5 novembre 2014

Siamo più facili da ingannare rispetto a un bambino di tre anni



Quasi ogni volta che mi capita di accendere la tv (cosa che faccio raramente), mi trovo di fronte alla classica retorica politica. Nel migliore dei casi, i rappresentanti politici offrono degli argomenti così deboli che non sono in grado di sostenersi da soli. Nel peggiore, che tra l'altro è il più frequente, gli argomenti sono insostenibili semplicemente perché comprendono errori che contraddicono ampiamente la logica. Tuttavia, molte persone credono a queste argomentazioni. Come è possibile?

Un interessante studio condotto presso l'Università di Neuchâtel ci dà un indizio interessante.

Gli psicologi hanno coinvolto 84 bambini di età compresa tra i 3 ei 5 anni e un gruppo di adulti. Ai bambini sono stati mostrati due video nei quali si vedeva una ragazza che aveva perso il suo cane e lo stava cercando.

In uno dei video appariva un personaggio che, con voce neutra, indicava il luogo in cui si trovava il cane: "Il cane è andato in quella direzione, lo so perché l'ho visto." Nell'altro video appariva un personaggio molto simile che indicava una direzione diversa e sempre con una voce neutra, diceva: "Il cane è andato in quella direzione, lo so perché ha seguito quella direzione."

Bambini e adulti dovevano decidere a chi credere e quale fosse la direzione in cui cercare il cane.

Come potete vedere, il primo personaggio si basa nella sua esperienza e fornisce una pista visiva in quanto sostiene di aver visto il cane andare in quella precisa direzione, questo argomento è noto come: "argomento della percezione." Al contrario, il secondo personaggio fornisce una spiegazione circolare; cioè, si basa su di un errore che purtroppo sentiamo spesso e che è quello di dimostrare un argomento utilizzando lo stesso argomento. Il che, ovviamente, non prova nulla ma ci inganna perfettamente.

Chi ha deciso di credere a chi?

Sia i bambini che gli adulti hanno scelto di credere a chi aveva dato la traccia visiva, scartando chi ricorreva ad un ragionamento circolare. Questo ci mostra che anche i bambini di tre anni sono in grado di rilevare tali inganni.

Tuttavia, tutto è cambiato quando è stata apportata una leggera variazione all'esperimento.

Questa volta gli sperimentatori hanno preparato due video che si riferivano ad un gatto che si era perso. Uno dei personaggi dichiarava: "Il gatto è andato in quella direzione" mentre l’altro personaggio che era stato costruito in modo tale da trasmettere l'impressione che avesse più autorità rispetto al primo, ha utilizzato il ragionamento circolare.

A questo punto, i bambini di tre anni di età continuavano a fidarsi della direzione indicata dal primo personaggio, mentre gli adulti ed i bambini più grandi preferivano seguire la direzione indicata dal secondo personaggio. Perché?

Secondo i ricercatori qui entrano in gioco due fattori principali. Da un lato, si preferisce fidarsi di qualcuno che ci dà un argomento, anche quando questo è errato, piuttosto che di qualcuno che semplicemente ci trasmette delle informazioni. Il che, ovviamente, non parla a favore della nostra intelligenza.

D’altra parte, nella stessa misura in cui cresciamo, siamo più propensi a considerare altri dettagli della persona che ci dà le informazioni, come il grado di autorità ed il prestigio sociale. Pertanto, siamo più propensi a credere a queste persone, anche quando i loro argomenti non sono convincenti. Tuttavia, dal momento che i bambini di tre anni di età non si sono ancora inseriti pienamente nella società (cioè non ne comprendono pienamente le regole e l'organizzazione), sono immuni da questi dettagli.

Qual è la morale? Non credete a tutto quello che sentite, analizzate sempre se gli argomenti sono validi, non importa chi li sostiene.


Fonte:
Mercier, H. et. al. (2014) Early sensitivity to arguments: How preschoolers weight circular arguments.Journal of Experimental child Psychology.

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Jennifer Delgado Suárez

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