18 agosto 2014

L’inganno si presenta in piccole dosi



C'è una parabola popolare che dice che, se si mette una rana in una pentola di acqua bollente salterà fuori e fuggirà immediatamente percependo la minaccia. Tuttavia, se la si mette in una pentola di acqua fredda e lentamente si aumenta la temperatura, questa non fuggirà, con le gravissime conseguenze che ciò comporta.

Alcuni sostengono che questi esperimenti siano stati realizzati davvero, più o meno nel XIX secolo, e abbiano dimostrato che questa storia ha un fondamento reale. Oggi non siamo così sicuri che ciò sia vero e io non pretendo controllarne la veridicità, ma la storia in sé è interessante perché ci porta a riflettere su come affrontiamo i cambiamenti quando questi si verificano gradualmente.

In effetti, può essere che a un certo punto della nostra vita ci siamo ritrovati a fare cose che in precedenza pensavamo fossero impossibili per noi, perché non corrispondono al nostro sistema di valori. In questi casi, possono accadere due cose: 1. Ci siamo trovati in una situazione eccezionale e abbiamo dovuto prendere una decisione eccezionale o, 2. Siamo cambiati così lentamente che non ce ne siamo resi conto.

Oggi si cede un poco, domani un poco di più e così si va lentamente rimuovendo i paletti mentali che ci eravamo posti. Ovviamente, questo non è sempre un male, in effetti, è un'ottima strategia per realizzare dei cambiamenti, in quanto rende il processo meno traumatico, ma è importante rimanere sempre vigili, soprattutto se è qualcun’altro a controllare la temperatura dell'acqua e magari potrebbe farsi prendere la mano, così che quando ce ne rendiamo conto potrebbe essere troppo tardi.

Come evitare di trasformarci in una rana bollita?

1. Guardare di tanto in tanto al passato. Non fa male guardare indietro di tanto in tanto per vedere come eravamo e come siamo adesso. Questo esercizio d’introspezione è molto utile perché sarà non solo un segnale di avvertimento che ci indicherà la temperatura dell'acqua, ma ci permette anche di sapere a che punto del cammino ci troviamo, come siamo arrivati ​​qui e quanto resta da percorrere.

2. Vi piacete? Non è una domanda retorica, quando tornate indietro nel tempo, chiedetevi se vi piace la nuova persona che siete ora. Siete diventati una persona più sicura e felice o, al contrario, siete più insicuri e infelici rispetto a prima? Se non vi piace quello che vedete, forse è il momento di riconsiderare come siete arrivati ​​qui e cosa dovete fare per non seguire il sentiero sbagliato.

3. Che controllo avete sulla vostra vita? Non è una domanda banale perché le persone vengono spesso coinvolte in situazioni come quella della rana e terminano per non rendersi conto che stanno perdendo gradualmente il controllo delle loro vite. È normale che un'altra persona, che può essere un coniuge, un genitore o addirittura il capufficio, prenda il controllo. A questo proposito, valutate le ultime decisioni più importanti che avete preso nella vostra vita e pensate a quanto possono avere inciso le persone intorno a voi in queste decisioni. Ricordate che una cosa è considerare le opinioni e le esigenze degli altri, e un'altra è subordinare la vostra vita ai loro desideri, ignorando i vostri.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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