11 dicembre 2013

Alcolismo: Combatterlo con l’aiuto dell’LSD

Le sostanze con effetto psichedelico sono tornate in auge grazie al lavoro di alcuni ricercatori che ora stanno riscoprendo le loro potenzialità terapeutiche. Uno degli studi più recenti è tornato ad analizzare il potere curativo dell’LSD, soprattutto nel trattamento della dipendenza.

Questi risultati vengono dalla Norwegian University, dove due scienziati, Pål-Ørjan Johansen e Teri Krebs, hanno analizzato sei studi clinici precedenti realizzati tra il 1966 ed il 1970 che si centravano su dei pazienti che soffrivano di alcolismo. Alcuni dei partecipanti furono sottoposti ai trattamenti classici per l’alcolismo ma ad altri venne somministrata una piccola dose di LSD durante la sessione terapeutica.

I risultati di ogni studio presi separatamente non dicevano molto ma analizzando tutti i dati insieme, i ricercatori scoprirono che l’LSD funzionava realmente. Le statistiche indicavano che la terapia tradizionale garantiva un miglioramento del 38% mentre con l’aggiunta dell’LSD il consumo di alcol si riduceva nel 59% dei casi. Sei mesi dopo avere abbandonato il trattamento, il 15% delle persone alle quali venne somministrato LSD continuava sobria.

I ricercatori conclusero che i risultati ottenuti con questa sostanza sono quasi miracolosi, soprattutto se si considera che si trattava di una dose unica e in una quantità molto ridotta. Così che presumibilmente se si combinasse l’uso dell’LSD con il trattamento convenzionale i risultati potrebbero essere più che soddisfacenti.

Johansen e Krebs credono che il segreto stia nella sensazione di estroversione che provoca l’LSD, che aiuta i pazienti a vedere i loro problemi in una prospettiva diversa. In pratica, l’LSD agirebbe come catalizzatore chimico potenziando un attitudine più aperta e meno pessimista che aiuterebbe le persone ad affrontare le loro difficoltà.

Va comunque sottolineato che non è la prima volta che gli scienziati impiegano delle sostanze stupefacenti nel trattamento di alcune malattie. Basti pensare che lo stesso Freud utilizzava la cocaina. Inoltre, recentemente, si è scoperto che la MDMA (una sostanza inclusa nell’extasi) è utile nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico e che la psilocibina (contenuta in alcuni funghi) può essere efficace contro l’ansia, soprattutto nei pazienti terminali.

Attenzione però! I risultati di questi studi non significano in nessun modo che dovremmo tenere in casa alcune droghe e impiegarle quando siamo depressi o ansiosi, soprattutto perché non faremmo altro che sostituire un problema con un altro forse maggiore. Dobbiamo sempre ricordarci che ogni farmaco deve venire utilizzato seguendo attentamente le prescrizioni mediche.

Fonte:
Johansen, P. & Krebs, T. (2012) Lysergic acid diethylamide (LSD) for alcoholism: a meta-analysis of randomized controlled trials. Journal of Psychopharmacology.

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Jennifer Delgado Suárez

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