3 marzo 2014

Odio: Insieme al rancore rappresenta una trappola


Nell’ambulatorio dello psicologo spesso arrivano persone che dicono di odiare o provare risentimento verso l’ex partner, il figlio o il padre che lo ha abbandonato, i politici, i preti, gli stranieri... beh, l'elenco delle persone che si possono odiare è praticamente infinita.

Molte volte queste persone hanno un motivo fondato per odiare, in un modo o nell'altro, si sono sentiti abbandonati o ingannati e questo ha suscitato in loro un forte sentimento negativo. La cosa divertente è che pensano che il loro odio faccia stare male l'altro. Non si rendono conto che stanno danneggiando solo se stessi.

L'amarezza e l’odio sono due sentimenti molto profondi che quando sono profondamente radicati finiscono per danneggiare la nostra mente e anche l’organismo. Perché tutti i sentimenti negativi che proviamo, soprattutto se nutriti per anni, terminano per ritorcersi contro di noi causandoci molta sofferenza.

L'odio e il rancore, in definitiva, sono un profondo risentimento verso qualcuno e si basano nella necessità di dire qualcosa che non si è mai stati in grado di esprimere (o almeno non con l'intensità con cui si sarebbe voluto). La persona, in un certo senso, è delusa e comincia a generare nella sua mente una serie di idee negative verso la persona oggetto del suo odio. Nel corso del tempo, queste idee diventano sempre più intense e possono causare numerosi problemi, dall’ansia alle malattie psicosomatiche (in realtà, ci sono anche scuole di pensiero che sostengono che l'odio profondo è una delle cause del cancro, ma questo non è ancora è stato dimostrato scientificamente).

In un modo o nell'altro, la verità è che passare attraverso una vita piena di odio e di risentimento è come portare continuamente un pesante fardello sulle nostre spalle . Quindi, oltre ai sentimenti negativi, ci si nega anche la possibilità di essere felici. In breve, comunque la si veda, questi sentimenti non generano nulla di positivo. Quindi è meglio lavorarci sopra attentamente per rimuoverli una volta per tutte.

Come eliminare l'odio e il risentimento?

1. Parla con la persona che ti ha offeso e digli come ti sei sentito. Nel caso in cui questo non si possa fare, si può utilizzare la tecnica della sedia vuota. In pratica, vi mettete di fronte a una sedia e immaginate che ci sia la persona oggetto del vostro risentimento. Ditegli quello che pensate. Vi assicuro che questa è una tecnica ad altissimo potere catartico, vi sentirete molto meglio quando avrete finito.

2. Accetta l’imperfezione. Tanto gli individui come le organizzazioni di ogni genere sono imperfetti, e non sempre sono in grado di soddisfare tutte le vostre esigenze e aspettative. É importante imparare a convivere con questo fatto.

3. Non trasformarti in giudice. Dietro all'odio e all'amarezza quasi sempre si nasconde il giudizio e la sensazione di essere migliore dell'altra persona (quella che ha commesso l'errore). In realtà, ognuno di noi è diverso. Imparare a giudicare solo noi stessi invece di muoverci attraverso la vita indossando la veste del giudice, ci aiuta non solo a eliminare questi sentimenti negativi, ma ci renderà anche molto più felici.

4. Accetta che prima o poi tutto cambia. Il mondo è in continua evoluzione e le persone con esso. Forse non avete notato che quella persona è cambiata, solo perché siete troppo immersi nell'immagine che vi siete fatti di lui/lei da non rendervi conto che questa non corrisponde più alla realtà.

5. Impara a lasciare perdere. Nella vita possiamo sperimentare molte cose che consideriamo ingiuste. A volte, comunque lo si consideri, è difficile trovare il lato positivo a ciò che abbiamo vissuto. In questi casi, è meglio lasciar perdere invece di farci consumare da amarezza e odio.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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Lei stessa ammette che quando odiamo spesso è per fondati motivi, concordo con Lei che il primo a stare male, forse l'unico, è colui che odia. Tuttavia le tecniche da lei proposte faranno anche ritrovare la propria serenità interiore, ma non risolvono il motivo scatenante. Il che a sistema produce una società dove nuocere al prossimo è conveniente poichè non si è tenuti a rispondere dei danni provocati.

Io sono riuscita ad esprimere il mio risentimento ad una persona che mi ignorava e non mi accettava nell ' esistenza del gruppo famigliare. Non so se ha letto i miei messaggi poiché mi aveva telefonato per invitarmi ad una festa non ho retto e ho risposto che ormai dopo tutti sti anni ad odiarmi ed ignorarmi non m'interessa piú . Fatto sta che ora che ho scaricato sto meglio. Non lo accetterà ma le ho detto della mia sofferenza. Ora è lei ad odiarmi per il mio rifiuto .
Mi dispiace però ora posso finalmente lasciarmi alle spalle sta cosa.
Non si sa mai di cosa è fatto domani 😀

In pratica, e se ho ben capito: se si riceve il male fisico o psicologico o morale dagli altri, bisogna accettarlo, riderci sopra e prepararsi a nuovi mali e danni. Non si può odiare perchè questo ci si ritorce contro. Pertanto gli str... ed i bast....... di cui questo pianeta è pieno sono autorizzati a fare la qualunque. Ho capito male?

In pratica hai capito bene...al 50% però. Il restante 50% significa che non si tratta di "offrire sempre l'altra guancia", secondo la teoria giudaico-cristiana dalla quale siamo tutti (o quasi) condizionati in occidente, ma piuttosto di evitare, allontanadoci il più possibile da queste persone, di avere rapporti con gli str... ed i bast... che sono appunto tanti su questo pianeta. Una soluzione potrebebe essere la seguente: quando intorno a noi le persone buone sono la maggioranza e le altre sono in minoranza, basta allontanarsi ed evitare le seconde, quando invece notiamo che intorno a noi la maggioranza delle persone è irrecuperabile e inqualificabile allora, anche secondo antica saggezza, non resta che fare le valige e andare altrove, il più lontano possibile.

Allontanarsi... certo, darla vinta e arrivederci.
Non ci siamo proprio. Quindi, per fare un esempio esagerato, l'Europa non avrebbe dovuto uccidere tutti i nazisti necessari (più qualche extra per soddisfazione), ad eliminare il problema, ma rassegnarsi e andarsene, che so, su Marte?
Non ci siamo proprio, se i motivi sono fondati, l'assenza di una "soddisfazione/rivalsa" non rappresenta affatto una vittoria, ma un colpo subito e non restituito con tanto di privazione dello "spazio" perché siamo noi a doverci ritirare.
Non ci siamo proprio per niente!

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