17 settembre 2015

Intelligenza Intuitiva: Decidere senza pensare


Alcuni anni fa, il concetto d’intelligenza era molto limitato, includeva solo le capacità per risolvere problemi di natura logica. Tuttavia, con l'emergere della Teoria delle Intelligenze Multiple, improvvisamente il concetto d’intelligenza ha acquisito una nuova dimensione, estendendosi notevolmente.

Così ora, l'intelligenza viene intesa come la capacità di risolvere problemi di ogni genere, dai problemi linguistici a quelli di natura emotiva o interpersonale. In questo scenario, nasce un nuovo concetto che mira a produrre un cambiamento radicale nel modo di pensare e di prendere decisioni: l'Intelligenza Intuitiva.

Freud aveva già fatto riferimento a questo concetto affermando che “quando prendiamo delle piccole decisioni, è sempre vantaggioso poter analizzare i pro ei contro. Tuttavia, nelle questioni vitali, come la scelta del partner o della professione, la decisione deve venire dall’inconscio, un luogo nascosto dentro di noi. Nelle decisioni davvero importanti della vita, dobbiamo lasciare che a prendere la decisione siano le necessità più profonde all’interno della nostra natura”.

Ciò a cui Freud faceva riferimento era quella sensazione di giusto o sbagliato, di piacere o rifiuto viscerale, che si genera in profondità dentro di noi e che qualche volta non ascoltiamo per dare credito alla ragione.

Qual è l'Intelligenza Intuitiva?


L'idea d’Intelligenza Intuitiva viene dal sociologo canadese Malcolm Gladwell, che partì dal concetto di “thin-slicing”. Questo sociologo sostiene che siamo in grado di conferire un senso alle situazioni sulla base delle esperienze veramente effimere. Pertanto, abbiamo anche la capacità di determinare ciò che è più importante in un tempo molto breve, anche in un batter d'occhio. Questa capacità Malcolm Gladwell l’ha definita: “Intelligenza Intuitiva”.

L’Intelligenza Intuitiva migliora la nostra capacità decisionale per risolvere i problemi in tempi brevi. Si tratta di un concetto che va controcorrente, perché abbiamo sempre pensato che per prendere delle buone decisioni è necessario riflettere attentamente, non avere fretta e analizzare i pro e i contro della situazione.

Tuttavia, la verità è che in una società come la nostra, in cui vi è un eccesso di informazioni, a volte meno è meglio, e avere più dati a disposizione non è sempre utile, ma a volte può addirittura confonderci o portarci all'inerzia. Infatti, sappiamo tutti che quando abbiamo molte opportunità tra le quali scegliere, il nostro cervello entra in blocco, e non essendo più in grado di gestire così tanti dati, evita semplicemente di decidere.

A questo proposito, in uno studio molto interessante realizzato a Chicago, venne chiesto ad alcuni medici di cambiare il modo in cui realizzavano la diagnosi degli attacchi cardiaci. L'idea era che raccogliessero meno informazioni sui loro pazienti al fine di intervenire in modo più rapido e approfittare di un paio di minuti di tempo prezioso. Quindi, avrebbero dovuto prendere la pressione del sangue e fare un elettrocardiogramma, omettendo tutti i dati della storia clinica.

Come risultato di questo esperimento, la Contea di Cook è oggi una delle zone migliori di tutti gli Stati Uniti per quanto riguarda la diagnosi dei dolori al torace.

Naturalmente, convincere i medici non è stato un compito facile, poiché tale procedura andava contro le regole prestabilite. Allo stesso modo, non sarà mai facile lasciarsi trasportare da ciò che abbiamo sempre considerato come "intuizioni" o presentimenti, soprattutto se dobbiamo prendere delle decisioni importanti che possono decidere il nostro destino.

Pertanto, l’Intelligenza Intuitiva non consisterebbe in niente di più che lasciare emergere a livello cosciente tutto ciò che sappiamo già, al fine di risolvere un problema e prendere delle decisioni con maggiore rapidità. Non si tratta di ragionare ma di saper ascoltare il nostro inconscio e le nostre emozioni.

Infatti, mentre l'intelligenza tradizionale comporta un certo grado di riflessione e di elaborazione, l’Intelligenza Intuitiva si basa nella conoscenza che abbiamo accumulato nel corso degli anni e che conserviamo nell'inconscio.

Quanto è affidabile l’Intelligenza Intuitiva?


L’Intelligenza Intuitiva ha le sue basi nel cervello emotivo. Si tratta della parte più antica del nostro cervello, ed è responsabile della gestione dei principali stimoli provenienti dall'ambiente. Infatti, quando ci troviamo di fronte a situazioni che dobbiamo risolvere immediatamente, vengono attivate una serie di immagini relative all'atto in questione. A loro volta, queste immagini richiamano dei ricordi emotivi, dolorosi o piacevoli, che influenzano la decisione da prendere.

Per esempio, quando dobbiamo decidere se dare una seconda possibilità al nostro partner, inevitabilmente, nella nostra mente si attivano i ricordi delle relazioni passate. Quei ricordi passano davanti ai nostri occhi, come un film, e l'ago della bilancia si sposta in una direzione o nell'altra. Se le esperienze sono state positive, è probabile che decideremo di dargli una seconda possibilità, se sono negative, forse non lo faremo.

Questo processo si verifica consapevolmente, per questo siamo generalmente in grado di spiegare le ragioni della nostra decisione. Tuttavia, in alcuni casi il processo avviene inconsciamente. Al di sotto della soglia della coscienza si attiva un meccanismo di preselezione che si fa carico di esaminare le diverse opzioni e decidere quali saranno inviate alla coscienza. Infatti, questo è il primo meccanismo di selezione, e si incarica di far emergere solo le opzioni più convenienti. Così il nostro cervello razionale non verrà offuscato da troppe alternative, da un numero eccessivo di opzioni che gli risulta impossibile gestire.

Tuttavia, questo meccanismo non solo assicura che il cervello razionale funzioni meglio e non venga ostruito, ma ci protegge anche. Nel nostro cervello emotivo vengono marcate a fuoco le nostre esperienze negative. Pertanto, il cervello è responsabile di escludere tutte quelle opzioni che potrebbero danneggiarci o riattivare, in qualche modo, quel dolore.

Ad ogni modo, è davvero efficace questo meccanismo?


L’Intelligenza Intuitiva è come un meccanismo di decantazione delle alternative, dove le nostre esperienze emotive del passato sono essenziali. Negli anni '80 e '90, vennero realizzati degli studi con infermieri, medici e uomini d'affari che avevano molti anni di esperienza nel loro lavoro, e si è notato che la loro prima intuizione falliva molto raramente.

Naturalmente, l'Intelligenza Intuitiva non è uno strumento infallibile. Ma anche così, può essere considerata strategicamente utile quando prendiamo delle decisioni in cui l'informazione è particolarmente confusa e non abbiamo modo di valutare obiettivamente i pro e i contro delle diverse opzioni.

Come applicare l'Intelligenza Intuitiva nella vita di tutti i giorni?


In ogni caso, è sempre saggio imparare ad ascoltare le emozioni. In un mondo nel quale la ragione ha la priorità e dove la mente funziona come un algoritmo matematico, a volte è opportuno lasciar affiorare i desideri più intimi.

Per raggiungere questo obiettivo, è possibile implementare questi principi:

1. Pensare in modo olistico, analizzando la situazione a 360 gradi e non escludere nessuna possibilità, per quanto assurda possa sembrare in un primo momento. Più tardi, quando arriva il momento di decidere, si avrà del tempo per eliminare le alternative, ma prima di allora è importante mantenere una mente aperta.

2. Imparare a leggere tra le righe, il che significa che non solo si deve pensare in termini di convenienza, ma si deve anche ascoltare il nostro organismo, le sensazioni suscitate dalla prospettiva di certe decisioni. Se non lo avete mai fatto, in un primo momento vi risulterà difficile, ma quando vi sarete abituati, noterete i piccoli cambiamenti che producono alcune decisioni nel vostro corpo. Prestategli attenzione, perché il risultato vale la pena.

Fonti:
Gladwell, M. (2005) Inteligencia Intuitiva. Barcelona: Editorial Taurus.
Reilly, B. M. et. Al. (2002) Impact of a Clinical Decision Rule on Hospital Triage of Patients With Suspected Acute Cardiac Ischemia in the Emergency Department. JAMA; 288(3): 342-350.
Damasio, A. R. (2001) El error de Descartes. Barcelona: Editorial Crítica.

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Jennifer Delgado Suárez

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