1 gennaio 2015

La gentilezza che autodistrugge



La gentilezza è una qualità che tutti noi apprezziamo. Essere gentili è una buona cosa e, senza dubbio, è un ottimo biglietto di presentazione. Tuttavia, a volte essere gentili non ci porta delle soddisfazioni ma piuttosto ci causa dei problemi. Mi riferisco a quelle persone che sono così cordiali da dimenticarsi di se stesse e dei loro bisogni e obiettivi nella vita solo per soddisfare gli altri. La cosa peggiore è che in molti casi queste persone sacrificano le loro esigenze personali per soddisfare dei desideri, di altre persone, che sono molto meno importanti e che potrebbero qualificarsi come semplici capricci. Di conseguenza, queste persone fanno un sacrificio inutile.

Il circolo vizioso dell’eccesso di cordialità


Di solito, le persone che sono eccessivamente cordiali, quelle che sono sempre disposte a dare tutto quello che hanno per aiutare gli altri e smettono di vivere la loro vita per compiacere agli altri, hanno un profondo bisogno di approvazione. Queste persone hanno bisogno che gli altri convalidino i loro sentimenti e comportamenti, perché nel fondo, hanno una bassa autostima. Pertanto, possiamo dire che dietro ad una gentilezza infinita si nasconde una persona insicura che non apprezza le proprie capacità e qualità.

In effetti, questo eccesso di bontà è anche un meccanismo di difesa per distogliere l'attenzione da se stessi e concentrarsi sugli altri. Quando abbiamo messo su di un piedistallo l’altra persona, gli sguardi ed i giudizi si concentreranno su di questa. All'estremo opposto si posiziona la persona gentile, che praticamente scompare dalla scena del contesto sociale.

Spesso queste persone sono state educate a pensare di non meritare l'attenzione, l'apprezzamento e le preoccupazioni degli altri. Al contrario, loro devono prodigarsi per gli altri. Ovviamente, a lungo andare, questo eccesso di gentilezza non risulta gratificante perché è come se si annullassero continuamente come individui mettendo i bisogni degli altri prima dei loro.

Di conseguenza, con il passare degli anni, possono soffrire di una grave depressione quando si rendono conto che non hanno ottenuto ciò che volevano dalla vita o quando hanno la sensazione che le persone con le quali sono state così gentili non le hanno ripagate come prevedevano. Infatti, anche se apparentemente le persone gentili non si aspettano niente in cambio, dentro di loro si attendono che gli altri le ricompensino dedicandogli tempo e affetto. Quando, per un motivo qualsiasi, le loro aspettative non sono soddisfatte, queste persone si sentono molto infelici.

3 consigli per evitare di essere eccessivamente gentili

1. Imparare a dire di no. Questo è il primo passo per superare la gentilezza eccessiva. Se non si riesce a rifiutare un favore quando ci viene chiesto non si può interrompere il circolo vizioso che crea il vostro comportamento. Imparare a dire "Non posso, mi dispiace" è fondamentale per iniziare a riprendere il controllo della vostra vita e sbarazzarvi della necessità di approvazione costante.

Naturalmente, questo non significa che si dovrebbe dire di no a tutti, ma è necessario imparare a stabilire i propri limiti e farli rispettare. Valutate se la richiesta che vi stanno facendo è ragionevole, se disponete del tempo e della forza necessari per farlo e, soprattutto, se non è in contrasto con i vostri obiettivi ed esigenze.

2. Eliminare il senso di colpa. Nel corso del tempo la gentilezza diventa un obbligo. Sì! Perché quando aiutiamo più volte qualcuno, questa persona crede di avere il diritto di "esigere" nuovamente un altro favore senza nemmeno chiederci se siamo disponibili.

In alcuni casi si stabilisce un rapporto nel quale ci mettiamo a completa disposizione e quando abbiamo il coraggio di negarci, l'altra persona si offende e cerca di farci sentire male. Tuttavia, se si desidera cambiare, si deve imparare ad affrontare questi atteggiamenti assumendo che non è colpa vostra, che avete già fatto abbastanza per aiutare quella persona e che è giunta l’ora di occuparvi delle vostre cose.

3. Pensare a voi stessi prima che agli altri. Detto così può sembrare un'idea egoista, ma non significa calpestare i diritti degli altri, semplicemente vuole dire fare valere i vostri, implica cercare un equilibrio tra ciò di cui avete bisogno e ciò di cui hanno bisogno le persone intorno a voi. Si tratta di rivalutare i vostri obiettivi e stabilire delle priorità. Dopo tutto, se non lo fate voi, chi lo farà per voi? Ricorda che l'amor proprio inizia in casa tua.

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Jennifer Delgado Suárez

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