12 giugno 2013

La mimica nella comunicazione: quando è un errore?

Fino a pochi anni fa, quando si iniziava a realizzare i primi studi nel campo della comunicazione non verbale, si considerava che quando due persone sono prese da una conversazione molto coinvolgente, queste tendessero ad imitare in modo inconsapevole alcuni dei movimenti che realizza l’altro interlocutore.

Infatti, molti psicologi affermano che il miglior indicatore per conoscere quanto un individuo sia coinvolto profondamente in una conversazione è osservare se imita i nostri gesti. Naturalmente, vi sono anche quelli che assicurano che una tecnica eccellente per catturare l’attenzione e l’empatia del nostro interlocutore è appunto quella di imitare alcuni dei suoi gesti.

Ad ogni modo, uno studio recente realizzato dall’Università della California, ha cercato di stabilire se realmente imitare i gesti ed i movimenti altrui è una tecnica sociale tanto assertiva quanto si pensa o se può al contrario avere un effetto negativo sulla nostra reputazione. In altre parole, un osservatore attento potrebbe pensare che siamo meno intelligenti e affidabili se rileva che stiamo imitando i movimenti del nostro interlocutore?

I ricercatori hanno chiesto ad un gruppo di volontari che osservassero diversi video nei quali si realizzavano delle interviste. Alcuni dei partecipanti videro i video nei quali chi intervistava si mostrava cordiale mentre ad altri si mostrarono video nei quali lo stesso intervistatore si atteggiava in maniera accondiscendente. Tuttavia, la differenza fondamentale consisteva nel fatto che in alcuni video chi intervistava imitava i movimenti dell’intervistato (solo piccoli gesti come toccarsi una gamba o passarsi la mano nei capelli) mentre in altri video non vi era alcuna interazione.

Dopo avere visionato i video i partecipanti dovevano valutare la competenza generale dell’intervistatore tenendo presente aspetti come l’affidabilità e la simpatia. Risultò curioso che anche se a livello cosciente nessuno dei partecipanti riconobbe di avere visto i gesti, questi furono essenziali al fine di valutare chi intervistava.

Quando gli intervistatori imitavano i movimenti degli intervistati erano considerati meno competenti dall’osservatore esterno. Per confermare questi risultati si è ripetuto l’esperimento ma questa volta offuscando le immagini video così che gli osservatori si concentrassero più sulla conversazione che sulla gestualità. In questo caso i risultati furono totalmente diversi.

I ricercatori ci ricordano che la vita sociale è molto complessa e che, se desideriamo mantenere determinati status, dobbiamo stare particolarmente attenti a chi imitiamo dato che un modello errato può costarci la perdita di credibilità. Così, dipendendo dal contesto e dai nostri obiettivi, a volte l’intelligenza sociale sta nel non imitare.

Fonte:
Kavanagh, L. et. Al. (2011) When it’s an error to mirror: The surprising reputational costs of mimicry.Psychological Science.

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Jennifer Delgado Suárez

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