21 luglio 2015

5 racconti buddisti che illumineranno la vostra vita



I grandi maestri del buddismo hanno sempre utilizzato favole e leggende per trasmettere lezioni di vita e messaggi complessi ai loro discepoli. Si dice che una volta, alcuni discepoli chiesero al loro maestro perché raccontava tante favole, ma egli non rispose. Invece, si rivolse a loro con una domanda: “vi piacerebbe che qualcuno vi offrisse un frutto già masticato?

Il lato migliore delle favole è che hanno molteplici interpretazioni e ogni persona è in grado di estrapolare l'insegnamento che gli risulta più utile secondo la fase della vita che sta vivendo. Inoltre, i racconti hanno il potere di raggiungere gli angoli più nascosti della mente. Milton Erickson, psichiatra americano, si era reso conto che a volte la nostra mente rifiuta alcuni messaggi mettendo in atto dei meccanismi di difesa perché li percepisce come attacchi al nostro “io”. Tuttavia, le favole eludono questo controllo e possono generare dei cambiamenti profondi. Da questa idea sorge l’ipnosi ericksoniana, nella quale non viene utilizzata la suggestione diretta ma si raccontano delle storie.

E dal momento che il buddismo ha ancora molto da insegnarci, ecco alcune delle storie più illuminanti dietro alle quali si celano delle grandi lezioni di vita, lezioni che potrebbe sicuramente farvi cambiare rotta, o almeno cambiare il modo in cui considerate le cose.

1. L'agricoltore che giocava a fare Dio

Un giorno un contadino incontra Dio e gli dice:

- Hai creato il mondo ma non sei un contadino, non conosci l'agricoltura. Hai ancora molto da imparare.

Dio gli chiese:

- Qual è il tuo consiglio?

- Dammi un anno e lascia che le cose vadano come voglio e vedrai che la povertà non esisterà mai più.

Dio accettò. Naturalmente, l'agricoltore chiese il massimo: niente più tempeste né alcun pericolo per il grano. Il grano cresceva sano e abbondante ei contadini erano felici. Tutto sembrava perfetto.

Alla fine dell'anno, l'agricoltore rivede Dio e gli dice con orgoglio:

- Hai visto quanto grano ? C’è abbastanza cibo per 10 anni senza dover più lavorare!

Tuttavia, una volta raccolto tutto il grano il contadino si rese conto che i chicchi erano tutti vuoti. Perplesso, chiese a Dio cosa fosse accaduto, ed Egli rispose:

- Hai deciso di eliminare tutti i conflitti e gli attriti, così il grano non ha potuto maturare.

Morale: I problemi sono parte della vita, ci rendono forti, ci fanno diventare persone resilienti. I giorni di tristezza sono necessari quanto i giorni di felicità perché ci permettono di crescere e maturare. Pertanto, è meglio smettere di lamentarsi e sentirsi miserabili a causa delle difficoltà, queste sono solo delle opportunità per imparare a vedere la vita con occhi diversi.

2. La donna anziana che ha perso il suo ago

Un pomeriggio, gli abitanti di un villaggio videro una donna anziana curva mentre cercava qualcosa di fronte alla sua capanna. Alcune persone si offrirono di aiutarla.

Gli chiesero: - Che cosa hai perso?

- Il mio ago - disse.

Tutti si unirono alla ricerca, ma poco dopo qualcuno gli chiese:

- La strada è molto lunga e l’ago è molto piccolo, ci puoi dire il luogo esatto in cui è caduto?

- Dentro alla casa - rispose la vecchia.

Le persone la guardarono con stupore. Alcuni addirittura infastiditi.

- Ma sei impazzita? Perché cerchi l'ago in strada se l’hai perso in casa?

La vecchia, sorridendo, rispose:

- Perché in casa non c’è luce.

Uno di loro gli disse: - Allora ha più senso cercare una lampada da usare per cercare l’ago in casa.

La vecchia sorrise di nuovo e disse:

- Siete molto intelligenti nelle piccole cose, quando userete questa intelligenza nella vostra vita interiore?

Morale: Spesso cerchiamo le risposte ai problemi all’esterno, quando in realtà la soluzione si trova dentro di noi. Diamo la colpa agli altri o alle circostanze invece di prendere in mano le redini della nostra vita, solo perché non vogliamo riconoscere la nostra parte di responsabilità. Ma così non troveremo mai una soluzione realmente soddisfacente che ci permetta di crescere.

3. Il perdono di Buddha

Buddha aveva un cugino perverso che si chiamava Devadatta, era sempre geloso e determinato a screditarlo.

Un giorno, mentre Buddha camminava tranquillamente, Devadatta gli getta una pietra molto pesante con l'intenzione di porre fine alla sua vita. Tuttavia, la roccia cadde accanto a Buddha e non gli fece nulla.

Buddha vide quello che era successo, ma impassibile, continuò a sorridere. Alcuni giorni dopo, torna di nuovo ad incontrare Devadatta e lo saluta calorosamente. Molto sorpreso suo cugino gli chiese:

- Non sei arrabbiato?

- Ovviamente no- rispose Budda.

Senza nascondere il suo stupore, Devadatta gli chiese perché.

Buddha disse:

- Perché tu non sei più quello che ha lanciato la pietra e io non sono più quello che stava lì quando questa gli è caduta accanto.

Morale: Per quelli che sanno vedere, tutto è transitorio; per chi sa amare, tutto è perdonabile. Non è sano e saggio restare legati all’odio e al rancore, perché questi sentimenti possono solo farci del male. È importante essere consapevoli che la vita è in continua evoluzione e che dobbiamo lasciare le brutte esperienze nel passato. Solo attraverso il perdono liberiamo il nostro risentimento e possiamo andare avanti.

4. Il servo e il cattivo padrone

Una volta c’era un servo che sopportava quotidianamente il carattere irascibile del suo padrone. Un giorno, il signore tornò a casa di cattivo umore, si sedette per mangiare e trovò la minestra fredda, si arrabbiò e gettò il piatto fuori dalla finestra.

Il servo, a sua volta, gettò fuori la carne, il pane, il vino e, infine, la tovaglia e l’argenteria. Il maestro era furioso e disse:

- Che cosa stai facendo, stupido?

- Mi scusi, signore - rispose seriamente il servo - Pensavo che oggi volesse mangiare in cortile. Tutto è così tranquillo e il cielo è sereno!

Il signore riconobbe la sua colpa, si scusò e ringraziò il servo per la lezione che gli aveva appena dato.

Morale: Chiunque può farci del male durante la vita, non possiamo farci niente. Ma possiamo decidere per chi soffrire. Non sono le azioni in se che causano sofferenza ma il significato e l'importanza che gli attribuiamo. Se rispondiamo alla violenza con altra violenza, questa crescerà. Se rispondiamo alla violenza con la pace, questa diminuirà.

5. Il falco che non poteva volare

Un re ricevette in regalo due piccoli falchi e li consegnò al maestro falconiere per la loro formazione.

Dopo pochi mesi, l'istruttore disse al re che uno dei falchi era stato educato perfettamente, ma non sapeva cosa stesse accadendo all'altro. Da quando era arrivato al palazzo non si era mosso dal ramo su cui stava al punto che gli doveva portare il cibo.

Il re convocò guaritori e maghi ma nessuno riuscì a fare volare il piccolo falco. Quindi emise un editto tra i suoi sudditi e, la mattina seguente, vide sorpreso il piccolo falco che volava nei suoi giardini.

- Portatemi il responsabile di questo miracolo - disse.

Davanti al re comparve un contadino, e il re gli chiese:

- Come sei riuscito a far volare il falco? Cosa sei, un mago?

- Non è stato difficile mio signore- ha spiegato l'uomo – Ho semplicemente tagliato il ramo su cui stava. Solo allora l'uccello si reso conto che aveva le ali e ha spiccato il volo.

Morale: A volte è necessario riposare appollaiati sul ramo per recuperare le energie, ma se restiamo nella zona di comfort per troppo tempo non sapremo mai dove saremmo potuti arrivare. Così a volte abbiamo bisogno di qualcuno che tagli il ramo su cui ci troviamo o avere il coraggio di tagliare il ramo a qualcun altro. Assicuratevi di non essere voi quelli che impediscono il volo ad un'altra persona o che un'altra persona non vi impedisca di volare a voi.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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