17 giugno 2015

7 false credenze che vi mantengono schiavi



"Non ti mantenere così occupato da dimenticare che hai una vita". Non ricordo dove ho letto questa frase, ma di questi tempi, in cui il mondo sembra essere sempre più frenetico e convulso, ci viene in aiuto. A volte siamo così occupati che ci dimentichiamo di vivere.

Le aspettative, le esigenze di coloro che ci circondano, il lavoro, gli impegni sociali e la tecnologia occupano grande parte della nostra vita. Ci trasformiamo in veri e propri funamboli per distribuire il tempo così da poter fare tutto e soddisfare tutti, ma alla fine, c'è una persona che resta sempre relegata in secondo piano, a cui toccano solo le briciole del tempo rimasto: noi stessi.

Ed è strano che raramente ci si renda conto di questa contraddizione, perché i protagonisti della nostra vita dovremmo essere noi. Non possiamo accontentarci solo di un ruolo secondario.

Il punto  è che, dal momento che ci sforziamo di soddisfare tutti, ci dimentichiamo di vivere. Ci sovraccarichiamo di attività che ci derubano non solo il tempo, ma che sono anche dannose per il nostro equilibrio mentale. Ci convinciamo che queste attività siano importanti perché crediamo letteralmente ad un insieme di false credenze che la società ci ha trasmesso.

Le credenze sbagliate che ci tengono occupati e ci impediscono di godere la vita


1. Il riconoscimento sociale da soddisfazione. Tendiamo a credere che quando gli altri riconoscono il nostro lavoro, ci sentiamo soddisfatti, felici e realizzati. Tuttavia, il fatto è che il riconoscimento sociale genera una soddisfazione molto fugace, così effimera che non vale davvero la pena dedicargli così tanto tempo e sforzo. Questo non significa che non dobbiamo fare delle cose per la società, ma la ragione non deve essere il riconoscimento sociale, ma piuttosto la soddisfazione interiore. Confucio diceva: "Scegli un lavoro che ti piace e non lavorerai più nemmeno un giorno della tua vita".

2. Il denaro da la felicità. La nostra società alimenta il consumismo, ne ha bisogno per sopravvivere. Per questo nutre dei falsi bisogni facendoci credere che avendo l’auto più potente, la casa più grande e l'ultimo modello di smartphone saremo più felici. Tuttavia, molti studi scientifici hanno dimostrato che il denaro non può comprare la felicità, le relazioni umane sono la nostra principale fonte di soddisfazione. Fare tutto esclusivamente per il denaro ci allontana dalla felicità e ci toglie la pace interiore. Frank Clark non poteva esprimerlo meglio: "l'uomo moderno vive una corsa sfrenata cercando di guadagnare abbastanza per comprare cose che non ha il tempo di godersi".

3. Non ho alternative. Molte persone trascorrono decenni svolgendo un lavoro che non le soddisfa, vivono in un posto che non gli piace e frequentano persone con cui non hanno nulla in comune, semplicemente perché pensano di non avere altra scelta. La verità è che ci sono sempre delle buone scuse per non uscire dalla nostra zona di comfort. E ci sono sempre delle alternative, solo che a volte siamo noi che dobbiamo costruire il nuovo percorso, non ci viene servito su di un piatto d'argento ma dobbiamo sforzarci per cercare di cambiare il corso della nostra vita, quando questa non ci soddisfa.

4. Sono indispensabile. Molte persone vivono in preda alla Sindrome di Superman, pensano che solo loro siano in grado di svolgere determinate attività. È possibile che a causa della vostra esperienza o abilità, siate più abili e capaci di altri in alcune cose, ma questo non significa che non vi sia nessuno altrettanto capace. Il giorno in cui non ci sarete più il mondo continuerà a girare, perché non siete indispensabili. Quando viene a mancare un pezzo nella macchina, il resto degli ingranaggi si riposizionano per fare in modo che il meccanismo continui a funzionare. Quindi, imparate a delegare, in modo da avere più tempo per voi stessi e, per inciso, così facendo darete ad altri l'opportunità d’imparare.

5. Sono più produttivo se ho delle scadenze da rispettare. È vero che alcune persone sono più produttive lavorando contro il tempo, con delle scadenze strette. Tuttavia, sapete perché? Perché sotto pressione aumenta il livello di stress e il nostro organismo secerne una serie di ormoni che ci danno l'energia supplementare necessaria. Tuttavia, all'interno di questi ormoni vi sono il cortisolo e l’adrenalina, quando i loro livelli rimangono elevati per un lungo periodo di tempo il corpo ne risente e ci ammaliamo. Così, anche se è vero che lavorando con poco tempo a disposizione siamo più produttivi questo non significa che farlo sia sano.

6. Tutti fanno così. Probabilmente tutti intorno a voi seguono lo stesso stile di vita e voi vi riflettete in loro come in uno specchio. Tuttavia, quando si parla di felicità e soddisfazione personale non vale il detto "un miliardo di mosche non possono sbagliare". La felicità è un viaggio personale, se non siete soddisfatti di quello che state facendo in questo momento, non importa che tutti intorno a voi lo facciano in questo modo, voi dovete cambiare. Inoltre, ricordate sempre che tendiamo a sovrastimare la felicità degli altri. Pertanto, non guardatevi intorno cercando d’imitare ciò che fa una persona che voi “credete” essere felice, cercate le risposte dentro di voi.

7. Rilassarsi è sinonimo di pigrizia. Alcune persone agiscono cercando sempre il limite, si spingono sempre più lontano, anche quando le forze gli vengono meno,  solo perché credono che non fare nulla sia sinonimo di pigrizia. In realtà, riposarsi e rilassarsi è essenziale per essere più produttivi e raggiungere un buon equilibrio psicologico. Continuare avanzando, senza mai fare una pausa per riconsiderare i nostri obiettivi, significa muoversi nella vita con i paraocchi. A volte è necessario fermarsi, riflettere e, se necessario, cambiare stile di vita.

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Jennifer Delgado Suárez

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