26 maggio 2014

Le supposizioni: Perché possono diventare nostre nemiche?



Buddha disse una volta che: "il tuo peggior nemico non può fare più danni dei tuoi pensieri" e questa frase è particolarmente accertata nel caso delle supposizioni.

Ogni giorno facciamo centinaia di supposizioni anche se non ce ne accorgiamo. Mentre parliamo con un collega sul lavoro, quando andiamo per strada, quando prendiamo un caffè al bar e anche quando facciamo acquisti. Tuttavia, la cosa interessante è che tutto questo processo avviene praticamente a livello inconscio. Diamo per scontato molte cose, ma non siamo consapevoli dell’influenza di questo tipo di pensiero. In effetti, le ipotesi diventano un compagno fedele durante il cammino della nostra vita, e a malapena le notiamo.

Ma ... cosa sono le supposizioni?

Supporre significa elaborare delle ipotesi basate su indizi che ci aiutano a giungere ad una conclusione che diamo per certa, anche quando esistono buone probabilità che non lo sia. Il problema principale delle ipotesi è che si danno per scontate, non si mettono in discussione, si assumono come verità assolute, quando in realtà sono solo una possibilità in una vasta gamma di opzioni.

L'esempio classico è la donna che aspettava il marito mentre questo era in ritardo. La donna comincia ad unire i puntini (seguendo una logica che esiste solo nella sua mente), e conclude che non è rientrato perché la tradisce con un altra. Infatti, se la persona è insicura e gelosa, ha la tendenza ad interpretare ogni situazione come un segno di infedeltà e raggiunge quindi la conclusione (che può essere vera o meno), ma che lei considera sicura al 100%.

In questo modo, si costruisce un dramma partendo da un equivoco. Noi facciamo ipotesi su come gli altri pensano, sentono e agiscono. E il peggio è che reagiamo emotivamente a queste ipotesi perché pensiamo che siano la verità. Sappiamo che il nostro cervello non discrimina molto tra la realtà oggettiva e ciò che si pensa essere vero. Vale a dire, tornando all'esempio precedente, il cervello di questa donna non si preoccupa di stabilire se il marito la tradisce davvero o no, è convinta che sia così e reagisce con rabbia e tristezza.

Come potete immaginare, le ipotesi sono la causa di molte discussioni e conflitti nelle relazioni perché la persona parte da una base che considera certa e si chiude ad altri argomenti.

Perché facciamo delle supposizioni?

Il nostro cervello odia l'incertezza e il caos, e come se si trattasse di una segretaria efficiente, ama programmare, organizzare, classificare, trarre delle conclusioni. Insomma, intenta dare sempre un senso al mondo che ci circonda e alle cose che ci accadono.

Il problema nasce quando le cose non hanno senso, quando ci sentiamo insicuri e diffidenti. In questi casi cerchiamo di individuare dei segnali ambientali che ci aiutino a elaborare una spiegazione. Tuttavia, non siamo in grado di valutare obiettivamente tutti questi segnali, ma abbiamo scelto quei pezzi della realtà che ci aiutano a dare un senso all’una o all’altra ipotesi. Appena giunti ad una conclusione che ci soddisfa (e sottolineo soddisfa perché questa ipotesi dovrebbe adattarsi perfettamente al sistema di credenze che abbiamo costruito così che nel nostro cervello che ama l’organizzazione non si produca del caos) la assumiamo come valida.

Ad esempio, negli ultimi anni in Europa si è sviluppato un forte sentimento xenofobo. In realtà, ci sono varie ragioni a favore e anche contro l'arrivo di immigrati stranieri, ma quelli che già avevano dentro di loro il seme della xenofobia (un sistema di credenze precedenti) considerano solo gli esempi negativi ignorando i positivi.

Possiamo smettere di fare ipotesi?

Scherzi a parte, smettere di fare delle ipotesi è complicato perché è un meccanismo naturale, una tendenza radicata che ci spinge a cercare risposte e spiegazioni. Ciò che è importante è imparare a educare le nostre supposizioni per diminuire l’impatto che hanno su di noi. Così la prossima volta che stai ipotizzando qualcosa prima di darlo per scontato, chiedi.

In realtà, porre delle domande e chiedere pareri diversi è il modo migliore per espandere i nostri orizzonti e per includere nuove prospettive nella nostra analisi. Se una persona è in ritardo ad un appuntamento, non date per scontato la causa, basta chiedere cosa è successo quando questa persona arriva. Se vi sembra che il capo vi guardi in modo strano non pensate in modo paranoico che ce l’abbia con voi, aspettate il momento giusto e chiedete la ragione.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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