28 ottobre 2013

Autocontrollo e tolleranza verso se stessi: Ricompensa o mancanza di volontà?

Quando sentiamo parlare di tolleranza e indulgenza verso noi stessi tendiamo ad associarlo con la mancanza di forza di volontà. Cioè, pensiamo di mangiare il gelato perché non abbiamo sufficiente autocontrollo per resistere alla tentazione.

Ora un nuovo studio realizzato dall’Università di Utrecht ci offre una prospettiva diversa. In pratica, i ricercatori affermano che siamo tolleranti verso noi stessi perché pensiamo che sia la decisione più corretta e non perché non possiamo evitarlo o per mancanza d’autocontrollo.

Infatti, l’area della tolleranza verso se stessi, della forza di volontà e dell’autocontrollo, è molto interessante. Per esempio, si conosce che dopo molte ore di duro lavoro, le persone sono più propense a concedersi alcuni piccoli capricci, come una sorta di ricompensa o regalo.

A questo proposito, i ricercatori dovettero creare un esperimento nel quale le persone credessero di avere lavorato duramente ma senza che questo compromettesse la loro forza di volontà incitandole a perdere il controllo. Come lo ottennero?

Chiesero ai partecipanti di sottoporsi ad una prova che classificava il loro livello di dislessia. Le persone dovevano osservare 200 parole e, progressivamente utilizzando una tastiera, premere il tasto corrispondente alla prima lettera di ogni parola. La parte interessante consisteva nel fatto che ad un gruppo che aveva terminato l’esercizio in 5 minuti venne detto che dovevano ripeterlo immediatamente, mentre all’altro gruppo venne concesso un riposo di un minuto tra una prova e la seguente.

Come si può immaginare il trucco stava nel riposo. Il gruppo al quale non venne concesso di riposarsi era convinto di avere lavorato duramente, anche se in realtà tutti i partecipanti lavorarono per la stessa quantità totale di minuti.

In seguito, tutti i partecipanti vennero sottoposti al test di Stroop, una prova classica che valuta l’autocontrollo; nella quale alla persona viene chiesto di leggere le parole e non i colori (per esempio, si presenta la parola “azzurro” scritta in giallo). Con questa prova fu possibile confermare che entrambe i gruppi avevano lo stesso livello di autocontrollo.

Infine, ad ogni partecipante venne chiesto di valutare il sapore di alcuni cioccolatini, caramelle e gomme da masticare. I risultati? Le persone che credevano di avere lavorato più duramente ne consumarono in quantità maggiore.

Questo indica che la tolleranza verso se stessi non sempre è il risultato della mancanza di forza di volontà ma piuttosto può comprendersi come una sorta di regalo che facciamo a noi stessi.

Fonte:
Witt, J. C.; Evers, C. & Ridder, D. T. (2012) License to sin: Self-licensing as a mechanism underlying hedonic consumption. European Journal of Social Psychology; 42(4): 490-496.

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Jennifer Delgado Suárez

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