6 novembre 2014

Ricatto emotivo: Come riconoscerlo e combatterlo



Frasi come: “ti renderai conto di quello che stai facendo", "se mi amassi davvero non lo faresti" o "se facendo così avrai dei problemi non mi chiedere aiuto" sono classici esempi di ricatto emotivo. In realtà, in diverse occasioni quasi tutti siamo stati dei burattini i cui fili erano mossi da altri.

A volte è molto facile riconoscere il ricatto emotivo, ma in altri casi è complicato perché tutto accade in modo molto sottile. A volte, anche sapendo che siamo vittime di una chiara manipolazione la accettiamo per paura delle conseguenze o semplicemente perché la persona che la mette in atto è qualcuno che amiamo e non vogliamo fargli del male.

Le tre forme più comuni di ricatto emotivo e come le possiamo contrastare

In generale, la manipolazione è il tentativo di controllare ciò che dice, fa e sente un'altra persona violandone i diritti. Il ricatto emotivo in particolare, consiste nell’utilizzare emozioni e sentimenti a questo scopo. Significa fare leva sui punti deboli della persona, mettere il dito nella piaga per ottenere ciò che si vuole.

Il ricatto emotivo viene di solito associato a persone egoiste, subdole e contorte. Questa prospettiva è rassicurante perché ci offre una spiegazione semplice (c'è un bene e un male, un bianco e un nero), ma in realtà, chiunque è in grado di manipolare un altro. Infatti, il ricatto emotivo viene spesso utilizzato dalle persone che più amiamo.

Quando la manipolazione raggiunge gli estremi si trasforma in aggressione, una forma di abuso psicologico che può lasciare tracce profonde nella nostra personalità, minando la nostra autostima e generando sentimenti intensi di frustrazione, rabbia e/o impotenza. Ovviamente, prima mettiamo fine a questa situazione e meglio sarà.

1. Pressione o minaccia
Questa è la forma più diretta ed evidente di manipolazione e l'altra persona dice che se non facciamo ciò che ci chiede ci sarà una punizione. Questa forma di ricatto emotivo è destinato a provocare paura nella vittima, assicurando che ci saranno dure conseguenze che ci colpiranno emotivamente. Nei rapporti di coppia la frase tipica è "se fai così ti lascio."

Come difendersi?

Mostrando alla persona che non temiamo la sua minaccia e che siamo pronti ad affrontare le presunte conseguenze senza crollare. Spesso, quando il ricattatore vede che non cediamo alle pressioni si rende conto che la sua strategia è inutile e l’abbandona. Ad esempio, un partner manipolatore può dire, "ti amo, ma sono anche libero di fare quello che voglio, se questo fa sì che mi lasci, io non posso farci niente."

2. Senso di colpa

Si tratta di una forma di ricatto emotivo più sottile, ma molto diffusa. In sostanza, si cerca di farci credere che siamo persone cattive, se non obbediamo. La frase tipica utilizzata dai genitori è: "con tutto quello che ho fatto per te è così che mi ripaghi", mentre nel rapporto di coppia si suole dire: "se non lo fai è perché non mi ami più." Lo scopo di queste affermazioni è quello di farci sentire in colpa, convincerci che ci comportiamo male.

Come difendersi?

Facendo capire al ricattatore che non cadremo nella sua rete. È necessario fargli capire chiaramente che non pensiamo di essere una persona cattiva solo perché non ci pieghiamo ai suoi desideri. Ditegli che anche voi avete dei bisogni, dei desideri e dei sogni, e avete tutto il diritto del mondo di tentare di realizzarli. Ricordate che continuare a stare vicino ad una persona solo per pietà o senso di colpa non è una sensazione piacevole e alla fine finirà per danneggiare entrambi.

3. Regali

Questa è una delle forme più subdole di ricatto emotivo e anche una delle più difficili da individuare, perché la persona utilizza regali e promesse per ottenere ciò che vuole. L'esempio classico è il genitore che promette al bambino un regalo se riceve una buona pagella o un partner che ricorre ad una montagna di regali quando vuole che l’altro si pieghi alla sua volontà.

Come difendersi?

Facendogli capire che lui è libero di fare i regali che desidera, ma che questo non gli dà il diritto di prendere delle decisioni sulla vostra vita. Ricevere un dono non significa che dovremmo metterci in balia del ricattatore. Va ricordato che nelle relazioni equilibrate, una persona deve dare per la pura gioia che provoca tale atto, se l’altro si aspetta qualcosa in cambio è come se stesse tentando di comprare il vostro amore o l’obbedienza.

La prossima volta che dovete affrontare un ricatto emotivo, tenete a mente le parole di Hermann Hesse: "Quando temiamo qualcuno è perché a questo qualcuno gli abbiamo concesso del potere su di noi."

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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