20 giugno 2013

Eiaculazione ritardata: un problema poco conosciuto

Moltissimo si è detto dell’eiaculazione precoce ma esiste, anche se è ben più rara, una problematica sempre relativa all’eiaculazione che può causare apprensione e ansia in chi ne soffre: l’eiaculazione ritardata, anche conosciuta come: aneiaculazione (dato che in questo caso si fa riferimento alla mancanza di una eiaculazione completa).

Naturalmente, alcuni potrebbero pensare che questo problema non ha nessun aspetto negativo e anzi, che chi ne soffre/gode, in realtà sia abbastanza fortunato. Però, chi lo vive in prima persona sa bene che non è proprio così, perché riuscire ad eiaculare solo dopo un coito esageratamente prolungato provoca uno sfinimento fisico per nulla indifferente, checché ne possano pensare gli esperti da bar che parlano in termini di decine di minuti o ore quando mai si sono premurati di cronometrare con orologio alla mano una loro prestazione.

L’eiaculazione ritardata nasconde un altro problema, di natura emotiva, e cioè che la donna che non ne conosce l’esistenza può pensare di non essere sufficientemente attraente e sensuale, associando il ritardo con la mancanza di desiderio sessuale. Se questo problema non si discute per tempo, con il passare degli anni può contribuire a deteriorare la fiducia della donna e danneggiare la relazione.

D’altra parte, l’eiaculazione ritardata può anche divenire un problema per la donna che non necessita di una stimolazione così profonda e prolungata per raggiungere l’orgasmo, soprattutto quelle che soffrono di ipersensibilità ai genitali dopo avere raggiunto il climax.

Per avere un’idea di cosa si intenda per eiaculazione ritardata, basta dire che si riferisce a una relazione sessuale con una penetrazione che dura intorno ai 45 minuti approssimativamente. Ricordiamoci che la media mondiale di durata della penetrazione prima dell’eiaculazione è di circa 6  minuti.

Le cause dell’eiaculazione ritardata

Fino ad ora si conosce che l’eiaculazione ritardata non riguarda un gruppo di maschi in un’età specifica, e che le cause dipendono normalmente da disfunzioni organiche. Per esempio, appare in uomini che hanno subito danni a livello neurologico (che hanno sofferto di ictus o danni al midollo spinale). Si è anche messa in relazione con malattie endocrine come il diabete, con problemi alla prostata e di ipertensione.

Ad ogni modo, l’eiaculazione ritardata può anche essere un effetto collaterale di alcuni farmaci, come alcuni antidepressivi, antipsicotici e medicinali contro l’ipertensione. Allo stesso modo può presentarsi in persone che abusano di alcol e droghe, dato che queste sostanze tendono a rallentare i riflessi. Anche obesità e sovrappeso possono rappresentare un fattore determinante nell’apparizione dell’eiaculazione ritardata,  dato che riducono il flusso di sangue verso i genitali.

Inoltre, non sono da scartare neppure le cause determinate dallo stile di vita, come per esempio dormire poco, ansia e preoccupazioni di vario genere. Alcuni studi hanno messo in relazione questa disfunzione, se così possiamo chiamarla, con la depressione, l’astenia, l’ansia e i disturbi ossessivo-compulsivi. Infine, si conosce che alcuni uomini possono sperimentarla a causa della pratica assidua della masturbazione nel loro passato, grazie alla quale si sono abituati a ritardare l’eiaculazione fino a renderlo un riflesso condizionato.

Trattamento dell’eiaculazione ritardata

Il trattamento dell’eiaculazione ritardata avviene normalmente attraverso degli psicofarmaci che regolano la risposta dei neurotrasmettitori agli stimoli sessuali. Si conosce che approssimativamente l’80% degli uomini riesce a superare questo problema anche se esiste una piccola percentuale che può sviluppare in certa misura inibizione sessuale.

Nei casi nei quali si è provato che esiste un danno ai nervi coinvolti nell’orgasmo, si applica la chirurgia pelvica con una buona percentuale di successo. Infatti, sono moltissimi gli uomini che soffrono di eiaculazione ritardata e che nello stesso tempo riportano insensibilità del glande.

Fonte:
Moore D.P. & Jefferson, J.W. (2004) Inhibited male orgasm. En: Handbook of Medical Psychiatry. Philadelphia: Mosby Elsevier; cap. 102.

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Jennifer Delgado Suárez

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