10 settembre 2015

I problemi non si risolvono, si superano


Ci sono molte cose che diamo per scontato e non proviamo nemmeno a mettere in discussione. Alla nascita siamo come una tabula rasa, con un potenziale enorme e molto da imparare. Tuttavia, poco a poco ci andiamo appropriando della cultura e questo significa anche che ci precludiamo un mondo di possibilità. Infatti, spesso le piccole cose, quelle che diamo per scontato, diventano ostacoli che ci impediscono di sviluppare appieno il nostro potenziale.

Il problema è che una volta che adottiamo alcuni modelli di pensiero e che aderiamo a determinate credenze, ci sarà molto difficile sbarazzarcene. Così, alla fine, finiamo per vivere in un universo di possibilità molto limitate rispetto a quello che avremmo potuto ottenere, imparare o fare.

In effetti, una delle credenze limitanti, che non si mettono mai in discussione, è quella di pensare che i problemi devono essere risolti.

Che cosa significa risolvere un problema?


Risolvere un problema significa prima di tutto, assumere che vi sia un ostacolo. Quando ci rendiamo conto che c'è qualcosa che ci impedisce di raggiungere il nostro obiettivo o disturba la nostra stabilità, ci sentiamo male, ci sentiamo frustrati e arrabbiati. Tuttavia, quelle emozioni, lungi dal contribuire ad affrontare efficacemente la situazione, ci danneggiano. Non solo ci fanno sentire peggio, ma influenzano anche il nostro giudizio e la nostra capacità di trovare una buona soluzione.

Risolvere un problema significa anche che dobbiamo eliminare l’ostacolo quanto prima dal cammino, per proseguire o per tornare il più rapidamente possibile allo stato iniziale, che era probabilmente quella zona di comfort nella quale ci sentivamo sicuri.

Tuttavia, considerare i problemi come semplici ostacoli implica una visione molto ristretta, che non facilita lo sviluppo personale. Invece, capire i problemi come qualcosa da superare, come sfide che ci aiutano a trasformarci, comporta un cambiamento radicale nel modo in cui vediamo e affrontiamo il mondo.

Perché abbiamo la tendenza a considerare i problemi come ostacoli piuttosto che sfide?


In realtà, si tratta di una visione che ci ha trasmesso la società occidentale, una società che promuove i valori competitivi e individualistici, che si concentra sul raggiungimento degli obiettivi personali, a dispetto del gruppo e degli interessi e delle necessità altrui. Pertanto, tutto intorno a noi è progettato per farci perseguire degli obiettivi specifici e assumere che tutto ciò che si mette in mezzo, sono ostacoli.

Tuttavia, quando smettiamo di considerare la vita come una mera conquista di obiettivi e cominciamo a comprenderla come un cammino, i problemi non saranno più semplici ostacoli, ma delle opportunità di crescita. Quando non abbiamo più l'ossessione di dover arrivare quanto prima ad un punto determinato, ma abbiamo l’intenzione di goderci il viaggio e approfittarne al massimo, i problemi assumono un'altra dimensione, diventano opportunità.

In questo senso, la visione degli imprenditori cinesi è particolarmente illuminante. Queste persone non hanno paura della concorrenza, al contrario, credono che sia sana e utile. Non considerano nessun altro imprenditore come un ostacolo per la propria attività, ma come un'opportunità per migliorare i loro affari; la concorrenza diventa un incentivo per il cambiamento e, se le vendite calano, non incolpano gli altri, ma si chiedono cosa possono fare per invertire questo effetto e tornare a crescere.

I problemi: Una sfida da superare


Pensare ai problemi in termini di sfida non è solo un cambiamento di termini. Sostituire "risolvere" per "superare" non è solo una trasformazione a livello di linguaggio, ma implica un livello molto più profondo di cambiamento di atteggiamento e visione del mondo.

In realtà, le persone che coltivano la resilienza, che sanno affrontare le avversità e uscirne rafforzati, non sono le più forti o le meglio preparate, ma quelle che affrontano i problemi come fossero delle sfide, convinte che la situazione permetterà loro di crescere.

Queste persone non cercano disperatamente di tornare alla loro vecchia zona di comfort, ma quando finalmente riescono a superare il problema, crescono. Così, la zona di comfort in cui si sentono a proprio agio, diventa sempre più grande e saranno meno le cose che gli faranno male o che le faranno sentire a disagio.

In uno studio realizzato presso il Boston College, sono state reclutate un certo numero di persone e si è chiesto loro di preparare un discorso. Gli era stato detto che sarebbero stati valutati per le loro prestazioni e la tensione generata. Nel frattempo, si monitoravano le loro funzioni vitali. Il dato interessante è che ad alcune persone l'attività venne presentata come una sfida, in una luce positiva, mentre agli altri come un problema.

Gli psicologi riscontrarono che presentare le situazioni stressanti come delle sfide non solo migliorava la performance finale dei partecipanti, ma permetteva anche loro di controllare meglio lo stress. In loro, gli indicatori come la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, tornavano rapidamente alla norma, mentre che nel gruppo che considerava l'attività come un problema, questi indicatori restavano ben oltre i limiti normali.

Così, superare un problema significa non solo risolverlo, ma anche imparare la lezione. Non si tratta semplicemente di voltare pagina, ma integrarla nella nostra storia, dare un senso a ciò che è accaduto e incorporarlo nella nostra esperienza di vita. In questo modo ci arricchiamo come persone. Pertanto, è meno probabile che torneremo a inciampare due volte nella stessa pietra, perché abbiamo acquisito un quadro molto più completo della situazione e, quindi, dei fattori che ci hanno condotto ad essa.

Perché è così importante il cambiamento di prospettiva?


I problemi non sono fattori esterni, ma dicono sempre qualcosa di noi, i problemi non esistono al di fuori di ciò che siamo. Infatti, ciò che in alcune fasi della vita ci può sembrare un problema di proporzioni gigantesche, perché non abbiamo le risorse psicologiche per affrontarlo, in futuro si può trasformare addirittura in una situazione che ci fa sorridere.

Pertanto, i problemi non sono in realtà un ostacolo esterno, ma l'espressione di una qualche paura, insicurezza, mancanza o un di un proprio limite. Da questo punto di vista, il problema non è una pietra che possiamo togliere facilmente dal sentiero senza tornare a pensarci, ma è un segnale che ci avverte di un deficit molto più profondo e, quindi, un’opportunità di trasformarci in persone più forti.

Fonte:
Tugade, M. N. & Fredrickson, B. L. (2004) Resilient individuals use positive emotions to bounce back from negative emotional experiences. Journal of Personality and Social Psychology; 86(2): 320-333.

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Jennifer Delgado Suárez

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