10 luglio 2015

7 parole che possono cambiarvi la vita



Di solito non prestiamo molta attenzione alle parole che diciamo, ma siamo dei comunicatori nati. In effetti, sembra una contraddizione, ma la verità è che passiamo tutto il giorno a comunicare non solo con gli altri ma anche con noi stessi. Ad ogni modo, il nostro stile di comunicazione è automatico, è qualcosa che si è andato formando nel corso degli anni, attingendo alle nostre esperienze, e noi ora lo utilizziamo senza esserne pienamente consapevoli.

Pertanto, usiamo alcune parole più di altre. Ad esempio, uno studio realizzato presso l'Università del Colorado ha rivelato che le persone tendenzialmente nevrotiche utilizzano un gran numero di parole associate alle emozioni negative. Un altro studio, questa volta condotto dall'Università di Amsterdam, ha scoperto che gli estroversi preferiscono utilizzare dei termini più astratti e descrittivi mentre le persone introverse scelgono degli aggettivi più specifici.

Pertanto, è utile che ogni tanto ci soffermiamo a considerare le parole che usiamo comunemente, soprattutto se pensiamo che le parole che impieghiamo non riguardano solo l’immagine che gli altri hanno di noi ma possono anche influenzare la nostra autostima. Di conseguenza, vi propongo ora qualche parola che dovremmo imparare ad utilizzare più spesso, ma consapevolmente, non come degli automi.

Parole semplici che implicano dei grandi cambiamenti


1. Perché. Una parola molto semplice, ma con un enorme potere. In effetti, uno studio condotto presso la Harvard University l’ha definita "la parola più persuasiva del mondo". In questo esperimento si è osservato che quando le persone chiedevano un favore aggiungendo un "perché", le probabilità che l'altro accettasse aumentavano del 30%. Il punto è che quando chiediamo qualcosa e spieghiamo le ragioni per cui vogliamo essere ascoltati, stiamo dimostrando che rispettiamo l'altra persona e ci fidiamo di lei. Ci appelliamo alla sua comprensione e la invitiamo a mettersi al nostro posto.

2. Grazie. Non si tratta di dire grazie per obbligo o inerzia ripetendo questa parola automaticamente o perché è sinonimo di "buona educazione", ma ringraziare realmente dal profondo di noi stessi. La differenza è notevole perché ci consente di connetterci con gli altri, comunicando che apprezziamo il loro gesto e che ci ha aiutato. In realtà, questa parola ha un forte potere confortante, sia per chi la dice che per il destinatario.

3. Mi dispiace. Poche parole sono potenti come queste, ma solo quando nascono da un sincero pentimento. Quando diciamo "mi dispiace" stiamo riconoscendo un errore, ma soprattutto, stiamo esprimendo la nostra umiltà e il desiderio di riparare il danno. Tuttavia, non possiamo abusarne. Uno studio condotto presso l'Università di Rotterdam ha rivelato che tendiamo a sovrastimare l'effetto delle scuse e che queste sono efficaci solo quando sono sincere e chiariscono la nostra situazione.

4. Avanti! Il mondo è fatto di buone intenzioni, ma in realtà il cambiamento avviene quando ci rimbocchiamo le maniche e ci mettiamo al lavoro. Purtroppo siamo procrastinatori esperti, continuiamo a rimandare il cambiamento a un momento più propizio. Tuttavia, quando si è sicuri di un obiettivo, una volta che ci si avvicina alla meta si dovrebbe semplicemente iniziare; come procedere lo scopriremo durante il cammino. Ricordate che anche il viaggio più lungo comincia con il primo passo.

5. No. Stabilire dei limiti e imparare a dire "no" è fondamentale per condurre la vita che si desidera veramente. Non si tratta di avere la negazione sempre sulla punta della lingua, ma dobbiamo mettere in chiaro quali sono le nostre priorità e quando siamo disposti ad aiutare e quando no. Se non si può o non si vuole fare qualcosa, basta dire "No" e fornire una ragione, più concisa è meglio, altrimenti sembra che stiamo chiedendo scusa. Ricordate che avete il diritto di investire il vostro tempo e le energie nelle cose che vi danno più soddisfazione.

6. Beh ... Quando commettete un errore vi arrabbiate e vi mettete ad urlare, oppure vi recriminate, incolpandovi dell’accaduto denigrandovi? Così è come reagisce la maggior parte delle persone. Ma in questo modo non si fa altro che peggiorare ulteriormente la situazione. Così, quando le cose non vanno come previsto basta semplicemente dire: "Beh, non è andata come previsto, ma ..." È inevitabile commettere degli errori, ma non serve a nulla piangere sul latte versato, provate a vedere il lato buono delle cose. Si tratta di una parola semplice, ma comporta un enorme cambiamento di prospettiva.

7. Respira. Ogni volta che vi sentite sul punto di esplodere, quando siete arrabbiati o quando lo stress raggiunge i massimi livelli, ripetetevi mentalmente (o ad alta voce) la parola: “respira”, e fatelo. A qualsiasi ora, se necessario. La respirazione ci aiuta a sintonizzarci sulla stessa frequenza di molte delle funzioni metaboliche che sono alterate quando siamo arrabbiati o stressati; come la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Respirare lentamente è un ottimo esercizio che vi aiuterà a ritrovare la calma evitandovi di fare degli errori. Respira ... respira ... respira ...



Fonti:
Beukeboom, C.; Tanis, M. & Vermeulen, I. (2012) The Language of Extraversion: Extraverted People Talk More Abstractly, Introverts Are More Concrete. Journal of Language and Social Psychology; 32(2): 191-201.
De Cremer, d. et. Al. (2011) How Important Is an Apology to You? Forecasting Errors in Evaluating the Value of Apologies. Psychological Science; 22(1): 45-48.
Yarkoni, T. (2010) Personality in 100,000 Words: A large-scale analysis of personality and word use among bloggers. Journal of Research in Personality, 44 (3), 363-373.
Langer, E.; Blank, A. & Chanowitz, B. (1978) The Mindlessness of Ostensibly Thoughtful Action: The Role of "Placebic" Information in Interpersonal Interaction. Journal of Personality and Social Psychology; 36(6): 635-642.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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1 commmenti

sì condivido tutto e ci provo, e spesso riesco, ogni giorno a mettere in pratica queste apparentemente semplici regole comunicative... perché non funzionano con mia suocera e con altre persone manipolatrici come lei?

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