20 febbraio 2014

Come combattere l’ansia: I medicinali


I farmaci sono da sempre un opzione rapida ed efficace per eliminare un problema di salute. Ma questo non significa che rappresentino la migliore alternativa in assoluto e tanto meno l’unica. Nel caso dei disturbi psicologici come la depressione, l’ansia o le fobie, i medicinali aiutano a diminuire l’intensità dei sintomi ma non eliminano il problema alla radice. Così che una delle lamentele più comuni di chi utilizza i farmaci per combattere l’ansia è che, appena smettono di prenderli, i sintomi tornano di nuovo e a volte con maggiore intensità di prima.

Ma anche così, è certo che l’uso dei medicinali per combattere l’ansia è aumentato in maniera esponenziale nell’ultimo decennio, tanto in Europa come negli USA. Per questa ragione, non è mai di troppo dare uno sguardo al funzionamento degli stessi.

Alcuni medicinali per combattere l’ansia

Non tutti i medicinali per combattere l’ansia sono uguali e tanto meno vengono utilizzati per trattare gli stessi sintomi. Infatti, alcuni hanno molte controindicazioni mentre altri sono più “soavi”. Di seguito elenchiamo i farmaci più comuni:

- Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI). Questi sono i medicinali più utilizzati nel trattamento dell’ansia, dato che rappresentano la prima scelta da parte del medico di famiglia o dello psichiatra.
La ragione è molto semplice: gli SSRI hanno dimostrato essere molto efficaci nel combattere l’ansia, non generano dipendenza, non provocano problemi di memoria, non interferiscono con la psicoterapia dato che non influiscono nello stato di veglia della persona e hanno pochi effetti collaterali (quando questi si presentano generalmente scompaiono nella prima settimana).

Tuttavia, una minoranza di pazienti ha riportato la diminuzione della libido e del piacere sessuale così che vengono utilizzati anche nel trattamento dell’eiaculazione precoce. Un altro svantaggio è che devono essere assunti per 4 o 6 settimane prima di raggiungere la massima efficacia e alcuni SSRI possono causare fastidiosi sintomi di astinenza se sospesi repentinamente. Nel caso delle persone che soffrono di disturbo bipolare, gli SSRI possono scatenare un episodio maniaco e per questa ragione vengono prescritti insieme ad alcuni stabilizzatori dell’umore. Esiste anche l’evidenza del fatto che gli SSRI possano aumentare il rischio di suicidio tra i pazienti più giovani.

Grandi linee, questi farmaci agiscono aumentando i segnali, a livello neuronale, che utilizzano la serotonina. Tra gli SSRI più comuni si trovano: il Prozac (fluoxetina), la Celexa (citalopram), il Lexapro (escitalopram), il Zoloft (setralina), il Paxil (paroxetina) e il Luvox (fluvoxamina).



- Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina (SNRI). Basicamente questi medicinali per l’ansia svolgono la stessa funzione degli SSRI ma influiscono anche sui livelli della noradrenalina. Quando utilizzati nel trattamento dell’ansia, i benefici e gli effetti secondari sono essenzialmente gli stessi degli SSRI e, come questi, devono essere assunti per 4 o 6 settimane per averne il massimo beneficio. Attualmente gli SNRI disponibili sono: Effexor (venlafaxina), la Cymbalta (duloxetina) e il Pristiq (desvenlafaxina).

- Benzodiazepine. In questa classe di medicinali vengono inclusi alcuni farmaci famosi come il Valium (diazepam), lo Xanax (alprazolam), il Klonopin (clonazepam) e l’Ativan (lorazepam). Anche se le benzodiazepine vengono prescritte molto frequentemente nel trattamento dei sintomi dell’ansia, non vengono più considerate un trattamento fondamentale, dato che anche se riducono l’ansia rapidamente, tendono a causare problemi se consumate per un lungo periodo.

Le benzodiazepine causano intolleranza; significa che con il tempo si necessiterà di aumentarne la dose per ottenere lo stesso effetto. Sono anche state associate ad una sindrome d’astinenza particolarmente forte che può causare anche convulsioni, senza menzionare che questi farmaci causano dipendenza.

Le benzodiazepine inibiscono anche la formazione di nuovi ricordi, il ché può avere un impatto negativo nella psicoterapia. Inoltre, questi medicinali possono essere fatali se combinati con l’alcol o gli oppiacei.

Tuttavia, quando utilizzati appropriatamente, le benzodiazepine possono svolgere un ruolo importante nel trattamento dell’ansia. Per esempio, a volte vengono utilizzate in combinazione con uno degli SSRI per accelerare la cura durante le prime settimane di trattamento prima che questo abbia raggiunto la sua massima efficacia.

- Buspirone. Si tratta di un medicinale utilizzato nel trattamento dell’ansia. Come gli SSRI, il buspirone agisce a livello neuronale sui livelli di serotonina ma a differenza di questi che aumentano la quantità di serotonina disponibile per tutti i ricettori, il buspirone agisce solo su di un sottotipo specifico di ricettore della serotonina. Un vantaggio di questa selettività è che il buspirone non provoca gli effetti secondari sessuali associati agli SSRI. Come i primi, anche il buspirone necessita di 4 o 6 settimane per raggiungere la massima efficacia.

- Idrossizina. Come per le benzodiazepine, gli effetti dell’idrossizina si producono rapidamente ma a differenza di queste, l’idrossizina non genera dipendenza e deterioro della memoria. L’effetto secondario più importante dell’idrossizina è quello sedante, ma questo tende a diminuire con il tempo. L’idrossizina combatte l’ansia basicamente agendo come bloccante del recettore dell’istamina.

- Gabapentin. Si tratta di un medicinale che viene utilizzato principalmente nel trattamento delle convulsioni e del dolore ai nervi, ma si usa frequentemente anche per combattere l’ansia. Como l’idrossizina il gabapentin funziona rapidamente e senza dare i problemi associati alla benzodiazepine. Ad ogni modo, può provocare sindrome d’astinenza e alcune persone sperimentano una significativa sonnolenza. Così come gli SSRI, il gapapentin è stato associato ad un aumento del rischio di suicidio.

Dovuto a che il suo nome inizia con “gaba” si crede erroneamente che agisca direttamente sui neuroni che utilizzano una sostanza chimica chiamata GABA per comunicare tra loro. Tuttavia, il meccanismo esatto di azione del gabapentin è al momento sconosciuto, anche se si suppone che incida nel trasferimento del calcio attraverso la membrana cellulare.

Ovviamente, vi sono molti altri medicinali per combattere l’ansia, dato che questa non è una lista completa, e gli psichiatri sono liberi di utilizzare il farmaco più adeguato secondo le caratteristiche del paziente. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la Terapia Cognitiva Comportamentale ha mostrato la sua efficacia nel combattere l’ansia ed è considerata la prima opzione tra tutti i trattamenti possibili. Il principale beneficio della psicoterapia è che i suoi benefici resistono al passare del tempo e che non crea effetti collaterali.




Fonte:
Schiffman, J. E. (2011, Noviembre) Anti-Anxiety Medications Explained. In: Psychology Today

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Jennifer Delgado Suárez

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