3 luglio 2013

La Gioconda: la campagna pubblicitaria più importante delle storia

Tutti conosciamo bene il sorriso enigmatico della Gioconda. Questo dipinto è stato oggetto di discussioni e dibattiti per anni e questo ha creato intorno allo stesso una delle campagne pubblicitarie più imponenti che si siano mai conosciute nella storia dell’umanità. Infatti, milioni di persone arrivano al Louvre ogni anno con il solo obiettivo di ammirare questo quadro.

Così, probabilmente si tratta di uno dei volti più conosciuti al mondo (se non il più conosciuto). Oggi lo si può trovare in qualsiasi sala sotto forma di poster o sulle magliette di cotone, su tazze da tè e altri gadget. Ma … vi siete mai chiesti come ha fatto la Monna Lisa a diventare una star di queste proporzioni? Per quale motivo, questo dipinto più che altri, è così famoso?

Ovviamente, esistono decine di teorie che speculano al rispetto, dalle più logiche e razionali fino alle più fantasiose. Tuttavia, se diamo uno sguardo alla storia, ci renderemo conto che si tratta di una campagna di marketing che è iniziata centinaia di anni fa e che si è articolata autonomamente grazie ad una concatenazione di cause.

Giorgio Vasari, un importante storico dell’arte del secolo XVI, considerava la Monna Lisa come un’opera maestra, ma ci offre una visione molto più commerciale del dipinto. Questo storico afferma che tutto il quadro è in realtà la rappresentazione di un sorriso che ha qualcosa di più celestiale che umano ma che il suo segreto dipende dal fatto che, esteticamente, è molto bello. In questo modo, il sorriso coniuga due fattori che si uniranno in una miscela esplosiva: mistero e bellezza.

Nel momento in cui Leonardo Da Vinci dipinse la Monna Lisa, il ritratto era considerato antiquato come genere e veniva realizzato più con il fine di documentare la storia piuttosto che seguire i canoni dell’arte. Ad ogni modo, il ritratto della moglie di Francesco del Giocondo fu qualcosa di diverso. La sua posa era sorprendentemente nuova, dato che lei guardava il suo pubblico, invece di guardare uno sconosciuto che presumibilmente si trovava al suo lato nella tela.

Ovviamente, in seguito, alle persone non attraeva solo il ritratto in se ma piuttosto la figura di Da Vinci, un genio molto in anticipo rispetto alla sua epoca e che possedeva una filosofia tutta particolare. Così si instaurò il culto della sua figura e, con questo, aumentò l’interesse per i sui lavori. Infatti, inizialmente La Gioconda competeva per l’attenzione dei visitatori del Louvre, dato che esistevano altre opere molto più attraenti (e che per me continuano ad esserlo oggi).

Un altro fatto importante che contribuì ad aumentare la fama del quadro, fu che Napoleone ritirò il quadro dal museo e lo appese nella sua camera. Ovviamente, a questo punto molte persone si chiedevano cosa avesse di peculiare quel dipinto. Si era così piantato il seme della curiosità relativa a questo prodotto, proprio come ha fatto e continua a fare la Apple prima di lanciare i suoi nuovi modelli.

A metà del secolo XIX la Monna Lisa passò da essere il ritratto di una aristocratica pura a convertirsi nell’immagine di una “femme fatale”. Questo cambiamento di prospettiva era dovuto fondamentalmente al giornalista e critico d’arte Théofile Gautier, il quale scriveva: “queste labbra burlone e sottili che disprezzano i piaceri comuni dei mortali.” Così, questo quadro si trasformò in un oggetto di desiderio irraggiungibile, niente di meglio per aumentare la fama del prodotto. Molto presto, il sorriso della Monna Lisa non rimase solo un segreto che conoscevano solo pochi pittori e alcuni nobili, ma divenne ben presto un segreto strillato a gran voce che fece eco nelle masse.

Un altro colpo di grazia giunse nel 1911, quando un umile carpentiere del museo rubò il dipinto. Durante un periodo, i mezzi di comunicazione non fecero altro che parlare di questa perdita, addirittura le persone si riunivano davanti alla parete dove prima era esposto il quadro per dirgli addio sconsolati.

A questo punto, La Gioconda si era già conquistata il suo posto nella storia ma, l’impulso definitivo nella cultura popolare lo dette Marcel Duchamp, il quale gli dipinse baffi e barbetta e ne stampò delle cartoline postali che ancora oggi ricorrono il mondo. Da allora La Gioconda si è convertita nel modello preferito di molti disegnatori, caricaturisti e pubblicitari di tutto il mondo.

Così che più di un pubblicitario ci ha guadagnato dalla fama della Monna Lisa, strutturando le proprie campagne di marketing su di lei approfittando della fama del quadro. E devo dire che alcune risultano davvero creative. Come punto finale vi lascio in compagnia di alcune delle campagne pubblicitarie che si sono ispirate all’enigma di questo sorriso.

1. Pantene, con lo slogan: “è ora di rinnovarsi”.



2. Memo, una rivista che propone lo slogan: “diverse prospettive ogni settimana”.



3. El Comercio, un periodico di economia che ci propone una delle campagne più originali con lo slogan: “più informazione di quanta ne conosci”.



4. Epson, con lo slogan: “la stampa ultra rapida di Epson”.



5. Gioconda Dark, una marca di cioccolato.



Fonte:
(2011, Mayo) Why is the Mona Lisa so Famous? The Greatest Marketing Campaign in the History of the World. En: Arte Den.

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Jennifer Delgado Suárez

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Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Gesù avendo una intelligenza simile hanno avuto un volto somigliante verso il termine della vita, avvenuta ad età differenti. La Gioconda è un ritratto ideale, un rimando al volto archetipo di Gesù, un abile gioco di prestigio, una straordinaria illusione ottica che rimanda al volto di Leonardo (potrebbe essere un suo ritratto al femminile) e indirettamente a quello della Sindone (Il volto sindonico e l’autoritratto di Leonardo si somigliano). Questo è forse la ragione principale del mistero e fascino del quadro. Cfr. Ebook. (amazon) di Ravecca Massimo: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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