19 gennaio 2015

Perché i bambini dimenticano le cose?


Dimenticano i libri di scuola, di fare i compiti a casa, dimenticano quello che gli diciamo ... Le dimenticanze dei bambini sono così comuni che sono una delle principali preoccupazioni dei genitori. Le cause di queste sviste sono molteplici e talvolta alla base vi è una malattia, ma per fortuna nella maggior parte dei casi il problema dipende dall’immaturità del sistema nervoso del bambino.

Il cervello si sviluppa in modo non uniforme



Le capacità cognitive, come l'attenzione e la memoria, si sviluppano con l'età e sono condizionate dal livello di maturazione neurologica. A poco a poco, i bambini vanno sviluppando un maggiore controllo dei processi dell’attenzione in modo che, anche se all’età di 2 anni rispondono ad uno stimolo per una media di sette minuti, dopo i cinque anni riescono a concentrarsi su quello stesso stimolo mediamente per 14 minuti.

Infatti, durante la prima infanzia si verifica uno sviluppo del cervello che è incredibile. Basti pensare che il cervello del bambino passa dal 25% al 75% del peso di quello di un adulto solo nei primi anni di vita. Tuttavia, non tutte le aree del cervello si sviluppano alla stessa velocità, in particolare quelle coinvolte nella memoria.

Per esempio, le cellule comprendenti l'ippocampo, una struttura fondamentale per la formazione dei ricordi, si formano alla fine del periodo prenatale, ma le cellule del giro dentato, una struttura che collega le regioni corticali all’ippocampo, non appaiono fino al compimento del primo anno di vita.

I bambini ricordano in modo parziale



Uno studio molto interessante condotto presso la Ohio University ha rivelato nuovi indizi per capire come funziona la memoria dei bambini. Secondo questi ricercatori, la chiave sta nel fatto che i bambini non avrebbero una buona memoria episodica.

Infatti, la memoria non implica solo ricordare i fatti ma anche quando e dove sono accaduti. Questo è ciò che si conosce come memoria episodica, che si sviluppa prevalentemente dopo i 7 anni di età. Pertanto, i bambini più piccoli possono non avere difficoltà a ricordare fatti o eventi più semplici ma hanno dei problemi a collocarli nel tempo e nello spazio.

Nell'esperimento si è lavorato con bambini tra i 4 ei 7 anni di età, ai quali venivano mostrate immagini di diverse coppie di oggetti. Alcune coppie di questi oggetti gli venivano mostrate mentre erano all’interno di una casa giocattolo di colore rosso mentre altri quando si trovavano in una casa blu. I bambini non solo dovevano ricordare le coppie di oggetti, ma anche in quale casa si trovavano. Così si è osservato che questi piccoli non avevano problemi a ricordare i due oggetti in coppia, ma non riuscivano a ricordare il contesto nel quale li avevano visti.

Questi risultati indicano che dovremmo adattare le nostre richieste e le aspettative alla memoria dei bambini. Ad esempio, un bambino potrebbe ricordare bene che le lezioni di matematica sono alla mattina e quelle di lettura al pomeriggio, ma probabilmente dimentica che un determinato giorno della settimana l’orario delle lezioni è invertito. Per ricordare questi dettagli si ha bisogno di una struttura più complessa della memoria, che di solito si sviluppa dopo i 7 anni.

Oggi sappiamo che i processi di conoscenza e di recupero della memoria seguono percorsi diversi all'interno del cervello. Ad esempio, per riconoscere una persona o identificare un luogo il bambino necessita di un processo automatico che è pronto a funzionare alla perfezione solo a partire dai 5 anni. Tuttavia, quando il bambino deve cercare consapevolmente nella sua memoria per trovare determinati ricordi, questo complesso processo di recupero comincia a formarsi intorno ai 3-4 anni ma termina il suo sviluppo solo nell’adolescenza.

Bisogna considerare che la memoria non è semplicemente un serbatoio di informazioni che funziona in modo automatico. È inoltre necessario essere in grado di rafforzare i ricordi per riuscire ad accedervi consapevolmente. I bambini non hanno sviluppato molto bene queste competenze e non utilizzano strategie o tecniche specifiche che permettano loro di ricordare facilmente. Così la prossima volta che vostro figlio dimentica qualcosa, non preoccupatevi. Siate pazienti e ricordate che la chiave sta in non esagerare dandogli troppi ordini insieme, perché potrebbe non ricordarli tutti.


Fonti:
Yim, H. et. Al. (2013) The Development of Episodic Memory. Items, Contexts and Relations. Psychological Science; 24(11): 2163-2172.
Yonelinas, A. P. et. Al. (2005) Separating the brain regions involved in recollection and familiarity in recognition memory. Journal of Neuroscience; 25(11):3002-3008.
Seress, L. (2001) Morphological changes of the human hippocampal formation from midgestation to early childhood. En: Handbook of developmental cognitive neuroscience. Cambridge; MIT Press: 45-58.

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Jennifer Delgado Suárez

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