12 maggio 2015

Agorafobia: La paura degli spazi aperti e delle folle



L’agorafobia è una fobia sociale, un problema che colpisce circa il 3,5% della popolazione mondiale. Questo disturbo è caratterizzato dalla paura intensa che la persona sperimenta quando si trova in situazioni o luoghi da cui può essere difficile o imbarazzante fuggire.

Questa ansia genera dei comportamenti evitanti. Cioè, la persona limita il campo di applicazione ai luoghi dove si sente al sicuro e tende a stare più tempo in casa. Chi soffre di agorafobia è solito evitare di mescolarsi con la gente, evita gli spazi aperti dove si trovano generalmente molte persone.

Ovviamente, evitare queste situazioni così comuni per gli altri, otterrà di limitare sempre di più le relazioni interpersonali.

Quando la persona è costretta a confrontarsi con le situazioni temute è possibile che sviluppi un attacco di panico nel corso del quale sperimenta palpitazioni gravi, sudorazione, brividi e problemi di respirazione. Questi sintomi sono accompagnati da una sensazione di irrealtà, paura di impazzire e anche di morire. Nei casi più gravi non è nemmeno necessario che la persona sia esposta alla situazione temuta, il semplice fatto di ricordare o immaginare una situazione pericolosa può innescare questi sintomi.

Così sono soddisfatti i loro peggiori pronostici. Inizialmente la persona aveva paura del ridicolo, di svenire o di perdere il controllo di fronte agli altri e, infine, le sue paure divengono reali a causa dell’ansia che sperimenta. In questo modo si instaura il circolo vizioso della fobia, e se non si segue un trattamento psicologico sarà molto difficile rimuoverlo.

Quali sono le cause dell’agorafobia?


Anche se non è noto con certezza cosa provochi l’agorafobia, ci sono diverse teorie che tentano di spiegare questa condizione. Ad esempio, si è scoperto che le persone con agorafobia hanno anche delle difficoltà nell'orientamento spaziale e a mantenere l'equilibrio, dato che non riescono a combinare le informazioni provenienti dal sistema vestibolare, visivo e propriocettivo. Molte persone che soffrono di questa fobia hanno problemi nel sistema vestibolare così si affidano di più ai segnali visivi e tattili. Pertanto, quando si trovano negli spazi aperti o con molte persone intorno, possono sentirsi disorientate e confuse.

Un'altra spiegazione è basata nella teoria dell'attaccamento. Secondo questa teoria, le persone con agorafobia non sono state in grado di sviluppare un legame sicuro nell'infanzia così non sono riuscite a migliorare le competenze sociali di base. Quindi, l’agorafobia sarebbe solo una risposta alla minaccia in assenza di una "base sicura". A questo proposito, un recente studio suggerisce che il vero problema degli agorafobici non è la differenza tra lo spazio pubblico e quello privato ma tra la percezione di sicurezza e quella di pericolo. Queste persone si sentono al sicuro solo quando sono in uno spazio privato e limitato dove hanno il controllo, ma si sentono minacciate dalla presenza di estranei o in luoghi dove non possono esercitare il controllo.

Naturalmente, ci sono anche degli psicologi che si riferiscono ad una componente genetica dato che l’agorafobia appare spesso accompagnata da altri disturbi d'ansia, fobie specifiche o abuso di sostanze.

Tuttavia, il meccanismo con cui si instaura l’agorafobia è quasi sempre lo stesso: il soggetto sperimenta una esperienza negativa in un luogo da cui è difficile fuggire e successivamente crea una associazione negativa che si attiva quando si trova in un posto simile. In molti casi, la persona è consapevole che si tratta di una paura irrazionale che non ha alcuna ragione di essere, ma non riesce a controllarla, perché quando appare la fobia questa prende il sopravvento.

Trattamento dell’agorafobia


La buona notizia è che l’agorafobia è curabile. La maggior parte dei trattamenti psicologici si concentrano su due aspetti: la persona impara a controllare i sintomi ansiogeni che causano gli attacchi di panico e a fare in modo che la tendenza ad evitare determinate situazioni scompaia. L'esposizione allo stimolo temuto in un ambiente controllato, che è noto come desensibilizzazione sistematica, è una delle tecniche più utilizzate ed efficaci ma non l'unica, si utilizzano anche altri metodi e approcci.

Ad esempio, alcuni centri lavorano anche sulle convinzioni che hanno dato origine o sostengono la malattia di base. Molti agorafobici pensano che "il mondo è un posto pericoloso", che "non dobbiamo fidarci degli estranei perché possono essere pericolosi" o che "dobbiamo stare sempre attenti per evitare qualsiasi incidente".

Fortunatamente, circa il 65 o il 75% delle persone che si sottopongono ad un trattamento completo per l’agorafobia ottengono che i sintomi regrediscano completamente.


Fonti:
Holmes, J. (2008) Space and the secure base in agoraphobia: a qualitative survey. Area; 40(3): 375-382.
Peñate, W. et. Al. (2006) Agorafobia (con o sin pánico) y conductas de afrontamiento desadaptativas. Salud Mental; 29(2): 22-29.
Yardley, L. et. Al. (1995) Relationship between balance system function and agoraphobic avoidance. Behaviour Research and Therapy; 33(4): 435–439.

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Jennifer Delgado Suárez

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