13 maggio 2015

Le cause della depressione: 5 nuove teorie



Per anni si è pensato che la depressione fosse solo un disturbo psicologico. Tuttavia, con il passare del tempo sono arrivati nuovi studi che hanno esplorato le cause della depressione in profondità. Questi ricercatori hanno scavato a fondo nel cervello, nel nostro codice genetico e anche nella dieta per cercare di svelare tutti i fattori che, nascosti nell'ombra, potrebbero scatenare i sintomi depressivi.

Quali sono le teorie più plausibili che possono spiegare la depressione?


1. Connessioni difettose nel cervello. Negli studi in cui si è sottoposto a scansione il cervello delle persone affette da depressione si è scoperto che il lobo frontale, l'area responsabile dell’elaborazione cognitiva, il pensiero e il controllo degli impulsi, mostra livelli di attività molto bassi.

Inoltre, si è anche riscontrato una mancata corrispondenza nelle reti neurali connesse con l'elaborazione emotiva, che impedisce alle persone depresse di gestire le proprie emozioni ed eliminare quelle che sono negative. Inoltre, si è anche notato un livello anormalmente alto di attività nell'amigdala, una parte del cervello associata con la paura.

Con questi risultati i neuroscienziati ritengono che la depressione dipenda anche da un problema di connettività del cervello, come se le connessioni neurali non funzionassero nello stesso modo come nel resto delle persone, impedendo a chi soffre di depressione di gestire le sue emozioni.

2. Atrofia cerebrale. Negli studi più recenti è stato anche apprezzato il fatto che alcune persone con depressione mostrano una perdita di volume in alcune aree del cervello, tra cui l'ippocampo, un'area coinvolta nella gestione delle emozioni e nel consolidamento dei ricordi. Ancor più sorprendente è che quanto più grave è la depressione tanto maggiore è la perdita di volume cerebrale.

Questo non riguarda solo l’atrofia delle aree limbiche, ma anche il lobo frontale, in particolare la corteccia prefrontale, che è quella che regola l'intensità degli stati emotivi e il modo di esprimerli. Si è anche scoperto che la depressione inibisce lo sviluppo di nuove cellule nervose e influisce nel processo della neurogenesi.

Per questo motivo alcuni neuropsicologi sono convinti che l’atrofia cerebrale è una delle cause della depressione, anche se ci sono alcuni che dicono che questa perdita di volume in alcune zone del cervello è una conseguenza piuttosto che un fattore scatenante della malattia.

3. Squilibrio ormonale. È noto che il sistema endocrino svolge un ruolo importante nelle cause della depressione. Diversi studi indicano l'asse ipotalamico-pituitario-surrenale, che controlla le reazioni allo stress. In pratica, questo sistema è responsabile del rilascio di un certo numero di ormoni, tra cui il cortisolo, che determinano il nostro livello di allerta davanti a situazioni ambientali differenti.

Quando liberiamo cortisolo per un lungo periodo di tempo lo stress tende a cedere il passo alla depressione, motivo per cui alcuni ricercatori sono convinti che molti dei quadri depressivi si possono spiegare con questo meccanismo. Infatti, di recente i ricercatori dell'Università di Cambridge hanno ideato un semplice test di saliva attraverso cui è possibile prevedere la probabilità di sviluppare la depressione. Questo test valuta un unico biomarcatore: il cortisolo.

4. Genetica. Finora non è stato trovato il "gene della depressione", ma i genetisti sono ottimisti e sostengono che questo può essere vincolato allo stesso gene che causa il disturbo bipolare. I dati utilizzati finora indicano che ci può essere una base genetica. Ad esempio, è noto che nei familiari di primo grado l’incidenza della depressione è del 15%, mentre nel resto delle persone è solo del 5,4%. Inoltre, gli studi sui gemelli hanno riscontrato che se uno soffre di depressione e l’altro condivide la maggior parte dei suoi geni, il secondo ha una probabilità del 46% di sviluppare la depressione.

Attualmente sono sotto esame diversi geni, uno dei quali è collegato alla sintesi della dopamina e l'altro al trasporto della serotonina, il che non è strano in quanto le persone depresse mostrano un deficit di entrambi questi neurotrasmettitori.

Inoltre, va precisato che la depressione è parte di quelle che si conoscono come "malattie geneticamente complesse", nel senso che nella sua apparizione influiscono sia i fattori genetici che quelli ambientali. In realtà, avere una predisposizione genetica non significa che la persona svilupperà i sintomi depressivi, ma solo che è più vulnerabile.

5. Infiammazione cerebrale causata dalla dieta. Negli ultimi anni sono sempre di più i ricercatori che segnalano la dieta come una causa della depressione. Secondo i nutrizionisti, la dieta inadeguata può essere la principale causa dell’infiammazione cerebrale notata nelle scansioni cerebrali.

Uno dei principali fattori che promuovono l'infiammazione sono gli zuccheri e il glutine. Il problema è che non siamo in grado d’individuare l'infiammazione nel cervello come in altre parti del corpo così che questa continua inesorabilmente il suo corso. Infatti, si è notato che il 52% delle persone che hanno una sensibilità al glutine soffrono anche di depressione.

Diversi studi condotti in tutto il mondo sono d'accordo sul fatto che il cibo spazzatura potenzia la depressione e più si mangiano questi alimenti, più si aggravano i sintomi. Inoltre, oggi si sa che esistono anche alcuni alimenti che potenziano la depressione una volta che questa si è instaurata.

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Jennifer Delgado Suárez

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