16 gennaio 2015

3 effetti curiosi della noia


È probabile che in più di una occasione abbiate sperimentato quella sensazione di vuoto, di non sapere cosa fare, non trovando soddisfazione nelle cose comuni e sentendovi annoiati fino alle lacrime. Tuttavia, la noia non è solo mancanza d’interesse per le cose, le sue conseguenze sono molto più profonde così come le cause. Questi sono alcuni degli effetti della noia:

1. Altera la percezione del tempo

I ricercatori dell'Università di Waterloo, in Canada, hanno reclutato 476 studenti chiedendogli di compilare un questionario con 28 domande progettate apposta per generare la sensazione di noia.

In seguito dovevano completare un'operazione nella quale si valutava la velocità con la quale cambiavano attenzione: dovevano decifrare una o due lettere in una stringa di numeri che passava attraverso lo schermo di un computer. Vale la pena ricordare che, in linea di principio, il nostro cervello ha delle risorse limitate a livello di attenzione, quindi se la seconda lettera arriva troppo presto non saremo in grado di rilevarla, è ciò che si conosce come: "interruzione dell'attenzione".

I partecipanti hanno quindi dovuto guardare un punto in movimento attorno ad un cerchio valutando quanti secondi durava questo movimento. È interessante notare che le persone che hanno mostrato maggiori segnali di noia non avevano difficoltà a individuare le lettere, indicando che la loro attenzione funzionava bene, ma le stime temporali risultavano eccessive. Questo dimostra che non si tratta di una sensazione esclusivamente soggettiva, quando siamo annoiati il tempo è molto più lento.

2. Stimola la creatività

La noia non deve essere negativa. In realtà, per quanto ci dia fastidio essere annoiati, uno studio svolto presso la University of Central Lancashire ha dimostrato che questo stato favorisce la creatività. Come si è giunti a queste conclusioni?

Questi ricercatori hanno reclutato 170 persone. Alla metà di questi venne chiesto di copiare i numeri di una guida telefonica per 15 minuti, sufficiente per farli annoiare. Al contrario, l’altra metà passò direttamente all’attività creativa.

Tutti vennero invitati ad elencare gli usi che potrebbero fare di una tazza di polistirolo. A questo punto è apparso un risultato inaspettato: le persone più annoiate non solo proposero un numero maggiore di utilizzi ma questi erano anche più originali. Perché?

I ricercatori affermano che la noia è un segnale che ci troviamo bloccati e abbiamo bisogno di nuovi obiettivi, così che è probabile che trovandoli affronteremo l’attività con un atteggiamento più positivo e con maggiore entusiasmo. Non ci sorprende a questo punto che alcuni grandi scrittori affermino che per trovare l’ispirazione hanno bisogno di passare un periodo di noia, durante il quale si sentono bloccati, e infine appare l’idea giusta.

3. Rivela una scarsa conoscenza di se stessi

Si tende a pensare che la noia sia legata alla mancanza di stimoli ambientali intorno a noi ma uno studio svolto presso l'Università di York , a Toronto, indica un'altra cosa: la noia sarebbe legata alla mancanza di connessione con le nostre emozioni, un problema che denota la scarsa conoscenza di noi stessi.

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno chiesto a 204 persone di compilare un questionario nel quale si valutava la loro tendenza a cadere vittime della noia, così come il livello di consapevolezza delle loro emozioni e la tendenza a concentrarsi su se stessi o sull’ambiente circostante.

Si è così scoperto una correlazione significativa tra la noia e la tendenza a concentrarsi nell’ambiente. Chi è abituato ad annoiarsi mostrava anche maggiori difficoltà a riconoscere e gestire le proprie emozioni. In realtà, se ci pensate, non si tratta di una scoperta insolita dato che quando si tende a individuare le fonti della nostra soddisfazione all’esterno è probabile che quando restiamo soli con noi stessi o quando gli stimoli cessano di essere interessanti interviene la noia.

Pertanto, la noia può anche essere un segnale che avete bisogno di riconnettervi con il vostro mondo interiore, riscoprire le vostre emozioni e trascorrere più tempo con voi stessi.




Fonti:
Mann, S. & Cadman, R. (2013) Does Being Bored Make Us More Creative? Creativity Research Journal; 26(2): 165-173.
Eastwood, J.D. et. Al. (2007) A desire for desires: Boredom and its relation to alexithymia. Personality and Individual Differences; 42: 1035-1045.
Danckert, J.A. & Allman, A.A. (2005). Time flies when you’re having fun: Temporal estimation and the experience of boredom. Brain and Cognition; 59: 236-245.

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