29 ottobre 2013

Blocco mentale: Come superarlo

Chi non ha avuto almeno una volta nella sua vita un blocco mentale? Non importa quanti documenti apri, di che colore è la stanza dove lavori o quanto ti senti motivato … il blocco mentale arriva, e minaccia di stabilirsi definitivamente nella tua testa. In questi momenti ci sembra di trovarci in un labirinto senza via d’uscita.

Allora, la soluzione più semplice ed anche una delle più efficaci è quella di riposarsi. Dopo alcune ore o anche diversi giorni, potete tornare al lavoro con le vostre forze rinnovate e così apprezzerete nuove prospettive che prima non erano visibili.

Si tratta della meravigliosa capacità che la nostra mente ha di lavorare in modalità “pilota automatico”. Cioè, mentre apparentemente siamo scollegati dal problema, il nostro inconscio continua a lavorare su di questo fino a trovare la soluzione. In Psicologia questo processo si chiama “incubazione”.

L’incubazione: Questo grande mistero

Nel 1926 Graham Wallas, uno psicologo inglese, presentò l’incubazione come parte delle quattro fasi della sua teoria della creatività:

1. Preparazione
2. Incubazione
3. Illuminazione o insight
4. Verifica

Il problema è dato dal fatto che l’incubazione risulta particolarmente intricante, misteriosa ed elusiva per gli psicologi. In pratica tutto sarebbe molto semplice: analizzi tutti i dati del problema, prendi l’opportuna distanza dallo stesso perché si verifichi l’elaborazione a livello inconscio e, dopo, come per magia, hai l’insight. Sembra troppo semplice per essere vero?

Certo è che, oggi, dopo decine di studi sull’argomento, gli psicologi non sono giunti ad un accordo in merito a quale sia il meccanismo che si nasconde dietro all’incubazione. Alcuni affermano che si tratti semplicemente dell’effetto del riposo. In pratica, quando ci scolleghiamo da un problema, lasciamo libera la nostra mente perché possa divagare e così considerare altre idee. Precisamente da questo vagare senza meta appaiono prospettive ed idee nuove.

Infatti, quest’idea non sarebbe così inverosimile dato che, una volta analizzato un problema, ci stiamo rinchiudendo in una specifica area della conoscenza e così, poco a poco senza rendercene conto, andiamo progressivamente circoscrivendo il cerchio delle potenziali soluzioni. Sarebbe come analizzare il problema al microscopio. Al contrario, quando ci scolleghiamo dal problema impareremmo a vederlo come con un telescopio, potendo così apprezzare le sue connessioni multiple.

Esiste un altro gruppo di psicologi che sostiene che questa rottura con il problema non serve solo per scollegarci ma anche per dare tempo al nostro inconscio di trovare la soluzione. Le differenze tra una postura e l’altra possono sembrare minime ma è certo che, se l’inconscio svolge un qualsiasi ruolo nel processo d’incubazione, allora altri fattori come la motivazione o l’allenamento potrebbero avere molta importanza.

Nuova luce sull’incubazione: L’inconscio conta

Psicologi dell’Università di Sydney, hanno realizzato uno studio molto interessante in merito all’incubazione che accende nuove luci sul fenomeno. In pratica, questi ricercatori sottoposero i partecipanti al loro studio ad un test standard per verificarne il livello di creatività. Una delle caratteristiche del test era quella di  menzionare tanti diversi utilizzi possibili di un oggetto comune della vita quotidiana nel lasso di tempo di due minuti.

Dopo il test, i partecipanti vennero sottoposti ad una prova matematica con l’obiettivo di mantenere le loro menti occupate ed infine vennero sottoposti al test di creatività. La parte curiosa fu data dal fatto che alla metà dei partecipanti venne detto che dovevano fare il test ancora una volta mentre che l’altra metà venne sorpresa con la ripetizione dello stesso senza essere avvertita prima.

Chi fu sorpreso con la ripetizione del test non migliorò in modo significativo le proprie risposte ma quelli che vennero avvertiti prima che avrebbero rifatto il test (anche se si mantennero occupati con la prova di matematica per evitare di pensare in maniera cosciente alle risposte) offrirono il doppio di idee innovative.

Questo studio suggerisce che l’inconscio svolge un ruolo importante, dato che inizia a lavorare in modalità “pilota automatico” per generare più idee. Così, la prossima volta che avete un blocco mentale, fate semplicemente una pausa, cambiate radicalmente attività e lasciate che il vostro inconscio faccia il resto.

Fonte:
Gallate, J. et. Al. (2012) Creative People Use Nonconscious Processes to Their Advantage. Creativity Research Journal; 24(2-3): 146-151.

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Jennifer Delgado Suárez

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