18 aprile 2014

I riti: Perché ci fanno sentire meglio?


In lungo e in largo per il mondo sono molti i riti praticati nelle diverse culture, alcuni diffusi in culture diverse e altri specifici solo in determinate aree geografiche, ma tutti hanno una cosa in comune: promuovono la speranza, aiutano ad affrontare la tristezza e generano una sensazione di controllo.

In realtà, sono sempre più numerosi gli psicologi che hanno cominciato a considerare che il vero obiettivo (forse a livello inconscio) dei riti è proprio quello di farci sentire più rilassati e fiduciosi, in quanto aumentano la sensazione di controllo che abbiamo sul nostro ambiente (anche se in realtà non è così). Inoltre, alcuni professionisti vanno oltre affermando che anche gli atei possono beneficiare dei rituali.

Infatti, alcuni ricercatori della Harvard Business School hanno reclutato per un esperimento 247 persone con un'età media di 33 anni, le quali sono state invitate a scrivere di una perdita subita in passato o di una relazione che si è conclusa. Alla metà di loro è stato chiesto di scrivere anche di un rituale particolare che li avesse aiutati ad affrontare quei momenti tristi. I risultati sono stati contundenti: quelli che avevano ricordato i riti si sentivano meno colpiti dalla perdita. Cioè, mostravano di provare un dolore meno grave.

Tuttavia, i ricercatori non erano soddisfatti di questi risultati così hanno escogitato un secondo esperimento. Questa volta hanno reclutato 109 studenti dicendogli che uno di loro avrebbe potuto vincere un premio di 200 dollari e, al fine di aumentare ulteriormente il valore del premio, li hanno invitati a scrivere alcune parole in merito a cosa significasse per loro essere il vincitore e come avrebbero utilizzato il denaro.

Velocemente si scelse un vincitore e questi lasciò immediatamente la stanza. Alla metà dei partecipanti venne quindi chiesto di eseguire un rituale composto da 4 fasi: in primo luogo avrebbero dovuto trascrivere su di un foglio i loro propri sentimenti in merito alla perdita, quindi dovevano cospargere la carta di sale e infine strapparla e contare fino a dieci. Gli altri partecipanti non ricevettero alcuna indicazione, e avrebbero così rappresentato il gruppo di controllo.

Cosa accadde? Che gli studenti ai quali fu chiesto di eseguire questo strano rituale avevano riferito di sentirsi meno arrabbiati e meno tristi rispetto agli altri.

I ricercatori ritengono che il fatto di avere eseguito alcuni passaggi strutturati aveva aiutato a promuove una sensazione di controllo, un necessità essenziale che abbiamo noi esseri umani, soprattutto quando ci troviamo di fronte a una perdita. Quindi, non importa se si tratta di un rito cattolico, buddista, musulmano o solo di una serie di passaggi che noi stessi abbiamo inventato, questo ci permette di sentirci confortati e allevia il nostro dolore semplicemente perché aumenta la nostra sensazione di avere il controllo sull'ambiente circostante e nello stesso tempo aumenta la fiducia nel nostro potenziale e ci rende più ottimisti circa il futuro.

Fonte:
Norton MI, and Gino F (2013) Rituals Alleviate Grieving for Loved Ones, Lovers, and Lotteries. Journal of Experimental Psychology.

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Jennifer Delgado Suárez

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1 commmenti

Interessante :) Anche io penso che avere un rituale , praticare un'attività religiosa o laica che ci piace possa contribuire a renderci meno ansiosi o preoccupati,stimolando sensazioni positive e rafforzando il nostro senso di appartenenza ad un qualcosa di più "grande". Io , ad esempio,provo gioia e son felice praticando lo yoga e la meditazione. Tuttavia credo che la pratica di qualsiasi rituale o attività,anche religiosa, non debba assumere connotazioni rigide o dogmatiche , che impediscano la comprensione profonda ,senza giudizi di valore, di noi stessi e degli altri :)

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