28 luglio 2015

3 istinti che non dobbiamo ignorare



Gli istinti non sono capacità paranormali e non esistono solo nel regno animale. È vero che non ereditiamo complessi schemi comportamentali come avviene per molti animali, ma abbiamo alcune tendenze innate verso certi comportamenti. Queste vengono attivate da alcuni stimoli specifici, senza che pensiamo troppo a come dovremmo reagire, e hanno un carattere fondamentalmente adattivo.


Ad esempio, tutti abbiamo l'istinto di sopravvivenza, siamo nati con questo. Grazie a questo, siamo in grado di metterci al sicuro quando ci troviamo di fronte ad un pericolo. In quel momento, la nostra mente razionale si spegne e prende il controllo la parte più antica del nostro cervello. Si verifica un sequestro emozionale che ci permette di reagire rapidamente e raggiungere un luogo sicuro.


L'istinto è una risposta automatica e viscerale che comunica attraverso l'intuizione. In effetti, potremmo dire che l'intuizione è la manifestazione sublimata dell'istinto e anche se neppure questa rispetta il ragionamento analitico, ci offre informazioni più dettagliate e non ha un carattere così perentorio che ci spinge all’azione. Mentre l'istinto ci spinge ad agire quasi subito, l'intuizione è un segnale di allarme che ci stimola a fermarci a riflettere.


Tuttavia, dopo secoli di civiltà, abbiamo messo da parte i nostri istinti e l’intuito. Abbiamo optato per la ragione, cercando di nascondere i sentimenti facendo orecchie da mercante al richiamo dell’istinto perché crediamo che non sia "al nostro livello".


Ad ogni modo, considerate che prestare attenzione al vostro istinto o all’intuito non significa giudicare, non è cedere agli stereotipi o lasciarsi influenzare dalla paura, significa semplicemente ascoltare ciò che il vostro corpo o la parte emotiva del vostro cervello hanno da dirvi.


Il vostro istinto racchiude un messaggio



1. Sensazione di pericolo. È probabile che almeno una volta abbiate avuto la sensazione di essere in pericolo e vi siate chiesti se era reale o se stavate solo esagerando. Quando sentite una sensazione di angoscia, che vi dice di fuggire, la prima cosa che pensate è che dipende dalla vostra immaginazione. Tuttavia, quando si percepisce di essere in pericolo è meglio agire. Lo stesso vale per i problemi di salute quando si percepisce che qualcosa non va ma non si riesce ad individuare di cosa si tratta.


Naturalmente, non si tratta di diventare ipocondriaci o paranoici, ma di ascoltare i segnali che invia il nostro corpo. Infatti, dovremmo ricordare che il nostro inconscio capta più informazioni di quelle che possiamo gestire a livello cosciente e a volte, la sensazione di pericolo proviene da queste, così che dovremmo prestarvi attenzione.


2. La prima impressione. La prima impressione è un meccanismo attraverso il quale noi attribuiamo agli altri dei tratti della personalità stabili sulla base di piccoli elementi, di solito indizi visivi; il volto di una persona, gli abiti che indossa o come si muove. Questo processo è molto semplice, ma serve a guidarci quando non sappiamo quasi nulla dell'altra persona, il che significa che potrebbe anche essere pericolosa.


Pertanto, finché la prima impressione non diventa uno stereotipo, è conveniente farsi condizionare da questo meccanismo di segnalazione che ci può avvicinare o allontanare da una persona, se consideriamo che possa rappresentare una minaccia.


3. Decisione corretta. Ogni giorno prendiamo delle decisioni, alcune in pochi secondi, altre sono più importanti e ci mettono di fronte a un bivio. Per prendere una buona decisione, soprattutto quando si tratta di una scelta che ci può cambiare la vita, è consigliabile prendere una certa distanza dal problema, in modo tale da poter valutare le diverse opzioni da un punto di vista più obiettivo.


Tuttavia, le emozioni non sono il nemico. Infatti, prima di prendere una decisione definitiva, è consigliabile immaginare come ci sentiremo. Lasciare parlare quella parte di noi che ci dice che stiamo prendendo la direzione giusta o ci stiamo sbagliando. Non si tratta di lasciarsi guidare esclusivamente dall’istinto, ma dovremmo comunque ascoltarlo, perché se ci si sente scomodi con una determinata decisione è probabile che questa non sia buona.


Sono affidabili gli istinti e le intuizioni?



L’istinto può sbagliare e l’intuizione non è sempre affidabile. Tuttavia, possiamo sbagliare anche quando prendiamo una decisione in modo razionale. Infatti, uno studio condotto presso l'Università di Tel Aviv, ha dimostrato che lasciarci guidare dai nostri istinti non è così folle come sembra, perché la percentuale di successo può essere anche del 90%.


In questo esperimento, gli psicologi hanno fatto in modo che le persone venissero coinvolte in un processo decisionale controllato. Sul monitor di un computer passavano rapidamente delle sequenze formate da coppie di numeri.


Una sequenza veniva mostrata in alto a destra e l'altra in basso a sinistra. Il compito dei volontari era quello di identificare la fila che conteneva la media più alta. Tuttavia, il problema era che i numeri passavano così velocemente davanti ai loro occhi che erano impossibili da memorizzare, così i volontari hanno dovuto ricorrere all’intuizione.


La cosa incredibile è che quanto più numerose erano le coppie di numeri che apparivano sul monitor tanto più difficile era calcolarne la media, ma maggiore era il successo ottenuto dai volontari. Infatti, quando si mostrarono loro 6 coppie di numeri in sequenza il 65% delle persone ne individuava la media, mentre quando le coppie di numeri furono 24 le risposte corrette aumentarono al 90%.


Questo semplice esperimento mostra che affidarci alla nostra intuizione e lasciarci guidare dai nostri istinti non è sempre male. Al contrario, ci può aiutare a prendere la decisione giusta.


Ci sono delle occasioni in cui abbiamo bisogno di mettere in pratica le parole dello scrittore spagnolo Armando Palacio: "Quando è vicino al baratro e la notte è buia, il cavaliere saggio lascia le redini e si affida all'istinto del cavallo".


Fonte:
Tsetsos, K. et. Al. (2012) Salience driven value integration explains decision biases and preference reversal. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2012; 109 (24): 9659.

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Jennifer Delgado Suárez

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