29 aprile 2015

Sonno perso: Possiamo recuperarlo senza soffrire dei danni?



Il sonno è molto simile a un conto in banca, cioè, si necessita di un saldo minimo. Si può superare la soglia per un paio di mesi ma sempre fino a quando il mese successivo si torna a depositare dei fondi per tornare in attivo. Se non lo si fa siamo nei guai.

Fondamentalmente, questo è il meccanismo alla base di ciò che è noto come il "debito di sonno", che è semplicemente la differenza tra le ore di sonno di cui il nostro corpo ha bisogno per recuperare e quelle realmente dormite. Quando il conto delle ore di sonno va in rosso il nostro corpo subisce dei danni piuttosto gravi.

Secondo alcuni esperti i minuti e le ore sottratti al sonno si accumulano e vanno a causare diversi problemi di salute. A questo punto la domanda è: possiamo recuperare il debito di sonno che abbiamo accumulato o siamo condannati inevitabilmente a pagarne le conseguenze?

Il sonno salda sempre i suoi debiti


Un recente studio condotto presso l'Università della Pennsylvania ha cercato di scoprire come la privazione del sonno influisce sul nostro corpo e le nostre prestazioni e ha inoltre posto la domanda se sia possibile invertire gli effetti. In realtà, ora sappiamo che la mancanza di sonno provoca uno stato di sonnolenza, influenza l'attenzione, aumenta i livelli di stress e innesca processi infiammatori a lungo termine che potrebbero anche avere conseguenze mortali.

I partecipanti a questo studio sono stati monitorati per la prima volta durante quattro notti nelle quali hanno dormito per otto ore. In questo modo è stato possibile stabilire una base per ricavare dei dati relativi ai livelli normali di attenzione, stress, sonnolenza e infiammazione.

Nella seconda fase i partecipanti hanno passato sei notti durante le quali hanno dormito sei ore (un tempo sufficiente per chi svolge un’attività lavorativa nella media, o per una famiglia che conduce una vita sociale attiva). In seguito hanno dormito 10 ore ogni notte per tre notti per recuperare il sogno perso. Durante lo studio si valutarono la salute e alcune delle funzioni cognitive.

L'analisi ha dimostrato che le sei notti di privazione del sonno hanno avuto un effetto negativo sull’attenzione causando sonnolenza diurna e aumento dei livelli d’infiammazione (misurata dalla quantità di interleuchina - 6 nel sangue, un marker dei livelli d’infiammazione nei tessuti di tutto il corpo).

Che cos’è successo dopo?


Secondo la teoria del debito di sonno, gli effetti negativi delle primi sei notti di sonno si ridussero al minimo grazie alle ultime tre notti. Infatti, la sonnolenza scomparve ei livelli di IL - 6 erano tornati ai valori di base. Anche i livelli di cortisolo, un ormone legato a stress, stanchezza e irritabilità, hanno mostrato una notevole riduzione. Tuttavia, non è tutto rosa e fiori.

I livelli di attenzione della persona non si sono recuperati e la sensazione di fatica ha continuato ad essere presente. Questo significa che anche se dal punto di vista biologico sembra che si possa recuperare il sonno perduto, dal punto di vista cognitivo non funzioniamo allo stesso modo.

I ricercatori non hanno trovato una spiegazione a questo fenomeno ma forse la risposta può risiedere nell’effetto cumulativo delle tossine nel cervello poiché è noto che il sonno ha un effetto depurativo a livello di sistema nervoso.



Fonte:
Pejovic, S. et. Al. (2013) Effects of recovery sleep after one work week of mild sleep restriction on interleukin-6 and cortisol secretion and daytime sleepiness and performance. American Journal of Physiology - Endocrinology and Metabolism; 305 (7).

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Jennifer Delgado Suárez

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