24 marzo 2014

Il desiderio: L’inganno del consumismo


In Psicologia, i confini tra il desiderio e la necessità sono ben definiti ma nella vita reale di tutti i giorni non sempre è facile separare ciò che si desidera da quello che ci serve realmente. Il motivo è semplice: arriviamo a desiderare qualcosa con una intensità tale che questa arriva a trasformarsi in una necessità reale. O sarebbe meglio dire che ne facciamo una condizione per essere felici, per stare bene, per sentirci completi ...

Da cosa dipende la confusione

Negli ultimi decenni c'è stato un tale incremento nella produzione a qualsiasi livello che sembrerebbe che il nostro unico obiettivo sulla faccia della terra si quello di acquistare dei prodotti: l'ultimo modello di auto, il cellulare ipertecnologico, essere sempre alla moda in tutto, avere una casa grande e moderna... Alla fine, non ci rendiamo conto che ci immergiamo volontariamente in una spirale senza fondo che ci spinge sempre più in basso.

Tuttavia, molte delle cose che acquistiamo non ci servono. Semplicemente le desideriamo. Sono state le ingegnose e spiritose campagne pubblicitarie create dalle diverse marche che ci hanno fatto credere che abbiamo bisogno di determinate cose per sentirci felici, completi e inseriti nel gruppo sociale in cui viviamo.
Sapevate, per esempio, che le cuffie bianche della Apple hanno come fine non solo quello di distinguersi dalla concorrenza, ma anche di creare un senso di appartenenza al gruppo? Cioè, quando è esploso il fenomeno dell’mp3, chi possedeva degli auricolari bianchi si distingueva dal resto dei comuni mortali. Così tutti sapevano, osservando quella persona, che possedeva un riproduttore della Apple, e che quindi, aveva anche un determinato potere d'acquisto e apparteneva ad un ben definito gruppo sociale (il classico gruppo al quale quasi tutti vogliono appartenere: i giovani della classe medio-alta).

In quei momenti, ciò che è un semplice desiderio (avere un iPod) diventa una necessità. Perché pensiamo che saremo felici solo se avremo questo dispositivo. Cioè, vincoliamo il nostro benessere ad un semplice desiderio.
E questa confusione non si limita solo ai beni materiali, ma è evidente anche in molti altri aspetti della vita, dalle relazioni di coppia al lavoro.

Definizione dei concetti

A questo punto, credo che sia importante fare un passo indietro e rivalutare i nostri veri bisogni. Per fare questo, è necessario partire dalle differenze tra necessità e desiderio. In primo luogo, dobbiamo capire che l'essere umano ha due tipi di bisogni: primari e superiori. I bisogni primari comprendono la respirazione, l’alimentazione, un tetto sicuro sotto il quale sentirsi protetti, il riposo, e pochi altri. Le esigenze superiori sono quelle che non sono essenziali per la sopravvivenza, ma sono importanti per il nostro sviluppo personale: come la necessità di relazionarsi con gli altri, di amare ed essere amati.

Come si può immaginare, queste esigenze possono essere soddisfatte in modi diversi. Se abbiamo fame, possiamo mangiare a sazietà del semplice pane, ma possiamo anche optare per del caviale. A questo punto entra in azione il desiderio; cioè, il bisogno cessa di essere una sensazione diffusa e generica della carenza di qualcosa e si concentra su di un oggetto preciso. Smettiamo di provare fame e sviluppiamo il desiderio di mangiare il caviale.

Dal momento che nella società occidentale vediamo più o meno soddisfatti tutti i nostri bisogni primari, il desiderio è riuscito a conquistarsi molto spazio. Così, dal momento che non proviamo più una vera e propria “fame”, spesso tendiamo a desiderare alcuni piatti piuttosto che altri. Naturalmente, questo atteggiamento si estende a molti altri aspetti della vita.

Più desideri = Maggiore infelicità

La famosa frase "non è più felice chi più ha, ma chi meno desidera" calza a pennello. In primo luogo, credo che avere dei desideri sia qualcosa di positivo che può aiutare a crescere come persone, ma solo se ci poniamo degli obiettivi realistici e stabiliamo dei piani d'azione adeguati. Questa non vuole essere una crociata contro tutti i desideri ma piuttosto contro i desideri superficiali, quelli per i quali siamo disposti a sacrificare la nostra felicità e senza i quali potremmo vivere perfettamente, forse anche meglio.

Fortunatamente, l'antidoto è semplice: chiediti se è davvero necessario ciò che desideri e come lo useresti. Chiediti sempre se esiste un altro modo, forse più semplice e naturale, per soddisfare le tue necessità.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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