4 dicembre 2014

5 trattamenti psichiatrici tra i più strani della storia



La psicologia e la psichiatria sono scienze relativamente nuove che si sono evolute soprattutto negli ultimi decenni. Prima che si imponesse il codice etico che conosciamo oggi, i medici potevano fare esperimenti con i loro pazienti e, in alcuni casi, le conseguenze non erano esattamente felici.

1. Terapia del coma insulinico. Tutto cominciò nel 1927, quando un neurologo e psichiatra austriaco di nome Manfred Sakel commise un errore applicando una dose maggiore di insulina, rispetto a quella consigliata, in un paziente diabetico che soffriva anche di psicosi. Il paziente è entrato in coma e una volta uscito da questo stato, il medico riscontrò un miglioramento significativo nelle sue facoltà mentali.

Senza pensarci due volte, questo medico ha iniziato ad applicare questo trattamento ad altri pazienti, soprattutto quelli ai quali era stata diagnosticata la schizofrenia. Normalmente, si praticavano iniezioni per sei giorni alla settimana, per un periodo di due mesi. La dose giornaliera d’insulina veniva aumentata gradualmente fino al punto di provocare il coma, quindi si riduceva.

Dopo aver causato tra i 50 ei 60 episodi di coma, se il medico riteneva che il paziente avesse raggiunto il massimo beneficio, si dava per terminato il trattamento, che generalmente durava due anni.

Sakel dichiarò che il tasso di successo del trattamento variava tra l'80 ed il 90%, così che ben presto venne adottato da altre cliniche sparse per il mondo, ma in seguito i medici cominciarono a mettere in discussione la sicurezza del trattamento dato che spesso causava convulsioni e danni irreversibili al cervello. Inoltre aveva un tasso di mortalità del 4,9% ed il miglioramento riportato era solo temporaneo. Pertanto, la terapia del coma insulinico cadde in disuso.

2. Trapanazione cranica. Si tratta di una procedura chirurgica molto antica che veniva utilizzata principalmente nei rituali religiosi, al fine di liberare la persona dai demoni che la possedevano e che erano responsabili di crisi epilettiche, emicrania, e malattie mentali. A volte, il soggetto conservava l’osso trapanato come un amuleto per mantenere a distanza gli spiriti maligni.

Tuttavia, la trapanazione non era una tecnica esclusiva della preistoria ma veniva praticata anche nel Medioevo e nel Rinascimento. Si considera che in quel momento il tasso di sopravvivenza fosse molto alto e il rischio d’infezione molto basso. Infatti, secondo i dati archeologici, la trapanazione era una procedura abbastanza comune, soprattutto nelle classi alte.

Era una procedura efficace?

Gli scienziati non sono ancora stati in grado di rispondere a questa domanda, ma alcuni suggeriscono che la trapanazione cranica aumenti il volume ematico cerebrale migliorando così il metabolismo del cervello, come oggi possono farlo i vasodilatatori cerebrali. Tuttavia, non è certamente un metodo adeguato per il trattamento dei disturbi psichiatrici, anche se di recente nello Utah, due uomini sono stati giudicati colpevoli di avere praticato la trapanazione cranica ad una donna per trattarne la depressione e la sindrome da affaticamento cronico.

3. Lobotomia. Si tratta di una piccola incisione attraverso la quale l'area prefrontale del cervello viene separata dal resto per fare in modo che le persone che sono inquiete e violente diventino docili. La tecnica è stata creata nel 1935 dallo psichiatra e neurochirurgo portoghese Antonio Egas Moniz e gli valse anche il Premio Nobel nel 1949. Dato che i risultati furono promettenti, la lobotomia cominciò ad essere utilizzata in diversi paesi, al fine di contenere le psicosi e tutti quei disturbi che includono un comportamento violento.

Il vero problema è iniziato quando si cominciò ad usare la lobotomia per prevenire i comportamenti indesiderati anche nei bambini e negli adolescenti ribelli. Molte persone non venivano neppure informate che sarebbero state sottoposte a questa procedura, anche quando questa causava cambiamenti importanti nella personalità e spesso pregiudicava l'indipendenza e l'autonomia del paziente. Tra i molti effetti che causava la lobotomia vi era una diminuzione della capacità cognitiva, la riduzione dell’iniziativa e l’apatia. È come se alla persona fossero state tolte le emozioni e la forza di volontà.

Si stima che tra il 1940 e il 1950 vennero praticate circa 20.000 lobotomie nei soli Stati Uniti, e circa 50.000 in tutto il mondo. Fortunatamente, con l'introduzione dei farmaci antipsicotici, questa procedura è andata scomparendo. Tra le persone famose che subirono la lobotomia incontriamo Rosemary Kennedy, sorella del presidente Kennedy, che rimase completamente invalida, la sorella dello scrittore Tennessee Williams, il violinista Josef Hassid e il pittore Sigrid Hjertén, che è morto subito dopo l’intervento chirurgico.

4. Mesmerismo. Questo trattamento prende il nome dal medico austriaco Franz Anton Mesmer, che fu colui che iniziò ad usare i magneti per curare le malattie mentali. Mesmer iniziò a considerare l’idea del "magnetismo animale" quando fu testimone della straordinaria guarigione di un paziente al quale erano stati applicati magneti su tutto il corpo.

L'idea in sé è venuta prima da Mximilian Hell, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Vienna, ma Mesmer andò oltre, ipotizzando che la chiave risiedeva non nella calamita, ma piuttosto nel magnetismo animale che essa conduceva. Mesmer presumeva che le persone funzionassero come dei magneti, con due poli opposti, e la malattia era secondo lui il risultato di uno squilibrio. Quindi, bastava esporsi all’influenza magnetica per ripristinare l'omeostasi perduta. Ben presto lo scienziato comincia a sperimentare con dei pazienti.

Così, egli procedeva con l'applicazione dei magneti, uno sul lato in alto a sinistra e uno a destra, in modo tale da creare un circuito chiuso che attraversava tutto il corpo. Egli ha anche cercato di trasmettere il flusso magnetico attraverso altri oggetti, magnetizzando l'acqua che bevevano o nella quale si lavavano i malati, magnetizzando anche tazze e piatti, vestiti, letti, specchi e alcuni strumenti musicali pensando che vibrando avrebbero emesso il flusso curativo nell’ambiente.

Come se non bastasse, ha anche creato le famose “vasche della salute”; recipienti di legno che contenevano due file di bottiglie piene d’acqua magnetizzata che correvano verso una barra d’acciaio provvista di punte conduttrici mobili. Una di queste punte veniva applicata nella parte del corpo dolorante. Gli stessi pazienti dovevano sedersi intorno a questo recipiente tenendosi per mano per passarsi il magnetismo l’uno con l’altro.

A poco a poco Mesmer è diventato una celebrità a Vienna perché il suo metodo curava la gotta, le convulsioni, il tinnito, la paralisi, i crampi allo stomaco, i disturbi mestruali, l’insonnia, i dolori al fegato e i problemi alla vista. Tuttavia, a poco a poco prese piede l'idea che a curare non fossero i magneti ma piuttosto il potere della suggestione, così che questo metodo venne archiviato aprendo la strada alla nascita dell’ipnosi.

5. Vibratori per trattare l’isteria. Il disturbo istrionico di personalità non è sempre stato trattato nello stesso modo. Infatti, agli inizi del 1800 veniva raccomandato un trattamento piuttosto curioso. Tutto è iniziato nel New England, dove la masturbazione era ancora considerata un peccato, ma in seguito venne addirittura segnalata come un potenziale trattamento.

A quel tempo, l'isteria era una diagnosi piuttosto comune rispetto ad oggi, dato che si applicava indiscriminatamente a chiunque manifestasse sintomi di nervosismo, insonnia, spasmi, problemi respiratori, irritabilità e perdita di appetito o di desiderio sessuale. Un giorno, i medici si resero conto che la stimolazione vaginale dava sollievo a questi sintomi e, senza pensarci due volte, alcuni di loro si sono dedicati a praticare questi massaggi.

Arriva quindi la fine del XIX secolo, quando fanno la loro comparsa i primi vibratori elettrici. L'idea venne ad un medico inglese di nome Joseph Mortimer Granville, e si può comprendere che rappresentò un grande sollievo per i medici del tempo. Naturalmente, i primi vibratori erano molto primitivi, ma gradualmente ne vennero sviluppati diversi modelli di diverse dimensioni. Nel 1918 vennero addirittura inclusi nei cataloghi di Sears venendo offerti in aggiunta all'acquisto di altri apparecchi.


Fonti:
Steck, A.J. (2010) Milestones in the development of neurology and psychiatry in Europe. Schweizer Archiv fur Neurologie und Psychiatrie; 161(3): 85–89.
Traetta, L. (2007) La forza che guarisce. Franz Anton Mesmer e la storia del magnetismo animale. Italia: Edipuglia.
Jones, K (2000) Insulin coma therapy in schizophrenia. Journal of the Royal Society of Medicine; 93 (3): 147–149.
(2000) ABC ordered to hand over unedited head-drilling tapes. En: RCFP.
Maines, R. P. (1999) The Technology of Orgasm: Hysteria, the Vibrator, and Women's Sexual Satisfaction. Baltimore: The Johns Hopkins UP.
Berrios, G. E. (1997) The Origins of Psychosurgery: Shaw, Burckhardt and Moniz. History of Psychiatry; 8(1):6 1–81.
Lumholtz, C. (1897) Trephining in Mexico. American Anthropologist; 10(12): 389.
Mayer-Gross, W. (1950). Insulin coma therapy of schizophrenia: some critical remarks on Dr Sakel's report. Journal of Mental Science; 96: 132–135.

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Jennifer Delgado Suárez

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