31 luglio 2013

Ipocondria: sintomi, cause e trattamento

Chi non conosce almeno una persona che si lamenta continuamente delle sue presunte malattie che quasi mai vengono confermate dagli esami medici? Si tratta degli ipocondriaci

L’ipocondria è essenzialmente la preoccupazione eccessiva per la salute e rappresenta quasi il 9% di tutti i pazienti che vengono ricoverati in ospedale. Questa preoccupazione eccessiva causa la sensazione di avere dei sintomi che non esistono oggettivamente o esagera quelli già esistenti producendo angoscia e depressione.

Per diagnosticare l’ipocondria la persona deve essere convinta di soffrire di almeno due diverse malattie gravi e deve conoscere approfonditamente i dettagli della sintomatologia di almeno una di esse. Naturalmente, questa persona si sottoporrà a tutta una serie di esami fisici nei quali non apparirà alcun segnale dei problemi che riporta.

Inoltre, normalmente presenta una intensa paura di soffrire di queste malattie, si preoccupa eccessivamente per la qualità delle esplorazioni mediche e il malessere persiste per oltre sei mesi provocando danni nelle prestazioni lavorative e nelle relazioni interpersonali.

Anche se nell’immaginario collettivo esiste una identificazione dell’ipocondria con la vecchiaia, è certo che buona parte delle persone ipocondriache sono uomini che hanno intorno ai 30 anni d’età, mentre che le donne sono all’incirca intorno ai 40. Queste persone studiano spesso con attenzione il corpo e le sue reazioni e giungono ad una diagnosi entrando anche in contraddizione con il proprio medico, il quale a volte non fa altro che fargli cambiare di ospedale alla ricerca della conferma della diagnosi.

Quasi sempre gli ipocondriaci sono aggiornati sulle ultime malattie e cure, e si trasformano spesso in nutrizionisti esperti perché, nel fondo, temono in modo spropositato di poter soffrire di una qualsiasi malattia. Così, poco a poco la salute e le patologie si vanno trasformando nel loro unico argomento di conversazione. Quando questo disturbo arriva al punto estremo, si produce un deterioramento nelle relazioni interpersonali, dato che possono scegliere di rinunciare alla vita sociale per la paura di contaminarsi.

Le cause dell’ipocondria

Le cause dell’ipocondria sono molte e spesso si combinano tra di loro. Tra le più comuni incontriamo:

- Un’educazione basta nella paura o nell’eccessiva protezione. Normalmente, scavando nella storia di vita degli ipocondriaci, si scopre che da piccoli hanno avuto un’educazione iperprotettiva o un familiare vicino ha spesso manifestato eccessiva preoccupazione per la loro salute.

- Esperienze traumatiche relazionate con la morte o la malattia. Perché la persona stessa ha sofferto di una malattia grave durante la sua vita o ha vissuto l’esperienza di prendersi cura di un familiare malato gravemente.

- Interpretazione sbagliata dei sintomi. Molto spesso l’ipocondria si scatena a partire da sintomi che sono male interpretati. Questa persona possiede una discreta informazione a livello medico e si spaventa in presenza di qualsiasi tipo di segnale. Per esempio, può confondere una contrattura muscolare nel braccio sinistro con la presenza di un infarto o il mal di testa persistente con un tumore o un’emorragia cerebrale.

- Essere particolarmente suggestionabili e avere ricevuto informazioni allarmanti in merito a determinate malattie. Va sottolineato che è importante essere informati sui sintomi iniziali delle malattie, dato che così potremo prevenire meglio alcune patologie, ma le persone particolarmente suggestionabili possono sviluppare un atteggiamento eccessivo che porta all’ipocondria.

Oltre a queste cause, esistono anche persone che utilizzano le malattie per attirare l’attenzione su di se.

Trattamento dell’ipocondria

Normalmente è difficile gestire l’ipocondria dato che queste persone non riconoscono che la causa della loro sofferenza è psicologica. Così, si rifiutano di sottoporsi ad un trattamento psicologico.

Essenzialmente, il trattamento dell’ipocondria si basa nella combinazione di farmaci antidepressivi con la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Infatti, accade spesso che psichiatra e psicologo lavorino insieme nel trattamento di questi casi specifici. I medicinali riducono l’angoscia ma non sono sufficienti per eliminare le idee relative alla malattia immaginaria, ma nello stesso tempo, senza questi sarebbe impossibile applicare un trattamento psicologico.

La psicoterapia in se si occupa di alleviare l’angoscia e la paura che sentono queste persone insegnando loro come affrontare il problema. Un punto fondamentale sta nell’apprendere a distinguere tra sintomi reali e fittizi. Si utilizzano in genere tecniche di desensibilizzazione, controllo del pensiero e rilassamento.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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