3 settembre 2015

7 mete che ti rubano felicità


La felicità non è un obiettivo, è un modo di vivere. Ma spesso guardiamo alla felicità come ad un obiettivo, qualcosa che si raggiunge, una sorta di pacchetto preconfezionato fatto di certezze. Quindi, cerchiamo di trovarla in luoghi diversi, a volte comprando delle cose, cambiando lavoro o iniziando una nuova relazione di coppia. Tuttavia, questi non sono altro che intermediari della felicità. Pertanto, nonostante i nostri sforzi, la felicità diventa sfuggente e ci scivola via.

In realtà, il problema è che gli obiettivi che ci hanno creato, invece di avvicinarci alla felicità ci allontanano da quello stato di soddisfazione e di pace che cerchiamo. Infatti, spesso fissiamo degli obiettivi che non servono per raggiungere l'equilibrio emotivo, ma ci destabilizzano, ci costringono a intraprendere una carriera che ci riempie di stress e insoddisfazione.

Quali sono i comportamenti, obiettivi e sogni che impediscono la felicità?


1. Cercare di soddisfare tutti. Una volta l'attore Bill Cosby disse: "Non so quale sia il segreto del successo, ma so che la chiave per il fallimento sta nel cercare di accontentare tutti". Viviamo in società, così che dobbiamo seguire alcune regole ed essere in grado di adattarci a contesti specifici, ma questo non significa che dobbiamo perdere la nostra identità e, soprattutto, dimenticare i nostri sogni. Ad un certo punto, incontrerete sul vostro cammino delle persone che non condividono i vostri valori, le opinioni e la vostra visione del mondo. Non dovete cambiare per soddisfare queste persone, perché correte il rischio di perdervi.

2. Desiderare una vita perfetta. Le aspettative che abbiamo determinano in gran parte il livello di soddisfazione per ciò che abbiamo realizzato. Se immaginiamo che per essere felici abbiamo bisogno di una vita perfetta, forse non raggiungeremo mai la felicità. La perfezione non dovrebbe essere un requisito per la felicità in quanto non si raggiunge quasi mai. Tuttavia, se imparate ad adattare le vostre aspettative alla realtà, potrete godere maggiormente dei piccoli dettagli e provare felicità in questi, anche se le cose non sono perfette. Non si tratta di conformarsi, ma adottare una prospettiva più realistica che espanda il vostro universo di possibilità nel qui e ora.

3. Perseguire la ricchezza. Numerosi studi hanno confermato che i soldi non possono comprare la felicità. Una volta che i nostri bisogni primari sono soddisfatti, la ricchezza non fa la differenza tra felicità e infelicità. Infatti, è stato dimostrato che la sola menzione del denaro, fa assumere un atteggiamento più teso e impedendoci di godere delle cose che ci circondano. Ricordate che la ricchezza non garantisce la felicità, ma perseguirla a tutti i costi è garanzia d’infelicità.

4. Costruire il proprio regno. Le dimensioni dell'universo sono molto limitate quando ci collochiamo al centro. Vivere egoisticamente, cercando di costruire una roccaforte intorno a voi, non è il modo migliore per trovare soddisfazione e felicità. Infatti, è stato dimostrato che una delle chiavi per essere felici è proprio l'apertura agli altri, essere generosi e disposti ad aiutare. Nell'atto di aiutare gli altri, si riscoprono la gioia di vivere e uno scopo nella vita. Pertanto, ogni volta che aiutate qualcuno, in realtà state incrementando la vostra quota di felicità.

5. Lottare per il riconoscimento. Abbiamo tutti bisogno di un certo grado di riconoscimento, attraverso questo rafforziamo la nostra autostima e miglioriamo la concezione di noi stessi. Ma tutto ha un limite, e chiedere il riconoscimento a qualsiasi costo ci porta solo a perseguire gli obiettivi che promuove la società, che non coincidono con i nostri e non ci rendono felici. Ottenere il riconoscimento dà soddisfazione, ma cercarlo ci rende infelici.

6. Cercare il piacere. Alcune persone confondono il piacere con la felicità, così cadono nell'errore di assumere un comportamento edonistico. Tuttavia, anche se il piacere genera sensazioni piacevoli e ci fa sentire bene, non è la felicità, non ci da la tranquillità e il benessere di cui abbiamo bisogno per raggiungere l’equilibrio psicologico. Infatti, il piacere può generare dipendenza, bloccandoci in un circolo vizioso nel quale necessiteremo sempre di più per stare bene. Ovviamente, questo non significa che dovremmo negarci il piacere, ma dargli il posto che si merita, senza sopravvalutarlo.

7. Cercare la distrazione. Non ci piace la noia, odiamo annoiarci. Così tendiamo a cercare sempre delle distrazioni. È perfettamente comprensibile dal momento che abbiamo bisogno di nuovi incentivi per crescere come persone e sviluppare le nostre capacità. Ma tutto ha un limite. In questo mondo saturo d’informazioni, le distrazioni possono allontanarci da noi stessi e dagli altri. Cercare delle distrazioni è positivo, ma è anche essenziale godere del silenzio e saper stare soli con noi stessi. Le distrazioni dovrebbero aiutarci a crescere, non impedire il nostro sviluppo, nascondendo le nostre paure e le insicurezze.

Ricordate che la felicità è qualcosa che scegliamo ogni giorno, non è un obiettivo, ma un percorso.

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Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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