30 gennaio 2015

3 effetti dell’intelligenza emotiva sul vostro comportamento




Da quando nel 1995 Daniel Goleman rese popolare l’Intelligenza Emotiva, sono stati realizzati molti altri studi per cercare di svelare la portata di questo concetto. Una delle ricerche più interessanti è stata condotta in Medio Oriente e comprendeva più di 400 manager che detenevano posizioni diverse all'interno delle loro organizzazioni. I ricercatori hanno concluso che l'Intelligenza Emotiva poteva prevedere le probabilità di successo in una carriera con un'affidabilità del 58%.

Un altro studio canadese che coinvolse 372 studenti universitari, ha rilevato che l'80% degli studenti che avevano ottenuto buoni voti aveva anche una buona Intelligenza Emotiva.

Tuttavia, il fatto che l'Intelligenza Emotiva sia collegata al successo e, in un certo senso lo faciliti, è solo una delle tante implicazioni di questa qualità, dato che i suoi tentacoli raggiungono molte altre sfere della nostra esistenza e influenzano il nostro comportamento.

Come funziona l'Intelligenza Emotiva nel quotidiano?


1. Ci aiuta a prendere delle decisioni migliori

Le emozioni possono essere di grande aiuto quando ci troviamo di fronte ad un problema, perché ci possono avvertire del pericolo e ci fanno assumere un atteggiamento più cauto. Tuttavia, a volte diventano un ostacolo, soprattutto quando siamo estranei alla situazione che abbiamo di fronte. Ad ogni modo, l'Intelligenza Emotiva ci aiuta a prendere delle decisioni migliori, o almeno questo ha stabilito uno studio realizzato dalle università di Yale e Toronto.

Questi ricercatori hanno ideato un curioso esperimento: coinvolsero delle persone e le resero ansiose chiedendogli di preparare un discorso improvvisato. In seguito hanno chiesto loro se sarebbero stati disposti a sostenere un progetto di una clinica medica.

I risultati hanno mostrato che le persone che disponevano di maggiore Intelligenza Emotiva erano consapevoli che l'ansia sperimentata non era collegata alla decisione da prendere. Pertanto, il 66% ha approvato il progetto, mentre solo il 7% di quelli con una scarsa intelligenza emotiva lo sostenne.

Il punto è che, contrariamente alla credenza popolare, una buona decisione non implica eliminare le emozioni, perché anche queste sono una fonte preziosa d’informazioni, dato che agiscono da marcatori somatici. La chiave sta nello scoprire da dove provengono questi sentimenti, cosa li causa e come possono influenzare la nostra percezione del problema.

2. Ci fa avere fiducia negli altri

Anche se negli ultimi anni la diffidenza è diventata di moda ed è giunta ad affermarsi come modello di comportamento sociale, il fatto è che la fiducia negli altri ha molteplici vantaggi. Sappiamo bene che fidarci ci rende non solo più felici e aumenta il nostro livello di soddisfazione, ma ci garantisce anche una migliore salute fisica e una maggiore propensione a intraprendere nuovi progetti.

Ora, uno studio condotto presso l'Università di Oxford rivela che le persone con una buona Intelligenza Emotiva tendono a fare maggiore affidamento sugli altri. Questi ricercatori sono convinti che la chiave stia nella loro capacità di essere empatici e identificare rapidamente le caratteristiche positive delle persone con le quali si relazionano. Perché?

In primo luogo, l'Intelligenza Emotiva aiuta a formarsi un quadro abbastanza preciso della persona che si ha di fronte permettendoci di minimizzare l’incertezza e adottare un atteggiamento più aperto. Inoltre, l'Intelligenza Emotiva comporta anche un certo grado di fiducia in se stessi, che, probabilmente, si proietta sugli altri.

3. Riduce lo stress

Numerosi studi hanno scoperto una correlazione positiva tra Intelligenza Emotiva e bassi livelli di stress. Ad esempio, i ricercatori dell'Università di Cincinnati hanno reclutato 200 persone sottoponendole a diversi compiti che generano diversi gradi di stress. Così hanno potuto vedere che quelli con una maggiore Intelligenza Emotiva si stressavano meno. La chiave risiede nel fatto che queste persone usano delle strategie di gestione dello stress che sono molto efficaci e che consentono di regolare l'intensità delle emozioni negative controllandone gli effetti.

Uno studio ancora più interessante realizzato dalla Yale University è andato oltre scoprendo come il corpo delle persone emotivamente intelligenti risponde allo stress. Questa volta i ricercatori hanno potuto vedere che anche in situazioni di stress, queste persone mostravano livelli più bassi di cortisolo (l'ormone dello stress) e una pressione sanguigna più bassa. Ciò indica che affrontare i conflitti ed i problemi con l'Intelligenza Emotiva aiuta davvero ad alleviare gli effetti dello stress, anche a livello fisico e anche se non ne siamo consapevoli.

L'Intelligenza Emotiva può essere sviluppata?


L’Intelligenza Emotiva è un insieme di competenze che ci permettono di riconoscere e regolare sia le nostre emozioni che quelle degli altri. Ciò implica che non si tratta di una capacità innata ma si può sviluppare durante tutta la nostra vita. Infatti, vi sono dei corsi di Intelligenza Emotiva nei quali si lavora su diverse abilità. L’aspetto interessante è che con questi corsi non si ottengono solo dei risultati molto rapidi, ma anche stabili nel corso del tempo.

Tuttavia, se si opta per uno di questi corsi, meglio assicurarsi che siano tenuti da un'università accreditata o da centro psicologico serio, dato che questi problemi sono spesso terreno fertile per tanti guru improvvisati che promuovono ricette facili, senza alcun fondamento scientifico.

La maggior parte di questi corsi dedicano qualche ora ad analizzare il concetto di Intelligenza Emotiva e alle basi che la sostengono e poi passano alle attività pratiche, attraverso le quali vi verrà insegnato a identificare le vostre emozioni, le loro cause e come gestirle per ottenere il massimo beneficio. Dal punto di vista sociale, si lavora sull'empatia e sulla capacità di affrontare i conflitti evitando che le emozioni negative prendano il sopravvento.



Fonti:
Carl, N. & Billari, F. C. (2014) Generalized Trust and Intelligence in the United States. PlosOne; 9(3).
Freedman, J.; Morrison, J. & Olsson, A. (2010) Leadership Success and Emotional Intelligence in the Middle East. 6 Seconds
Gerald, M. et. Al. (2006) Emotional intelligence, personality, and task-induced stress. Journal of Experimental Psychology: Applied; 12(2): 96-107.
Parker, J. et. Al. (2004) Emotional intelligence and academic success: examining the transition from high school to university. Personality and Individual Differences; 36(1): 163-172.
Salovey, P. et. Al. (2002) Perceived Emotional Intelligence, Stress Reactivity, and Symptom Reports: Further Explorations Using the Trait Meta-Mood Scale. Psychology & Health; 17(5): 611-627.

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Jennifer Delgado Suárez

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