1 settembre 2014

Combattere la paura: La chiave sta nell’esprimere le emozioni



Descrivere i nostri sentimenti e le emozioni può essere una strategia efficace per combattere la paura? Potrebbe aiutarci a sentirci meno ansiosi e a controllare la paura? Queste sono le domande sollevate dai ricercatori della UCLA, i quali suggeriscono che dare un nome alle emozioni, proprio quando le stiamo vivendo, aiuta ad eliminare la paura.

Minimizzare o riconoscere le paure: Qual è la strategia vincente?

Senza pensarci due volte, questi ricercatori hanno reclutato 88 persone che avevano paura dei ragni. L'obiettivo era che si avvicinassero a un enorme tarantola viva contenuta in un recipiente aperto. Ai partecipanti è stato detto che potevano avvicinarsi quanto volevano e potevano anche toccare il ragno, se lo volevano.

I volontari sono stati divisi in quattro gruppi. Al primo gruppo è stato chiesto di descrivere le emozioni che stavano vivendo e che etichettassero le loro reazioni davanti alla tarantola. Ad esempio, si poteva dire, "Sono ansioso e spaventato perché questo ragno è terrificante."

Nel secondo gruppo, i volontari avrebbero dovuto usare dei termini più neutrali che non trasmettessero paura o disgusto, cercando di rendere l'esperienza meno minacciosa. Ad esempio, potevano dire, "quel piccolo ragno non può farmi del male, io non ho paura". Vale la pena ricordare che questo è l'approccio che noi di solito utilizziamo per cercare di combattere la paura. Cioè, minimizzare le cose che temiamo cercando di convincerci che non c’è ragione per avere paura.

Nel terzo gruppo, i volontari dovevano semplicemente dire qualcosa di irrilevante mentre nel quarto gruppo le persone avrebbero dovuto solo tacere. Che cosa è successo? Qual è stata la strategia migliore per combattere la paura?

Una settimana dopo, a tutti veniva chiesto di tornare nel laboratorio per essere esposti nuovamente alla tarantola mentre le loro risposte fisiologiche venivano monitorate. Così è stato osservato che le persone del primo gruppo (quelli che riconoscevano la paura e verbalizzavano le emozioni) si avvicinavano di più al ragno e mostravano meno paura. Di fatto, gli stessi ricercatori furono sorpresi dal fatto che un intervento così banale potesse produrre risultati tanto sorprendenti.

Il potere delle emozioni
I ricercatori pensano che il semplice fatto di riconoscere le nostre emozioni ed esprimerle verbalmente genera un processo di transizione. Cioè, ci permette di divenire consapevoli di cosa sta accadendo e dare un senso a quello che stiamo vivendo. E sappiamo benissimo che quando abbiamo una spiegazione a portata di mano, la sensazione di controllo aumenta e genera sicurezza e fiducia.

La cosa divertente è che più termini negativi venivano usati, meno paura provavano le persone e più si avvicinavano al ragno. In altre parole, la descrizione della tarantola come una realtà terrificante è stata molto utile per combatterne il terrore.

Ovviamente, questo è un cambiamento di paradigma molto interessante, soprattutto perché la maggior parte delle persone cerca di combattere la paura convincendosi che questa non esiste. Tuttavia, il nostro cervello non è stupido e non si può sempre convincerlo che le sensazioni percepite non sono dovute alla paura. Così, la prossima volta che dovete affrontare la paura, forse potete utilizzare questa strategia con dei buoni risultati.

Fonte:

Tabibnia, G.; Lieberman, M. D. & Craske, M. G. (2008) The lasting effect of words on feelings: Words may facilitate exposure effects to threatening images. Emotion; 8(3): 307-317.

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Jennifer Delgado Suárez

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