7 novembre 2014

Siete dipendenti dall’infelicità?



Tendiamo normalmente a pensare che le persone siano intrinsecamente motivate a cercare il piacere ed evitare il dolore. Tuttavia, se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto che molte persone sono in grado di sfuggire ai loro problemi. È come se si sentissero bene essendo infelici, anche se si lamentano sempre di essere troppo sfortunate. Perché alcune persone si sentono male ma prendono delle misure per tentare di migliorare, mentre altri sguazzano nei loro problemi e non fanno nulla per risolverli e addirittura inventano dei problemi dove non esistono?

Perché una persona può desiderare di essere infelice?

La dipendenza da infelicità ha diverse spiegazioni:

- Una profonda insicurezza o la mancanza di autostima, così che la persona crede di non meritare di essere felice e di conseguenza non fa nulla per cambiare lo status quo.

- Coloro che sono stati educati con eccessiva disciplina e aspettative non realistiche, così che equiparano l’infelicità con l'amore e il successo.

- Coloro che hanno vissuto diverse esperienze negative per tutta la vita possono provare il desiderio inconscio di ritornare allo status quo infelice perché è l’unica forma di vivere che conoscono, è la loro zona di comfort.

- Quelli che sono orgogliosi del loro essere "realisti", credendo che essere pratici nella vita significhi concentrarsi esclusivamente negli aspetti negativi della stessa.

- A causa di decisioni sbagliate, alcune persone si sentono consumate dal senso di colpa così si auto-puniscono con l’infelicità.

- Alcune persone hanno paura della felicità e dei sentimenti positivi, in generale, perché pensano che dietro alla gioia si nasconda una delusione sicura. In pratica, rifiutano la felicità per paura del dolore che ne conseguirebbe. Il caso classico è quello di chi ha terminato un rapporto di coppia e si rifiuta di amare di nuovo, ma riconosce di essere infelice e che vorrebbe però trovare la sua anima gemella.

- L'insoddisfazione diventa una motivazione per lavorare più duramente; queste persone pensano che se sono felici si rilasseranno e non raggiungeranno mai i loro obiettivi.

- Perché è scandaloso concedersi la felicità quando così tante persone nel mondo sono infelici.

- Quando c'è un disturbo psicologico di base, come la depressione o l’ansia.

Il dato interessante è che le persone che sono dipendenti dall’infelicità non sono davvero così infelici come pensano. Uno studio molto interessante condotto dalle università di California e Florida, ha dimostrato che le emozioni negative non necessariamente escludono le positive; cioè, si possono sperimentare simultaneamente. È quello che succede con i film horror, si prova paura, ma allo stesso tempo, si è felici di provare quell'emozione. Un meccanismo simile potrebbe essere alla base delle persone che si aggrappano all’infelicità, si sentono bene essendo infelici, anche se può sembrare una contraddizione difficile per noi da capire.

Le caratteristiche dell’infelice cronico


Come sappiamo se siamo dipendenti dall'infelicità o, come individuare qualcuno che potrebbe essere classificato come cronicamente infelice?

- Trova ragioni per essere infelice quando la vita è troppo buona con lui.

- Preferisce svolgere il ruolo della vittima e incolpare gli altri, invece di assumersi la responsabilità delle sue decisioni.

- Compete con i suoi amici per vedere chi ha la vita più difficile.

- Si pone degli obiettivi quasi impossibili da raggiungere che gli consentono di lamentarsi continuamente della sua sfortuna o dei fallimenti.

- Non fa nulla per riprendersi quando le cose non vanno come desidera.

- Si sente schiavo delle sue emozioni e delle circostanze ed è convinto che non può cambiare.

- Introduce lui degli elementi che complicano i rapporti interpersonali quando questi funzionano bene.

La felicità è una decisione personale?


Non c'è dubbio che alcune persone hanno dovuto affrontare per tutta la vita delle situazioni molto dolorose e perfino traumatiche. Tuttavia, molti di loro si rialzano, sviluppano la resilienza necessaria e raggiungono la felicità. Al contrario, la maggioranza vive apparentemente una vita ideale e tranquilla, ma non riesce ad essere pienamente felice. Perché?

La risposta è in realtà molto semplice: esistono persone che credono fermamente di poter essere felici e per questo fanno piccoli passi ogni giorno per esserlo davvero.


Fonti:
Sack, D. (2014) Are You Addicted to Unhappiness? In: Psychology Today.
Andrade, E. B. & Cohen, J. B. (2007) On the Consumption of Negative Feelings. Journal of Consumer Research; 34: 283-300.

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Jennifer Delgado Suárez

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