11 ottobre 2013

Il nostro inconscio decide prima di noi

L’impressione di essere capaci di scegliere liberamente tra diverse opportunità è una delle certezze più ferme che abbiamo. Tuttavia, ogni giorno di più nuovi esperimenti ci dimostrano che in realtà questa sensazione di libertà non è nient’altro che un’illusione, dato che molte delle nostre decisioni sono determinate da stimoli che ci provengono dall’ambiente circostante e, soprattutto, dal processo mentale a livello di inconscio.

Ora, John Dylan Haynes, ricercatore presso l’Università di Leipzig, afferma che le nostre decisioni sono codificate dall’inconscio molto prima che noi ci rendiamo conto delle nostre intenzioni. In altre parole, il nostro inconscio sa già quale decisione prenderemo anche se noi stessi tuttavia non lo percepiamo a livello cosciente.

Per giungere a queste conclusioni Haynes realizzò un esperimento nel quale registrò l’attività elettrica del cervello mentre sottoponeva le persone ad una prova molto semplice: dovevano semplicemente premere un bottone scelto a caso tra due. Quando ricevevano l’ordine di agire, le persone dovevano scegliere liberamente se desideravano premere il bottone destro o quello sinistro.

Il dato curioso era rappresentato dal fatto che la decisione cosciente di premere il pulsante era preceduta (in termini di millisecondi) da un potenziale negativo del cervello denominato “preparazione potenziale”, che si origina nell’area motoria complementare (una regione del cervello coinvolta nella preparazione dell’azione motoria).

In altre parole, il nostro cervello si preparava per l’azione molto prima che la persona prendesse consapevolmente la decisione di farlo, fatto che porta Haynes ad ipotizzare che il nostro inconscio prende alcune decisioni per noi, forse molte di più di quanto non siamo disposti ad accettare.

Ovviamente, questo esperimento ha sollevato molte domande. Per questo motivo i ricercatori hanno continuato, sviluppando nuovi studi che pretendono di gettare nuova luce su questo fenomeno.

Prevedere le decisioni non è più un sogno irraggiungibile

Haynes realizzò un secondo esperimento il cui obiettivo era determinare quali regioni del cervello sono coinvolte nelle decisioni coscienti e in quale momento specifico si scatena la risposta motoria.

Ai soggetti venne chiesto di rilassarsi mentre dovevano fissare uno schermo sul quale venivano proiettate una serie di lettere. In qualsiasi momento, quando lo desideravano, potevano premere uno dei due pulsanti (la decisione di quale pulsante premere era libera). Nello stesso tempo, le persone dovevano ricordare la lettera che appariva sullo schermo quando prendevano la decisione. Ovviamente, in seguito si chiedeva loro di indicare quale fosse la lettera e quindi si ripeteva una volta ancora l’esercizio, lasciando passare un lasso di tempo tra una prova e l’altra. Il lato curioso fu che quasi il 90% delle decisioni coscienti vennero riportate solo 1 millisecondo prima che venisse premuto il pulsante. Cioè, le persone decidevano e necessitavano solo di 1 millisecondo per agire di conseguenza.

Ad ogni modo, i ricercatori individuarono un altro fatto. In pratica, scoprirono due aree cerebrali che potevano “rivelare” con grande precisione se le persone avrebbero premuto il pulsante destro o quello sinistro, addirittura prima che la stessa persona annunciasse di avere preso la sua decisione. La prima regione era la corteccia fronto polare che avvisò con ben 10 secondi di anticipo, molto prima che la persona prendesse la sua decisione cosciente. La seconda regione si trova nella corteccia parietale ed è come una fascia che si estende dal precuneus fino alla corteccia cingolata posteriore. Inoltre, queste zone si attivarono molto prima dell’area motoria complementare.

Ma … cosa significa tutto questo?

Questi risultati ci indicano che dietro alle decisioni coscienti, esiste un processo cerebrale che potremmo denominare “inconscio” e che anticipa la risposta fino a 10 secondi prima di conoscerla noi stessi. Inoltre, i ricercatori sono sicuri che questa attivazione cerebrale non corrisponde ad un periodo di preparazione per l’attività o la risposta ma piuttosto che si tratta di una vera e propria forma decisionale (o almeno una sorta di decodificazione della decisione già presa).

Infine, forse le nostre decisioni non sono poi così coscienti e magari dovremmo rivalutare il lavoro di Freud.

Fonte:
Haynes, J. D. et. Al. (2008) Unconscious determinants of free decisions in the human brain. Natura Neuroscience; 11(5): 543-545.

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Jennifer Delgado Suárez

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