1 luglio 2015

Quello che non dovete mai fare per gli altri



"Un giorno un uomo incontrò un bozzolo di farfalla sul suo cammino e lo portò a casa per proteggerlo. Lo mise al sicuro, ma presto si accorse che c'era un piccolo buco sulla superficie, guardò meglio e vide che la piccola farfalla stava lottando per uscire dal bozzolo.

Passò così diverse ore a guardare la farfalla che lottava per cercare di fare passare il suo piccolo corpicino attraverso quel piccolo buco. Tuttavia, improvvisamente la farfalla smise di lottare, sembrava che avesse rinunciato, o forse era rimasta bloccata. L'uomo provò molta pena per la piccola farfalla così con molta delicatezza, allargò il buco sul bozzolo per aiutare la farfalla ad uscire.

Infine, la farfalla uscì, ma il suo corpicino era gonfio e le piccole ali erano avvizzite. L'uomo pensò che questo era normale e continuò a guardare, si aspettava che il gonfiore svanisse e la farfalla aprisse finalmente le ali spiccando il volo. Ma ciò non avvenne, la povera farfalla poteva solo trascinarsi in circolo. Non ebbe mai modo di volare".

Ciò che l'uomo della storia non sapeva era che la lotta della farfalla per uscire dal bozzolo era necessaria e funzionale perché i fluidi corporei potessero passare alle sue ali. Durante questo processo un fluido chiamato emolinfa viene pompato dal corpo nelle ali della farfalla, e questo permette che le ali si stirino progressivamente fino a raggiungere la dimensione adeguata. Solo in questo modo la farfalla potrà essere in grado di volare. Pertanto, nel tentativo di aiutarla, l'uomo ha privato la farfalla della possibilità di volare.

A volte, se vogliamo aiutare qualcuno, è meglio farci da parte


Questa favola ci dice che alcuni ostacoli sono a volte necessari, perché ci aiutano a diventare persone resilienti. Durante tutta la vita ognuno di noi deve fare i propri errori per imparare da questi e crescere. Se interveniamo e risolviamo i problemi della persona gli stiamo togliendo un'opportunità di apprendimento che potrebbe essergli preziosa in futuro. Pertanto, in alcuni casi, il miglior aiuto è farci da parte.

Come regola generale, la vita ci pone diversi ostacoli che sfidano le nostre capacità, ma, allo stesso tempo, ci costringono a crescere e sviluppare il nostro potenziale. Ogni fase della nostra esistenza ci pone diverse sfide che ci preparano per la fase successiva. Tuttavia, se c’è sempre qualcuno che risolve i problemi per noi, corriamo il rischio che quando resteremo soli non disporremo delle risorse necessarie per affrontare questo particolare problema e verremo sopraffatti.

Ad esempio, la madre che difende sempre suo figlio quando ha dei problemi con gli altri bambini gli sta facendo un favore nel breve termine, ma in definitiva, gli impedisce di sviluppare le sue abilità sociali, così quando sarà grande, sarà un adulto con una scarsa Intelligenza Emozionale e con difficoltà a relazionarsi con gli altri.

Allo stesso modo, ci sono delle situazioni che non richiedono il nostro intervento diretto, ma semplicemente il nostro sostegno emotivo. Ci sono dei problemi che non possiamo risolvere per gli altri, ma possiamo sostenerli stando al loro fianco. Infatti, per tanto che possiamo amare una persona non possiamo farci carico della sua sofferenza o elaborare il dolore al suo posto. Lo deve fare la persona stessa.

Quando si deve intervenire?


Se una persona ha sempre qualcuno che gli risolve i problemi diventerà un paralitico emotivo. Una vita senza ostacoli non aiuta a crescere, infatti, non permette neppure di conoscere bene se stessi, scoprire chi siamo veramente e fino a che punto possiamo arrivare quando ci troviamo in situazioni limite. Prendere una scorciatoia, permettendo agli altri di risolvere i nostri problemi, non è quasi mai il modo migliore di affrontare la vita. È vero che arriveremo prima degli altri, ma se la prossima gara sarà più dura, ci fermeremo a metà strada perché non saremo preparati.

Pertanto, non fate per gli altri quello che possono (e devono) fare da soli. Se vi comportate in modo iperprotettivo contribuirete a fare in modo che la persona non dispieghi mai le sue ali e la priverete di uno dei tesori più importanti: conoscere e mettere alla prova le sue potenzialità.
Inoltre, essere sempre a diposizione degli altri per risolvere i loro problemi anche a costo di trascurare le nostre esigenze può essere una lama a doppio taglio, perché in questo modo contribuiamo a creare delle persone egoiste che si aspetteranno che noi siamo sempre a loro disposizione. Pertanto, è addirittura possibile che non sappiano neppure apprezzare ciò che facciamo per loro.
Il segreto sta nell’aiutare qualcuno quando ha veramente bisogno, quando le sue risorse psicologiche o fisiche non gli permettono di proseguire. Ma anche così, l'aiuto non dovrebbe mai consistere nel risolvere il problema ma piuttosto nell’offrire gli strumenti perché la persona lo risolva da sola o indicargli la strada. Ricordate che se a un uomo date un pesce lo sfamate per un giorno, ma se gli insegnate a pescare lo sfamate per tutta la vita.
Al principio la persona che chiede aiuto potrebbe non comprendere la vostra posizione e forse si potrebbe addirittura offendere, ma in seguito ve ne sarà grata. Nel frattempo, non fategli mancare il vostro supporto emotivo.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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