resistere all'attacco evitando di rimanere intrappolati nel suo gioco. La cosa più opportuna da fare è dire che non abbiamo tempo per ascoltare le sue lamentele, che se ha bisogno di aiuto saremo lieti di darglielo, ma non siamo disposti a sprecare tempo ed energie ad ascoltare le sue lamentele.

Ricordate che la cosa più importante è che queste persone non vi rovinino la vita scaricandovi addosso la loro negatività e, soprattutto, che non vi facciano sentire in colpa. Non dimenticate che vi può fare del male emotivamente solo colui al quale voi date il potere di farlo.

CONDIVIDI

Continua ad alimentare i tuoi neuroni

Vittimismo patologico: Persone che funzionano in modalità “lamento”
4/ 5
Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

ALIMENTA I TUOI NEURONI

La psicologia sotto una nuova luce...

Vedi i Commenti
Nascondi i Commenti

5 commmenti

Sono s....A ho un problema che vorrei capire .mia madre riscontra dei problemi a livello psicologico insoddisfazione della vita distrugge i rapporti con gli altri e egocentrica. Nn le va mai bene niente si allontana e si avvicina lei stessa alle persone. E sempre pro ta alle discussioni anzi le crea in famiglia dice che è depressa ma nn e solo depressione cerchiamo di accontentare ma lei alla fine nn apprezza mai .e stata sempre spendacciona nn ha mai pensato a creare un quslcosa per sposarci noi figlie a pensato sempre per sé stessa bugie a nn finire se giocata tre case a causa della sua insoddisfazione cronica ora per i suoi fallimenti se la prende con tt il mondo ci ha persino causato a noi figli di essersi venduta la causa per causa nostra ma nn e cosi la sua continua insoddisfazione la portata a questo è quando ci sono i periodi bui si allontana anche da noi figli .un giorno ci chiama amore l'indomani ti odia . La cosa peggiore che con il suo atteggiamento a rovinato nostro padre che potrebbe essere un uomo migliore di quello che è ma lei coinvolge anche lui .è lui succube si comporta cm vuole lei . Io sono disperata e una situazione che vivo da quando ero piccola e nn ho mai capito tt ciò mi è costata 40 della mia vita . E vorrei veramente arrivare a una verità assoluta in tt ciò che ci ha coinvolto tt siamo tre sorelle all'età di 16 siamo scappate tt e tre ma due di noi con personagli simili a lei .chiedo a un esperto di aiutarmi a capire questo disastro . E cm poter fare con lei .mia madre
A

bisogna distinguere due cose : certamente cè una patologia e in questo caso certamente le figure professionali sono le migliori ad intervenire .In altri casi forse chi si lamenta sta chiedendo corrispondenza e non indifferenza . tuTTAVIA in questo caso non c è sentimento Fa bene chi si lamenta ,anche se non gli fa bene ALLA SALUTE ,non risolveraà mai niente ma non è patologico , parliamo solo di richiesta e di indifferenza ne l'una e ne l'altRO POSSONO GUARIRE .

Purtroppo la lagnanza viene "raccolta" da persone che compassionevolmente li accontenta divenendo delle marionette in mano a questa gentaglia che camminando con il capo sempre chino, ne combina di ogni sorta!!! É un risvolto della sindrome del narcisista patologico, che dopo aver abbassato il livello generale al proprio (basso...) crea un marciume invivibile.

accidenti... praticamente sono io

Prima di scrivere un commento leggi queste regole:
-Non scrivere commenti offensivi o a scopo pubblicitario.
-Sii conciso, non fare commenti troppo lunghi.
-Rispetta il tema del post.
-Non scrivere in maiuscolo, sarebbe come se stessi gridando.
-Il commento non sarà pubblicato immediatamente perché verrà moderato, abbi un poco di pazienza.
Tutti i commenti che non rispetteranno questi requisiti fondamentali saranno eliminati. Non si tratta di una questione personale ma piuttosto si cerca di preservare lo stile del blog.
Grazie per condividere la tua esperienza!

Vedi EmoticonsNascondi Emoticons