2 ottobre 2015

10 consigli del Buddismo Tibetano per vivere pienamente e con equilibrio


Il Buddismo Tibetano si è sviluppato sui monti dell’Himalaya e oggi è una delle scuole buddiste più conosciute. Infatti, si stima che circa 20 milioni di persone seguano questa corrente, che è una delle più importanti del buddismo. Questa filosofia non cerca solo la liberazione personale, ma anche quella di tutti gli esseri viventi, e indica che a questo scopo è necessario seguire la condizione di Buddha (illuminazione).

Ad ogni modo, nel Buddismo Tibetano, Buddha può essere chiunque abbia aperto il suo potenziale alla saggezza, una persona che ha trovato la pace interiore e la felicità lontano dalla sofferenza e dalla frustrazione.

Anche se forse l’aspetto più interessante del Buddhismo è che non è una religione nel senso stretto del termine, non si regge su regole e dogmi molto stretti, è piuttosto un modo di vivere, una fonte di felicità, di pienezza e saggezza che alimenta la nostra crescita attraverso l'equilibrio con la natura. Chiunque può praticare il buddismo, anche senza essere buddista. Pertanto, è interessante conoscere alcuni dei suoi precetti fondamentali, idee che possono aiutarci ad affrontare la nostra vita quotidiana.

1. Non dobbiamo seguire le tradizioni solo perché ci sono state tramandate

Una delle cose che mi infastidiscono di più è sentire qualcuno che difende una tradizione dicendo: “non vi è nessuna ragione per cambiare perché si è sempre fatto così”. Naturalmente, non c'è niente di sbagliato nel seguire le tradizioni, quando le abbiamo comprese, ne conosciamo l’origine e queste hanno ancora un senso. Ma attaccarsi alle tradizioni solo perché si è sempre fatto in questo modo, significa essere miopi e avere paura dell'ignoto, oltre che negare il continuo cambiamento nella vita.

2. La sofferenza è il risultato del desiderio e dell'ignoranza

Le aspettative spesso irrealistiche e l’ignoranza, sono le vere cause della sofferenza. Infatti, la sofferenza non viene dall’esterno, ma dal modo in cui assumiamo certe situazioni. Quando non riusciamo a ottenere quello che vogliamo, quando ci nutriamo di aspettative non realistiche e quando ci aspettiamo le conseguenze negative delle situazioni, stiamo creando noi la sofferenza, come mostra la storia del contadino cinese. Per affrontare la sofferenza dobbiamo imparare a convivere con l'incertezza, accettare i cambiamenti e razionalizzare le nostre aspettative. Ma non dobbiamo fuggire dalla sofferenza, dobbiamo accettarla come una fase naturale della vita.

3. Non dobbiamo perderci nell'ambiente che ci circonda

È importante essere consapevoli dell'ambiente che ci circonda, imparare ad apprezzarlo e goderne, ma dovremmo anche scoprirne gli aspetti che possono minare il nostro equilibrio psicologico. Infatti, il Buddismo Tibetano afferma che quando si abbandonano le compagnie ed i luoghi dannosi, le emozioni che ci disturbano gradualmente svaniscono e aumentano i pensieri e i sentimenti positivi. Ovviamente, essere circondati da persone negative e ambienti tossici e caotici non è la condizione ideale per sviluppare la concentrazione e raggiungere la pace spirituale.

4. Mantenere la rabbia e l'odio ci impedisce di crescere

Per la filosofia buddista, le emozioni negative non sono un problema, dobbiamo semplicemente imparare a lasciarle libere e non alimentarle. Le emozioni come la rabbia e l'odio crescono e terminano per danneggiarci, rovinando le nostre relazioni e anche noi stessi. Non possiamo crescere come individui, essere comprensivi e compassionevoli, se alimentiamo il fuoco di queste emozioni negative. Perciò è molto importante imparare ad accettare e perdonare.

5. Non dobbiamo fare il male

Una delle cose più lodevoli del buddismo è la sua semplicità. Invece di darci 10 comandamenti o imporci determinate regole sociali, penalizzate dalla legge, semplicemente ci dice di non fare il male. Dobbiamo evitare di causare danni, dolore e sofferenza agli altri. Non dobbiamo comportarci verso gli altri come non vorremmo che gli altri facessero con noi. Si tratta di una regola molto semplice da seguire perché prima di ogni dilemma morale, non ci resta che chiederci: ci piacerebbe che qualcuno si comporti in questo modo con noi o con le persone che amiamo?

6. Non dobbiamo legarci a cose o persone

L'attaccamento morboso è la fonte dei nostri più grandi problemi. Quando crediamo che una cosa o una persona ci appartenga, veniamo immediatamente sopraffatti dal timore di perderla, un sentimento che ci fa sentire male e che spesso ci porta a commettere delle follie. Allo stesso modo, l'attaccamento ci porta a dare un'importanza sproporzionata ai beni materiali. La Legge del Distacco ci dice che: “tutte le cose a cui ci si aggrappa, e senza le quali siete convinti di non poter essere felici, sono le cause della vostra ansia. Ciò che vi rende felici non è la situazione intorno a voi, ma i pensieri nella vostra mente”.

7. Noi siamo responsabili del nostro cammino

Ogni persona è responsabile delle proprie azioni, dei suoi pensieri e delle parole che usa. Non si tratta di sentirsi in colpa, ma dovremmo prenderci almeno un paio di minuti al giorno per riflettere su ciò che facciamo. Se abbiamo commesso un errore non dobbiamo nasconderlo, ma affrontare la situazione e cercare di riparare il danno fatto. Allo stesso modo, quando sbagliamo, dobbiamo imparare la lezione per non commettere lo stesso errore in futuro. Dobbiamo imparare a vedere la vita come una serie di lezioni, molte delle quali arrivano attraverso gli errori. Tuttavia, solo assumendoci pienamente la responsabilità saremo in grado di crescere.

8. Dobbiamo imparare ad amare noi stessi

Il Buddismo Tibetano ci dice che la strada per la felicità non è solo dentro di noi, ma anche nelle azioni attraverso le quali ci offriamo agli altri, nella compassione e nell'aiuto disinteressato, essendo generosi senza aspettarci nulla in cambio. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è necessario prima amare se stessi e provare compassione per noi stessi. Solo quando ci sentiamo pienamente soddisfatti saremo in grado di soddisfare pienamente le esigenze degli altri, solo quando amiamo noi stessi siamo in grado di amare gli altri. Allora l'amore che proviamo per noi stessi non deve essere egoismo, ma uno strumento per aiutare gli altri.

9. Dobbiamo curare il nostro corpo, perché è il nostro tempio

Contrariamente a quanto molti pensano, nel Buddismo Tibetano il corpo ha un ruolo molto importante, il buddismo non è una filosofia rivolta solo al nutrimento dell'anima, ma prende in considerazione anche le cose più “materiali”. Il corpo è il nostro tempio, l'unico che abbiamo, quindi dovremmo trattarlo con rispetto e curarlo con amore. Nutrire il nostro spirito è importante, ma non dobbiamo dimenticare il corpo, dobbiamo trovare un equilibrio ideale perché solo così possiamo vivere pienamente.

10. Non dobbiamo credere in ciò che è stato detto solo perché è stato detto

Se c'è una cosa che mi affascina è che il Buddhismo ci spinge a non credere ciecamente, al contrario, ci incoraggia a cercare le nostre risposte e le nostre verità. Questo perché il Buddismo crede che tutti i sistemi di pensiero, sia religiosi che filosofici, non sono verità assolute ma mezzi che ci aiutano a perseguire il nostro cammino. Credere che esistano delle verità assolute, solo perché gli altri ci credono, ci porta ad avere una mentalità ristretta e ci limita come persone.

Buon viaggio nella vostra scoperta interiore!

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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