7 giugno 2013

Oltrepassare la soglia di una porta facilita la dimenticanza

Sono molte le azioni che realizziamo quotidianamente senza pensarci. Tuttavia, ci sorprenderemmo di sapere che molte di queste svolgono un ruolo fondamentale nel nostro comportamento ed anche nella nostra capacità cognitiva. 

Alcuni ricercatori dell’Università di Notre Dame, hanno realizzato un esperimento molto curioso con il quale dimostrano che un semplice atto come quello di oltrepassare la soglia di una porta può facilitare la dimenticanza. Secondo questi psicologi, passare attraverso la soglia di una porta crea simbolicamente un nuovo episodio di vita che rende difficile ricordare l’informazione o le esperienze che appartengono alla stanza dalla quale si è usciti. 

Ma … come si è giunti a questa conclusione? Diamo uno sguardo all’esperimento:

I partecipanti furono esposti ad un ambiente virtuale che conteneva 55 stanze di diverso tipo, alcune grandi e altre più piccole che contenevano tutte un tavolo. Quando le persone entravano dovevano prendere un oggetto collocato ad un estremo del tavolo per ricollocarlo all’altro estremo. Questa azione veniva ripetuta fino a completare il trasferimento di diversi oggetti, evitando alcuni oggetti che non si dovevano toccare. In seguito, alcuni partecipanti uscivano dalla stanza passando per una porta aperta che conduceva direttamente ad una nuova stanza o semplicemente si spostavano all’altro lato della stessa stanza. 

Quindi, sullo schermo si mostravano i nomi di alcuni oggetti. Ogni partecipante doveva determinare se questo oggetto fosse stato trasferito da lui o se era di quelli che dovevano restare sul tavolo senza essere toccati. La parte curiosa risiede nel fatto che le persone che erano passati attraverso la soglia della porta mostravano una maggiore difficoltà a ricordare rispetto a chi aveva percorso la stessa distanza restando però all’interno della stessa stanza. Perché? 

Gli psicologi suppongono che la porta rappresenti come una sorta di limite, che segna l’inizio di un nuovo episodio nella memoria dell’individuo e che autorizza ad archiviare l’informazione elaborata precedentemente. Al contrario, le persone che restano nello stesso ambiente ricordano con maggiore facilità perché le informazioni non sono state tuttavia archiviate mantenendosi intatte nella memoria di lavoro. 

A questo punto i ricercatori si chiedono se il fenomeno della dimenticanza nella realtà virtuale si verifichi anche nella vita reale. Così disegnarono un nuovo esperimento identico ma in un ambiente reale. I risultati furono identici. 

Un'altra possibile spiegazione si basa nel semplice fatto che mantenersi all’interno dello stesso ambiente nel quale si è svolta l’attività potenzierebbe il ricordo. Questa idea proviene dalla sapienza popolare che ci suggerisce che quando dimentichiamo qualcosa, ci risulta più facile recuperare l’informazione se torniamo indietro sui nostri passi. I ricercatori si sono così dedicati a corroborare o contrastare questa idea. 

A questo proposito si è realizzato un test di memoria dopo che le persone passavo la soglia della porta verso una seconda stanza, passando a una terza completamente nuova attraverso due porte o passando attraverso due porte per tornare alla stanza originale nella quale si era realizzata l’attività. L’idea di base suggeriva che se le porte davvero non rappresentano un simbolo che limita la memoria ma era la stanza quella che esacerbava il ricordo, allora l’ultimo gruppo che tornava alla stanza originale doveva mostrare un punteggio migliore nel test. Cosa accadde? 

Il ricordo delle persone che tornavano alla stanza originale non fu migliore rispetto a quello di coloro che passavano da una porta e entravano in una stanza completamente nuova. Comunque, come si poteva immaginare, chi attraversò due porte entrando in una stanza completamente nuova ricordava ancora meno degli altri. Cosa indica questo? 

In primo luogo, che davvero il contesto può potenziare la memoria in qualche modo ma che nello stesso tempo attraversare le porte passando ad ambienti diversi ha un significato simbolico che potenzia la dimenticanza e, mentre più porte si attraversano più difficile sarà ricordare i fatti anteriori. 

Ovviamente, quest’idea si applica solo ai ricordi insignificanti perché sappiamo bene che i ricordi emotivamente significativi non vengono minimamente intaccati mantenendosi quasi indelebili nella memoria. 

Fonte: Radvansky, G., Krawietz, S., & Tamplin, A. (2011) Walking through doorways causes forgetting: Further explorations. The Quarterly Journal of Experimental Psychology; 64 (8): 1632-1645.

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Jennifer Delgado Suárez

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