3 maggio 2013

Tornare insieme: vale la pena?


Una volta Cervantes disse che: “è preferibile la peggiore riconciliazione al miglior divorzio”. Ad essere sincera non coincido con la sua idea ma pare che invece siano molti quelli che lo fanno. Infatti, indipendentemente da tutte le difficoltà che si vivono quando si rompe una relazione di coppia, una grande percentuale di persone sceglie di riconciliarsi. Statisticamente si dice che circa il 75% delle persone è tornata a vivere con il partner dal quale si era separata.

Ma … la riconciliazione si basa nell’ignoranza dei fatti, nella persistenza dell’amore, nelle illusioni positive o forse si tratta di una occulta tendenza masochista?

Le cause che portano alla riconciliazione sono molteplici e vanno dal fatto che tuttavia persiste l’amore fino alla paura di restare soli, o piuttosto è solo ignoranza delle abitudini di coppia. Naturalmente, l’ideale è che la riconciliazione sia guidata dall’amore e che entrambi riconoscano le proprie responsabilità nel precedente fallimento, per compromettersi ad evitare gli stessi errori in futuro.

Riconciliarsi non significa ricominciare da zero

Le persone si lasciano solitamente influenzare da due grandi teorie contrapposte:

1. La natura umana è stabile e tende ad evitare i cambiamenti
2. La natura umana è instabile e cerca istintivamente il cambiamento

Chi si lascia guidare dalla prima teoria tende a pensare che esista una persona fatta esclusivamente per lei nel mondo e, quindi, loro dovranno restare insieme per tutta la vita. Chi si fa guidare dalla seconda teoria sa che l’amore deve venire alimentato costantemente e che il cambiamento nelle relazioni di coppia può essere un processo normale quando le ragioni per stare insieme sono finite.

La verità è che entrambe le teorie sono allo stesso tempo false e vere. Cioè, il cambiamento è necessario per svilupparci come persone ma nello stesso tempo tendiamo a resistergli. Sarebbe ideale riuscire a raggiungere un equilibrio perfetto tra le due teorie.

Per quanto riguarda le relazioni di coppia, vi sono alcune cose che possono cambiare, sempre che ci sforziamo, ma esistono altri aspetti che saranno particolarmente difficili da appianare. La possibilità di cambiare svolge un ruolo essenziale al momento della rottura e della riconciliazione. Fondamentalmente decidiamo di rompere una relazione di coppia quando consideriamo che l’altra persona non può cambiare per soddisfare le nostre esigenze. Al contrario, decidiamo di riconciliarci quando abbiamo constatato che l’altro è cambiato, o quando crediamo che possa davvero cambiare. Ovviamente, valutare la reale capacità di cambiamento risulta difficile (tanto per se che per gli altri) e a volte ci sbagliamo nel prendere la decisione.

Ma se è difficile rompere è ancor più difficile riconciliarsi. Il fatto è che la riconciliazione, per tanto che desideriamo comprenderla come un nuovo inizio, è piuttosto un prolungamento della relazione anteriore. Questo significa che non possiamo dimenticarci di tutto ciò che è accaduto e che il passato in un modo o nell’altro starà sempre condizionando la nuova relazione. Non è la stessa cosa ricominciare da zero che riprendere un cammino sul quale spesso si trovano già diverse ferite non rimarginate.

Ad ogni modo, il fatto che vi sia una storia di relazione di coppia precedente non significa necessariamente che tutto debba essere negativo. Se entrambi sono capaci di imparare dal passato per non commettere gli stessi errori e si compromettono seriamente nella relazione, allora la riconciliazione può anche funzionare. Tuttavia, se uno dei membri non è capace di dimenticare l’accaduto o di compromettersi con il cambiamento, lasciando che il passato torni a creare problemi, allora la riconciliazione sarà negativa e causerà solo più dolore.

Un altro dettaglio che spesso si trascura, soprattutto quando questa ha luogo dopo un periodo di tempo molto lungo, è che l’altra persona non è più la stessa (nel bene come nel male). Durante il tempo della separazione spesso risaltiamo solo i ricordi positivi, e in molte occasioni, questi ci fanno idealizzare l’altra persona o considerare solo i lati più piacevoli di questa. Attendersi una riconciliazione con la stessa persona è un’utopia così come non è possibile sperare di mantenere solo gli aspetti positivi della relazione precedente.

Anche in quest’ultimo caso il cambiamento che è avvenuto nell’altro non deve essere necessariamente negativo ma piuttosto al contrario, può apportare una dose di mistero alla relazione, permettendoci di riscoprire la vita di coppia e viverla in una prospettiva completamente diversa.

Riassumendo

La riconciliazione è positiva quando:

- C’è fiducia reciproca. Questo significa che entrambi possono regredire senza rancore alla relazione perché le ferite si sono rimarginate, in maniera tale che il passato non si trasformerà in un macigno impossibile da sostenere.

- C’è amore e passione. Il resto dei motivi normalmente non hanno sufficiente forza per fare in modo che la relazione duri in maniera soddisfacente nel tempo.

- Vi è compromesso con il cambiamento. Entrambi riconoscono i propri errori e sono disposti a cambiare per migliorare il rapporto di coppia.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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