16 ottobre 2014

Agire con equanimità



Immaginate che ci sia una persona anziana seduta in un parco che sta guardando alcuni bambini mentre giocano. Non si tratta di una persona giovanile, ma di qualcuno che ha vissuto pienamente la sua vita. I bambini giocano nella sabbia con un camion e una pala giocattolo, ma improvvisamente la pala si rompe e i bambini si spaventano, piangono, si arrabbiano. Cosa pensate che farà la persona anziana? Come reagirà?

Pensate che la persona gli dirà: "non piangete, non è un problema, nella vita dovrete affrontare problemi peggiori"? Pensate che la persona anziana si sentirà triste e piangerà con i bambini? Ovviamente no!

La maggior parte delle persone anziane ha abbastanza esperienza per sapere che si tratta solo di una pala giocattolo, e che i giocattoli si rompono, è normale. Tuttavia, gli anziani sono anche in grado di capire che in quel momento i bambini stanno vivendo la rottura della pala come un problema. Cosa significa questo? Quello che voglio dire è che le persone anziane riescono a capire i bambini, comprendono ciò che sentono, ma sono tuttavia in grado di prendere la giusta distanza psicologica necessaria per aiutarli.

Questo, grosso modo, è ciò che si intende per equanimità. Infatti, quando andiamo a raccontare a qualcuno i nostri problemi non ci aspettiamo che inizi a piangere con noi, desideriamo che ci comprenda, ma anche che ci appoggi, che sia più forte di noi, per aiutarci a vedere le cose in una prospettiva diversa.

Imparare ad agire con equanimità (preferibilmente prima di raggiungere la vecchiaia), non solo ci permetterà di aiutare le persone che amiamo, ma anche noi stessi, ed è la chiave per vivere una vita più appagante ed equilibrata.

Com'è una persona equanime?


L’equanimità implica armonia, significa fornire una risposta proporzionata agli stimoli mentre si cerca di mantenere l'equilibrio psicologico. Una persona sobria sa che tutto è mutevole e quindi non si aggrappa alle cose, ma neppure le rifiuta, piuttosto le accetta.

Tuttavia, questo non significa che la persona sobria non provi emozioni e sentimenti, tutto il contrario. Questa persona è compassionevole e sensibile, ma è anche equilibrata, in questo modo riesce ad analizzare le situazioni da una prospettiva più obiettiva. Questo gli permette di reagire meno intensamente agli eventi negativi e concentrarsi di più nel vivere il presente.

Come si sviluppa l’equanimità?


Una buona strategia che vi aiuterà a sviluppare equanimità è quella di capire che la maggior parte dei problemi che affrontiamo nella vita sono difficili, ma non tragici; sono problemi, non catastrofi. Tuttavia, spesso lo dimentichiamo e addirittura utilizziamo degli aggettivi per qualificare le situazioni che dimostrano che tendiamo ad ingigantire i problemi.

Quindi, se si vuole sviluppare equanimità, il primo passo da fare è quello di tenere sotto controllo il vocabolario. Si dovrebbe usare parole come "disastro", "tragedia", "terribile" e "catastrofe", solo quando è veramente necessario. Questo semplice cambiamento vi aiuterà ad allontanarvi un poco dalle situazioni permettendovi di vedere i problemi nella giusta prospettiva.

Tuttavia, accettare pienamente l'idea che tutto cambia è il pilastro fondamentale dell’equanimità. Quando ci si rende conto che il mondo intorno a noi è in continua evoluzione, la nostra prospettiva cambierà, perché ci renderemo conto che è più facile seguire il flusso della "corrente universale" piuttosto che combatterla.

Naturalmente, questi cambiamenti non avvengono da un giorno all'altro. Alcune persone necessiteranno di settimane o addirittura mesi, mentre altri addirittura anni. L'equanimità non promette una strada facile, ma un approccio più equilibrato alla vita.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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